
Liberale da sempre, appassionato come pochi, leale per natura, aveva, con qualsiasi interlocutore, quello che , con linguaggio diplomatico, si chiama franco colloquio: a nessuno le mandava a dir dietro.
E’ stato imprenditore e politico. Consigliere comunale, in terra di Siena aveva dato vita ad una serie di iniziative, intorno alle quali era riuscito, con il suo modo di fare concreto , sensibile e deciso, ad avere un ampio riscontro e a raccogliere una viva partecipazione. Due sole, qui, brevemente ricordo, nel salutarlo con commozione.
“ Conoscere per tollerare “ , aveva voluto che si intitolasse il convegno da lui personalmente organizzato a Siena nel 2010 ; al quale aveva ottenuto la partecipazione di politici come Stefano De Luca e Benedetto Della Vedova , di docenti universitari, da Roberta Cappellini a Stefano Brandani, a Giulia Simi ( Emma Bonino aveva potuto inviare solo l’adesione ).
Conoscere per tollerare – così aveva fatto scrivere nella presentazione – è il modo di convivere civilmente, coniugando pace e libertà. Conoscere , non combattere. Mettere a confronto , ciascuno, le proprie idee, il proprio credo, con quelle, con quello, dell’altro. Con lealtà, con vivacità critica, senza rinunciare, ciascuno, alla propria identità.
E aveva naturalmente chiesto che i convegnisti evidenziassero il valore della lezione casoriana, il metodo della laicità , che egli – Gherardo – in ogni occasione rivendicava – con decisione, con insistenza – come strumento essenziale per garantire le libertà di tutti e la buona convivenza civile.
Nell’estate dello stesso 2010 si era lanciato a organizzare una serie di spettacoli nel suo Centro Turistico Moscadella, a Castelmuzio di Trequanda ( SI ) , riuscendo a mettere in programma Gatto Panceri , Fabrizio Consoli e Grazia Verasani in concerto, Riccardo Arrighi (“ Chopin in jazz” ) ,
Maurizio Lastrico ( da Zelig ), il trio Paolo Jannacci. E poi Antonella Colonna Vilasi, presentatrice del libro “Il Terrorismo”, con la partecipazione di Lorenzo Conti.
Il tutto con una serata dedicata all’anniversario dell’ Italia Unita. Era di luglio: coordinati da Stefano Bisi, direttore del Nuovo Corriere di Siena , i relatori erano il professor Marco Montuori, il consigliere comunale Massimo Bandini; scorrevole il dibattito ; pungenti le domande del pubblico. A conclusione, tra i tavoli addobbati con il tricolore, tutti in piedi. A cantare, con qualche stonatura, ma con sentimento, l’inno di Mameli . E Gherardo con la mano sul cuore , amici e familiari intorno, contento della riuscita della serata.

Mi unisco al pensiero di Adalberto Scarlino ed Alberto Lopez ricordando una persona che, per dirla con poche semplici parole, non poteva rimanerti indifferente per lo spirito che lo caratterizzava: voglia di fare, fedeltà nei propri pensieri, a dispetto anche delle opportunità. E, soprattutto, sempre disponibile. Invito i lettori di Pensalibero a sfogliare l’archivio storico per ritrovare pensieri di Gherardo, così da farsene una idea più connotata (per chi non lo conosceva).
Ciao Gherardo!