Occorre concentrarsi su come convincere Cervello (fuggitivo) a tornare sui suoi passi. Giacché non è un idiota, escludiamo il sesso: Cervello lo trova lì dov’è.
Cervello è plastico. Si muove. Notoriamente, ragiona.
Il maggior nemico (in natura) di Cervello è l’idiota. Un nemico insidioso. Cervello sa bene che se (l’idiota) lo portasse al suo livello, lo potrebbe battere con l’esperienza. A Cervello, non rimane che togliersi dai piedi (da qui l’espressione: “fuga dei cervelli”). Si può affermare che Cervello fugge perché è un cervello (altrimenti sarebbe un idiota). Acclarato cosa s’intenda per “fuga dei cervelli”, occorre concentrarsi su come convincere Cervello (fuggitivo) a tornare sui suoi passi. Ora, giacché non è un idiota, escludiamo il sesso: Cervello lo trova lì dov’è, e, dopotutto, attirerebbe anche migranti non qualificati (i famosi cani e porci). Escludiamo anche la possibilità di cacciare tutti i suoi nemici naturali dal nostro paese. Tecnicamente sarebbe, non solo costoso, ma difficile: fatichiamo a identificare i migranti, immaginatevi gli idioti.
Non rimane che offrirgli del vile valsente (la grana!) a fronte di un lavoro d’alto livello. Ricordiamoci di cosa si dice nel mondo anglosassone (che non brillerà per virtuosismi, ma si distingue per pragmatismo): If you pay peanuts, you get monkeys. Paghi noccioline? Ti prendi scimmie. Ergo, se l’Italia usa denaro come incentivo, potrebbe fare rientrare lo scappato. Ma attenzione a non usarne troppo poco: attirerebbe solo altri idioti.
Qui, emergono i primi dubbi sulla realizzazione del piano.
Se il fuggiasco farfallonasse sui social (come faccio ora mentre aspetto che mi vengano a prendere per cena) potrebbe perplimersi non poco leggendo di Deputati che si vantano di restituire gli stipendi della Repubblica come fossero soldi puzzolenti (soldi nostri, dati per remunerare il loro importante lavoro, non per schifarli e darli in beneficienza).
Ecco che il fuggitivo, di fronte a questa cosuccia, avrebbe qualche brividino sul rapporto denaro/lavoro instaurato in Italia. Ma, siccome è uno positivo, Cervello guarderà avanti. Lascerà perdere vili considerazioni sulla pecunia, gli sghei, il grano, il tallero, il busco. Passerà al quadro generale nella convinzione di rincuorarsi.
L’Italia, pochi anni fa, era in vacca (termine economico): non prendevano BOT neppure se li regalavi al super ed era (da tempo) chiacchierata: studiavo a scuola quando sentivo i miei imprecare l’Ulivo che vinceva e poi si atomizzava senza ragione (mettendo a rischio il paese) ed ero a Londra quando le amiche mi canzonavano per un primo ministro che faceva nottate con nostre coetanee e corna agli incontri dei “G-qualcosa”.
Oggi, nessuno fa le corna, nessuno organizza burlesque nella cantinetta, ci pagano pure per comprare i nostri BOT.
Cervello, nella sua ingenua ragionevolezza, penserà di vedere un paese bello smart e gasato, e farebbe un giretto di telecomando. Sentirebbe parlare di colpi di stato, attentati alla democrazia, fine della libertà di stampa, dati falsificati dall’Istat, dal Governo, dalla Bce e dalla segretaria di Marino, vedrebbe un barbuto in maglietta dire cose davvero odiose intorno a cose davvero gravi e, alle ventuno, assisterebbe al travaglio dei giornalisti che sparano sulla pioggia, sulle maree, sulla morte e sugli asteroidi. Di quelli che se i BOT si vendessero con interessi al 7% sarebbe colpa del Governo e se si vendessero allo 0,0003%, sarebbe merito della congiuntura. Tutto, senza che Cervello possa capire bene di cosa parlino, del perché lo facciano, di quello che vorrebbero (a parte reincarnarsi tutti in Napoleone).
Ohibò. A quel punto, Cervello farebbe due più due. Osserverebbe il mondo. Vedrebbe che l’ombra del Presidente dei presidenti si spinge nel futuro per pochi mesi ancora. Osserverebbe nazioni, aziende, mercati, concentrati per riposizionarsi velocemente in vista di una transizione globale molto difficile. Mentre noi discutiamo del colore delle unghie della mamma della manicure che mette lo smalto alle unghie della cognata della segretaria del monsignore (forse).
Rimarrebbe lì, dov’è.
Da Roma, in albergo (senza averlo detto a mamma), ancora con i capelli bagnati.
Se avessi lo smalto lo ripasserei volentieri.

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