Clelia Pettini
Il direttore si lisciò la camicia di lino sul ventre prominente. “Si sta staccando un bottone”, disse e riprese a lisciare la stoffa che, in effetti, era così tanto tesa che lasciava immaginare che i bottoni, più che staccarsi, sarebbero schizzati via. “Controlliamo le mail”, disse ancora il direttore rivolgendosi, questa volta, alla segretaria. “Il direttore generale – cominciò lei – la convoca venerdì prossimo per la riunione sui centri dei disturbi alimentari; la dottoressa Marini invia i dati sulle dipendenze da gioco d’azzardo e Paolo ha completato la proiezione sul bilancio di previsione che gli aveva chiesto”. “E poi sono arrivati quei dati della Fenice Ricerche sulle condizioni socio sanitarie dei cittadini del comune capoluogo”. Gli occhi del direttore si accesero di interesse mentre le mani smisero di toccare la camicia. Si voltò verso lo schermo e prese a scorrere il documento: “Dobbiamo convocare una conferenza stampa. Sono dati importantissimi che possono aiutare la nostra campagna sugli stili di vita: guarda i numeri sulla broncopatia cronica… c’è un’evidente correlazione con il fumo ma, più di tutto, con il lavoro in miniera! Guarda che aumento incredibile tra gli ultraottantenni… gli ultimi minatori!”. “Le chiamo quindi Valeria?”, chiese la segretaria con tono conciliante. Il direttore assentì e dopo pochi minuti una giovane donna dal viso sorridente, le gambe lunghe ma i fianchi un po’ pesanti, entrò nella stanza. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/gioco-di-ruolo_3042.html

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