Si torna sempre al punto di partenza, come in un gioco che non finisce mai e in cui i protagonisti si inventano ogni giorno nuovi ostacoli per continuare all ‘ infinito una prassi devastante per la democrazia. Il 5 giugno verrà discussa la nuova proposta di legge elettorale presentata dal PD. Una sorta di Giano bifronte , un po’ maggioritario, un po’ proporzionale. Ci sarà sicuramente battaglia, sia Forza Italia che il M5S hanno già espresso la loro contrarietà. Solo la Lega ha nicchiato, in attesa degli sviluppi. La verità è che molte forze politiche tifano apertamente per il proporzionale puro con uno sbarramento basso. E con ogni probabilità , a meno di colpi di scena, lì si finirà. Una nuova non esaltante edizione del gioco dell’ oca. Dopo le elezioni si vedrà il da farsi. Tutti sanno che nessuno avrà la maggioranza per governare .Ed allora si tenteranno matrimoni indicibili. Ma con molta probabilità non si troverà la quadra ed allora il Presidente della Repubblica, prima di sciogliere di nuovo le camere, sarà costretto a dare l ‘ incarico ad un personaggio estraneo ai partiti per dare vita ad un governo di scopo. O forse è proprio questo che tutti vogliono per non prendersi nessuna responsabilità ? Soprattutto in una situazione che prevede ancora per il futuro lacrime e sangue. Ma nel frattempo ci si posiziona per il dopo. Grillo fa San Francesco e cerca di mutare l’ essenza del suo movimento in una forza pauperista che acchiappa voti nelle fasce deboli della popolazione. Berlusconi da gran esperto di comunicazione lancia il Movimento Animalista che affascina molti proprietari di animali che non interessati dalla politica questa volta tornerebbero a votare. Poi vi è la novità milanese Il sindaco Beppe Sala si è messo alla testa di un enorme corteo.in cui tutte le anime della sinistra erano rappresentate. Ormai le mura della città gli vanno strette. Sembra tutto fermo , eppur si muove. Ma attenzione a non sottovalutare la stanchezza e la rabbia degli italiani Il nostro Paese non ha un Macron e le avventure sono dietro l ‘ angolo.
Roberto Caputo

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