In una notte di fine agosto, strani sogni rivelatori sui misteriosi fenomeni che accadono nel nostro paese e che, ad una analisi diurna, parrebbero interpretabili solo dal redivivo Freud.
Nella stagione che non c’è, par di stare nelle Highlands scozzesi, dunque a completare il paesaggio piovoso, nebbioso ed uggioso assai, non potevano mancare le pecore – belanti, come conviene loro, e sempre in coro, chè a ripetere le tiritere altrui le voci soliste non servono, senza contare che nel gregge non sono mai state gradite un granché. Il pensiero unico è un mantra e non apprezza note di controcanto, si sa. Quindi è normale che in una notte di fine agosto ci si rifugi in strani sogni rivelatori sui misteriosi fenomeni che accadono nel nostro paese e che, ad una analisi diurna, parrebbero interpretabili solo dal redivivo Freud, ma forse questa volta faticherebbe parecchio anche lui.
Sogno numero 1: immaginate un movimento politico, non un partito chè quella è roba sporca, corrotta e poco trasparente, no, un movimento nato dalla gggggente, per la ggggente e controllato dalla ggggente, che fra i suoi principali cavalli di battaglia ha la reintroduzione del reato di falso in bilancio e l’introduzione di quello di autoriciclaggio e che entra in Parlamento giurando di fare sfracelli e di non muoversi da lì – chè, diciamolo, l’ambiente è piacevole, la location di prestigio e la paga interessante – finchè non avrà ottenuto il suo scopo. Immaginiamo ora che venga proposta una riforma della giustizia che preveda, fra le altre cose, anche i due punti di cui sopra: vi aspettereste che i prodi combattenti partecipassero in prima linea alla discussione del testo, rivendicandone anche con orgoglio la paternità, invece…invece, dopo aver passato due folli settimane a decantare l’arte nobile del dialogo con i terroristi che seppelliscono bambini vivi, costoro rifiutano di incontrare il Ministro della Giustizia per discutere della riforma che pure stava tanto loro a cuore. Un sogno davvero singolare, questo, e di difficilissima interpretazione, se una cosa del genere accadesse nella realtà non sapremmo proprio come spiegarcela, neanche compulsando il Fatto Quotidiano fino ad impararlo a memoria.
Sogno numero 2: immaginate uno strano paese colpito dalla sindrome della mancanza di memoria, meglio nota come “son caduto dal pero stamattina e non mi ricordo più neanche il mio nome ma giuro che sono innocente”. Ora, immaginate che in questo disgraziatissimo paese si sia aperta da tempo una gara a chi dimentica più in fretta, e che tutti i notabili del luogo si sbraccino per parteciparvi, con argomenti esilaranti tipo: la democrazia sta morendo, le minoranze devono prevalere, il governo non deve governare ma solo subire il partitino dell’1% che paralizza un paese, il tutto condito da amene ricostruzioni storiche che, stranamente, riguardano solo gli ultimi vent’anni del suddetto disgraziato paese, come se prima ci fosse stata l’Età dell’oro e poi, per una sciagurata quanto improvvisa botta di follia, tutto fosse andato all’aria. E dunque, andando a caso ed in ordine sparso, se il Presidente di Confindustria dimenticasse tutti i decenni in cui l’impresa italiana è campata di svalutazioni della lira, senza mai curarsi di dare basi ad una solida politica industriale, se i sindacati obliassero la paralisi del mercato del lavoro voluta e ciecamente realizzata a colpi di diritti acquisiti divenuti intoccabili e di gap sempre più larghi fra gli ipertutelati già dotati di un lavoro e le fasce sempre più ampie di coloro che da lavoro e tutele, anche minime, sono stati scientemente esclusi, se i politici saggi, sapienti, dai capelli bianchi e di lunghissimo corso rinnegassero di aver mai governato, di aver in alcun modo contribuito a rovinare il loro paese, fino a rimangiarsi riforme istituzionali da loro stessi un tempo caldeggiate, solo a parole e per scherzo, si intende, ebbene se tutto questo accadesse, nel paese privo di memoria, si realizzerebbe un autentico paradosso, ovvero che chi non ha nessuna responsabilità nel disastro politico, economico e sociale di quel paese verrebbe di colpo additato, dopo cinque mesi di governo, come il vero colpevole di ogni nefandezza. Eh vabbè, è un sogno, da svegli sgameremmo subito il giochino, capiremmo immediatamente chi bara e chi mente, citeremmo ancora una volta il Calamandrei che ricordava come una democrazia muoia per incapacità di decidere e non per il contrario, ricorderemmo a colpo sicuro nomi e cognomi che ci hanno afflitto per decenni e, con essi, le loro rispettive incancellabili responsabilità. Da svegli, ma noi ancora stiamo dormendo e non si può pretendere che si distingua il sogno dalla realtà.
Sogno numero 3: immaginate un paese dove i principali quotidiani, tutti rigorosamente appartenenti a gruppi di potere e per di più finanziati con denaro pubblico, si dilettino a descrivere per anni il cahier de dolèance della spesa pubblica, a cominciare dagli enti inutili, dalla partecipate succhiasoldi, dalla scandalosa assenza dal lavoro per decenni di migliaia di persone in permesso sindacale permanente, e ne facciano – perbacco – una questione di principio nonchè di lucrose pubblicazioni in libreria dei loro editorialisti più noti. Immaginate ora che il governo di questo paese dimezzi i permessi a partire dal primo settembre, riportando migliaia di persone al lavoro, decida di chiudere le partecipate con i bilanci in profondo rosso, cominci a tagliare gli enti inutili (il CNEL, per esempio), dimezzi la folle chiusura estiva dei tribunali – tanto per dirne qualcuna – vi aspettereste di certo almeno un sommesso cenno di approvazione, un titoluccio in prima, un editorialino sul genere “visto, avevamo ragione noi”. Invece, siccome l’idolo di casa, altrimenti noto come il profeta del loden e della sobrietà, a suo tempo fu buono solo a tassare, ecco che ci si gira intorno con i “eh no, ma così non si fa, non sta bene, pare brutto”. Come dite, vi par schizofrenia?! Ma no, calmi, è solo un sogno, non vi agitate, poi ci si sveglia e si leggono i bilanci e si scopre che l’editoria italiana è già morta e non lo sa, figuriamoci se ci si deve preoccupare per così poco.
Sogno numero 4: il più psichedelico di tutti, vi avvisiamo prima, questa è roba da acidi pesanti e non tutti hanno il fisico per reggerli. Dunque, immaginate un supponente foglietto inglese, già noto per performances volgarucce in puro stile “perchè noi siamo inglesi e voi non siete nessuno”, che sforna una copertina con un fotomontaggio dove Merkel, Hollande, Renzi e Draghi affondano sulla barca dell’euro, mentre la Gran Bretagna ne è orgogliosamente fuori e quindi non si capisce perchè Cameron ogni due per tre chieda l’aiuto dell’Europa ad ogni disgrazia che gli capita – e ultimamente son parecchie, a dire il vero. Renzi è ritratto con un gelato in mano, a sottolineare la giovane età rispetto agli altri. L’intento è chiaramente offensivo, dunque cosa fa una persona dotata di un minimo di raziocinio e di senso dell’ironia?! Risponde meleggiando – per i partecipanti al sogno non fiorentini, dicesi meleggiare la meritoria attività altrove nota come presa per i fondelli – ed invita un carrettino dei gelati a Palazzo Chigi. Nessuna polemica, una botta di ironia, chiuso il discorso. Ma nel paese psichedelico, questa diventa la tragedia nazionale – sui quotidiani di cui sopra, perchè un sondaggio prontamente realizzato rivela che, ops, l’apprezzamento del Premier è cresciuto testè di due punti. Se non fosse un sogno, aggiungeremmo una citazione di Brecht aggiornandola: beato il paese che non ha bisogno di eroi, triste il paese che ha perso il senso dell’ironia, e non riesce più a distinguere le cose serie dalle miserabili polemiche di bottega nella guerra per bande che ormai lo contraddistingue. Vedi sogni numero 2 e numero 3.
Sogno numero 5: immaginate un uomo passato alla storia come colui che tramutò una sconfitta in una “non vittoria”, immaginate che costui attacchi indirettamente il Segretario del suo partito sostenendo che a lui, profeta inascoltato e Dio sa perchè non votato dai suoi stessi elettori, non riesce proprio dire che gli asini volano. Immaginate ora che sia lo stesso uomo che sostenne di vedere tacchini sui tetti. Grazie a questo sogno, ora avete capito due cose: perchè Bersani ha “non vinto”, ma soprattutto che soffre di una forma aggravata di fenomenologia selettiva. E qui, neanche il buon Sigmund redivivo potrebbe porci rimedio.

In fondo quello che più mi sconcerta è vedere una donna che si entusiasma per un contabile cattolico.
Togliergli (riferito a Icché), toglierli (riferito a lui & lecchini).
Gelati, asini e MISERI! Ormai, come Marzio evidenzia con esilarante caricatura, Icché (Renzi ndr) si propone di restare in carica fino alle calende greche, una specie di Wanna Marchi della politica, un Giorgio Mastrota della vendita senza neppure un briciolo di fascino.
Biosgna toglierli il giocattolo di mano prima che sia troppo tardi.
Siamo oltre il gattopardesco ” tutta cambia perché niente cambi “. Renzi vuole istituzionalizzare il principio del cambiamento permanente, il cambiamento prima che il suo oggetto sia scaduto. Così con infantilismo e comicità inarrivabili ipoteca il cambiamento del settembre 2015 e quello dell’aprile 2016 e così via, come a dire ” Guardate che non potete licenziarmi, devo fare ancora un sacco di cambiamenti previsti per cui i cambiamenti precedenti non possono essere criticati”. Ma se i cambiamenti non finiscono mai nemmeno mai si saprà il loro effetto, e questo è il pragmatismo da operetta renziano, un tourbillon permanente di cambiamenti, a ogni giorno il suo cambiamento con slogan relativo, e poiché il cambiamento appena fatto è già vecchio e va cambiato, il nostro ha trovato il modo di evitare qualsiasi verifica, vale a dire ” Non mi afferrerete mai, non mi butterete mai fuori perché quando vorrete cambiarmi io cambierò prima di voi. La scuola la cambio nel settembre del 2014, ma anche nel gennaio 2015, e poi nell’ottobre 2916. E vorreste verificare pregi e difetti del cambiamento del 2014 quando ho già preventivato quello del 2015? “. E giù un’altra spiritosaggine, naturalmente pragmatica. Così un popolo di vecchi rimbecilliti ossessionato dalla religione sanitaria spera a sua volta d’essere cambiato, di svegliarsi la mattina con l’erezione d’un novantenne. Poi vai a vedere le carte vere del grande cambiatore, sfrondi la chiacchiera e scopri che in economia il cambiamento del nostro cosa nasconde dopo aver scontato tutti i risparmi? La segreta speranza di ripristinare la falsa fonte di mezzo secolo di italica ricchezza, ossia lo stupido, bolso e suicida ” Se il mattone tira l’economia tira “. Ma va’ a fa’….
Poi Chiara, visto che citi la Francia, comincia a scrivere dell’incompatibilità tra segretario di partito e funzione di governo. Conflitto di interessi? Certo, in questo Renzi non è assolutamente diverso da Berlusconi.
Ormai si puo’ parlare di regime in Italia e te fai le pulci ai pochi che osano contraddire il capo.
Povera te, che sei illusa! Qui la sola cosa che cambia è lo stipendio di Renzi e dei suoi ministri, per il resto solo ipocrisia e dichiarazioni propagandistiche! Come i tuoi 80 euro tanto decantati, con i salari bloccati nella “Madia”….ancora nel 2015, altro che 80 euro! Con quello che perdono gli italiani in anzianità e tasse, questa manovra degli 80 euro dovrebbe crearti disagio e disgusto!
Ma no, la Chiara insiste che era una cosa “giusta” quando tutti gli indicatori e i blocchi dei salari dimostrano, stavolta veramente dati alla mano, che si è trattato di un grande bluff!
Meno ipocrita sarebbe stato evitare questa manovra da regime e invece di “dare” i soldi, non toglierli, tanto piu’ che i soldi che saranno prelevati con le tasse, o che non saranno dati con i salari bloccati, saranno equivalenti a molto ben piu’ degli 80 euro furbescamente “elargiti” per fare consenso (scusami, ma proprio per i creduloni e i semplici di spirito) e per garantirsi potere e soldi.
Il video di Renzi sulla scuola, con tutti i suoi difetti di pronuncia inascoltabili, mi ha fatto venire subito alla mente che mancava una cosa…..la musica! Il sottofondo dell’inno di Forza Italia, solo al posto del Berlusconi, almeno piu elegante e che nella vita ha avuto sicuramente talento personale, c’era questo contadino rifatto, presuntuoso, ipocrita e vanitoso. Bocciato Chiara, neanche rinviato a settembre, lui e coloro che lo sostengono.
Eccolo qua, lo snob schizzinoso che prende le distanze dal suo esilio chic: tu sei il migliore e quindi vivi altrove, noi poveri gonzi rimasti in trincea in questo paese siamo solo degli sfigati, che ancora si sporcano le mani per cercare di cambiare le cose. Omioddio quanto sei glamour.
Bene bene Chiara, allora state diventando come la Francia? Tanto meglio per voi!
Purtroppo non è cosi, perché come abbiamo cercato invano di farti capire, è tutto un popolo che deve cambiare e con esso pure Renzi.
Povera Cassandra, ti rimpiangeremo, mentre vivi in un paese che il Senato lo ha “sistemato” da un pezzo, altro che il paralizzante bicameralismo perfetto di casa nostra, ed ha una legge elettorale che, sorpresa sorpresa, somiglia maledettamente a quella che si propone anche da noi. Però siamo noi quelli che non vediamo, non capiamo, non sentiamo…….ah, se poi non ti disturba troppo, leggiti un elenchino di cose fatte, comprese le migliaia di persone che da lunedì son tornate al lavoro dopo anni di permessi sindacali, grazie alla riforma della PA. Per esempio.
Ma i “dati alla mano” del contrario, falli vedere te! Per ora solo bla bla, niente è cambiato se non in peggio.
Promesse e buone intenzioni (e cattive visto come stan distruggendo Senato e Riforma Elettorale…) non fanno pendere l’ago dalla tua parte neanche di un millimetro.
Quindi sei te che insisti, sfacelo sotto gli occhi, a non vedere la realtà in faccia.
Ma fai come credi, io non pago piu le tasse in Italia dal 2001/2 non avendo piu niente da dichiarare là, né ho conti in banca che mi spennano (i piu alti d’Europa), non ho neppure bisogno della vostra sanità, né della scuola, e neppure della targa dell’auto che ho cambiato, e neppure i tribunali italiani mi toccano.
Statevene nel vostro brodaccio e sguazzateci dentro se vi piace, ma non ditemi che non vi avevo avvertito.
Tenetevi Renzi, Fratelli d’Italia, Berlusconi, i boy scout e le sacrestie.
Quando mi dimostrerai, dati alla mano, che mi sono sbagliata, ne riparleremo, fino ad allora, purtroppo per te, contnuerò a ragionare sull’esistente, non sulle invenzioni. Per esempio, la differenza fra 100 giorni e 1000 giorni, che puoi trovare spiegata ovunque ma, come al solito, a te non interessa. Come spiega bene un pezzo su La Stampa di oggi, ad esempio, i governi Monti e Letta hanno prodotto 885 provvedimenti legislativi, ma mancano 582 decreti attuativi, dunque quei provvedimenti sono lettera morta. Le riforme fin qui fatte dal governo Renzi, quella della PA, quella istituzionale, quelle in via di discussione sul lavoro, sulla scuola e sulla giustizia, entro la fine di questo mese, per diventare operative e dunque incisive hanno bisonti di decreti fatti in tempi rapidi ed applicati di conseguenza, ed il cronoprogramma serve a questo, i tempi ragionevolmente soo quelli indicati, punto.
Ti risparmio la pedestre esibizione di dati a copia ed incollache di solito mi fai, chi sta al governo da cinque mesi non ha responsabilità sullo sfascio di questo paese, e non solo perchè è appena arrivato ma soprattutto perchè prima non c’era. Quanto alla solenne scempiaggine sugli 80 euro che mi hai scritto l’altro giorno, il fatto che tu confonda consumi con bisogni la dice lunga: trova qualcuno che dica che ottanta euro in più in busta paga al mese non gli servono, dai, e portamelo qui, poi vediamo se è da ricovero o se invece è solo frutto delle tue fantasie malate. Come le pedone spendano quel denaro, è affar loro, ma che siano un provvedimento utile è fuor di dubbio, cari figliolo. Naturalmente tu li avresti rifiutati, vero?! Peccato tu non viva più qui………ma facce ride, dai.
Sul sogno n°5, è vero semmai il contrario, il sogno cioé che Chiara Boriosi non si sia sbagliata, ma tra i sogni e la realtà appunto ce ne corre.
Sogno n°1) Chiara Boriosi comincia a ricredersi di fronte allo sfacelo economico del Paese guidato da Renzi e fa mea culpa.
Sogno n°2) Chiara Boriosi si rende conto che difendere Renzi non è piu sostenibile e fa mea culpa.
Sogno n°3) Chiara Boriosi ritorna in vacanza.
Sogno n°4) Chiara Boriosi ci confessa che è stata tutta una messa in scena per “Scherzi a Parte”.
Sogno n°5) Chiara Boriosi si è sbagliata
Ma visto che il furbetto è passato dai 100 giorni ai 1000 per far “icché”, c’é da credere che nel 2034 leggeremo gli stessi pezzi di ironia sui detrattori di Renzi.
Chiara, l’ironia te la sei pescata dopo grazie al fatto che l’ironia ha tante facce di riserva e perciò non mi piace, e mettere la faccia in un’epoca senza rischio significa solo prendere il prossimo per il c…. Personalmente crederei all’ironia solo di fronte al plotone di esecuzione, cioè mai. L’intento tuo era salvare il gelatino di Renzi con quello d’un Kennedy, come dire ” se l’ha fatto un Kennedy….”. Ma il problema nostro resta, generazioni e generazioni obbedienti che continuano a credere a gelatai che impastano crema all’ovolina. I lettori più giovani sappiano che l’ovolna era un intruglio giallognolo non so bene di cosa fatto, che nell’Italia della miseria era accreditato con le stesse qualità nutrizionali delle uova.
Caro amico, cosa non ti è chiaro nella espressione “l’ironia giustifica la scelta dell’immagine”?! Nessuno spara, nessuno cade da cavallo, nessuno si fa male. I presagi, francamente, qui non c’entrano nulla.
Chiara, posto che mangiamo tutti il gelato, o comodamemte seduti nella postrona della nostra gelateria preferita o al negozietto del supermerceto, o per la strada quando una gelateria ha il frigo esposto e ci da il cornetto.
Ma mettere JFK gustante il gelato a giustificazione, mi pare un brutto presagio per il degustatore. Nessuno spara a nessuno, ma a disarcionare il cavallerizzo a volte è un gioco da ragazzi,
Possibile che l’ironia, la semplice evidente ironia, ti sia sconosciuta fino a questo punto?! Perchè è quella che giustifica l’uso dell’immagine scelta, tutto qui.
Mettere il gelatino di Renzi al riparo del gelatino di John Kennedy è come tirarsi la zappa sui piedi considerando che il presidente americano fu una figuretta piccina piccina gonfiata dalla retorica della sinistra da salotto americana e dai suoi media, una sinistra tutta giocata sui diritti senza sostanza, su tanti dreams ” quanto mai bolsi, i ” dreams ” hollywoodiani da cui sono ancora incantate le sinistre europee e le generazioni fra i quaranta e i novanta. Possibile che la nullità d’un Veltroni non sia ancora riuscita a insegnarci il nulla?