Lo statista socialista visto da un giovane, Giuseppe Ferone che dodici anni fa aveva da poco dimesso i calzoni corti.

Che Bettino Craxi fosse innocente, fosse un esule e non un latitante e che fosse morto assolutamente non ricco come invece vogliono far credere i giustizialisti-populisti non mi sforzo a ricordarlo infatti, e non voglio neanche sforzarmi di farlo sapere alla gente.
Già, perché la rivalutazione di Craxi (rivalutazione per la massa, e non per il popolo socialista, in quanto per noi è stato sempre valutato per quello che effettivamente è stato) va fatta ogni giorno. Ogni giorno mi batto per far capire e dimostrare alla gente cosa siano il populismo e la demagogia, cosa abbia davvero infangato l’Italia, cosa abbia davvero fatto Craxi per l’Italia e cosa sia stata davvero l’Italia in quegli anni.
Ma oggi, il giorno dell’anniversario della sua morte, Bettino va ricordato per quello che è stato per noi. Noi socialisti, noi amanti della libertà, noi garantisti, noi laici, noi amanti della politica, noi riformisti e noi romantici nazionalisti. E’ il giorno della nostra memoria. L’unico giorno dell’anno in cui ci è consentito ricordare Craxi da soli, senza giustificarsi, senza dover raccontare agli altri, senza dover spiegare la verità. E’ il giorno della “nostra” memoria, non di quella di chi non conosce, di chi non sa, di chi ignora.
Non è il giorno in cui dobbiamo raccontare di Sigonella, non è il giorno in cui bisogna far sapere la potenza industriale italiana negli anni’80. Non è il giorno per rivendicare la verità della scala mobile, e neanche il giorno in cui spiegare l’importanza del posizionamento degli euromissili. Non dobbiamo spiegare, oggi i finanziamenti a tutti i partiti della libertà, quelli dei Paesi del Terzo mondo oppressi da una dittatura, del Cile di Allende e Pinochet, di Solidarnosc e di Lech Walesa. No, niente di tutto questo. Oggi è il nostro giorno e noi queste cose le sappiamo bene. Oggi dobbiamo prenderne coscienza e fare il resoconto di tutto l’anno. Di quello che abbiamo fatto per lui, in suo nome e nel nome del socialismo. Quante persone siamo riusciti a convincere? A quanti abbiamo saputo spiegare la verità? Quanti cittadini con la mente intrisa dal populismo abbiamo “pulito” e “arricchito” con la verità storica? Quanti Marco Travaglio abbiamo saputo sconfiggere? E quanti Di Pietro? Oggi non è il giorno in cui spiegare che Craxi sarebbe stato, oggi, nel centrodestra con Berlusconi. Oppure affermare che sarebbe rimasto a sinistra, anche con i comunisti. Oggi ci è chiesta solo una cosa: qualsiasi posizione politica abbiamo preso, non dobbiamo, oggi, cercare di convincerci che sia più giusta delle altre. Io credo fermamente nel socialismo liberale anticomunista. E non devo nel giorno della memoria del più grande statista italiano, attaccare chi ha fatto una scelta diversa, chi è rimasto a sinistra con il giustizialismo. Ma tutti noi dobbiamo essere convinti che qualsiasi scelta abbiamo fatto, l’abbiamo presa in buona fede e con la convinzione di aver fatto del bene al socialismo craxiano. E se non lo abbiamo fatto per interessi personali, per poltrone, per potere e per voglia di visibilità, saremo sempre inattaccabili ed inoppugnabili.
W Craxi, W l’Italia, W il Socialismo italiano.

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