
L’attuale Ministro degli Interni riceve un ampio mandato dalla base ottenendo il 74% dei consensi. Il rivale Laurent Wauquiez si ferma al 25%. La corsa alle Presidenziali 2027 comincia ad entrare nel vivo.
- Buona la seconda
Per Bruno Retailleau questa vittoria ha il sapore della rivincita, dopo essere stato sconfitto nel 2022 da Eric Ciotti.
Una vittoria netta, importante, per un politico che sta costruendo un’immagine sempre più forte all’interno del governo Bayrou, con il mirino alle Presidenziali del 2027.
Il ministero di cui detiene la responsabilità, infatti, è uno dei più delicati e cruciali nella vita del Paese. Tocca la vita quotidiana dei francesi, la giustizia e la politica estera. Tutti temi che possono diventare decisivi per giungere all’Eliseo.
Una competizione partitica che si è svolta buttando un occhio al panorama della destra francese.
Su molti temi, in primis l’immigrazione, si è giocato a chi “apparisse più di destra”.
E’ così che nascono gli elogi di Wauquiez a Giorgia Meloni, definita un modello per la destra. Altrettanto scontata appare il rilancio del Ministro sull’immigrazione non definibile come opportunità per il Paese.
Scontri che riguardano anche, per esempio, la caduta del governo Barnier, rimproverando a Wauquiez di non aver fatto nulla per impedire che fosse sfiduciato. Ruggini che, secondo alcuni, potrebbero portare ad una vera e propria frattura del partito.
- Chi è Bruno Retailleau
Vandeano di crescita, di cui è stato Presidente del Consiglio Generale nel periodo 2010-2015, è un Repubblicano di lunga militanza. Vandea che non ha dimenticato di citare al termine di questa campagna, dicendo di “scusarsi per averla quasi trascurata tra i vari impegni di Ministro e candidato”.
Dopo essere stato per lungo tempo capogruppo al Senato dei Repubblicani, finalmente la chiamata ad un ruolo di primo piano.
Dal settembre 2024, infatti, è Ministro Dell’Interno, prima per il governo Barnier e poi per quello guidato da Bayrou. Tra i suoi due fronti più caldi contrasto all’immigrazione e la lotta al narcotraffico.
Sempre visto come outsider, ma che alla fine ha saputo attendere e giocare al meglio le proprie carte.
Ora proprio quel ruolo importante al governo potrebbe essere un motivo di crisi: volendo suonare la fine dell’era macronista suonerebbe altrettanto stonata la sua presenza all’interno dell’attuale esecutivo.
- Le reazioni
Felicitazioni da parte del Primo Ministro, François Bayrou, che ha dichiarato:
sentite felicitazioni per la sua magnifica vittoria. Credo che i francesi impegnati politicamente vogliano che facciamo causa comune per aiutare, per quanto possibile, il nostro Paese a uscire dalle difficoltà che sta attraversando. Amano la diversità e vogliono la solidarietà.
Dal grande rivale di campo, ovvero il Rassemblement National, il portavoce ha sottolineato l’incoerenza di Retailleau tra i suoi propositi e le azioni concrete. Da Zemmour stesso tono, sarcastico, per ora, non c’è nulla. Sento parole, ma nei fatti non vedo nulla.
Il rivale Wauquiez ha utilizzato parole molto diplomatiche e sportive (se vere lo si scoprirà presto) guardando all’unità del partito e, più in generale, della destra:
So fin troppo bene quanto il veleno della divisione abbia spesso danneggiato la nostra famiglia politica. Dobbiamo essere uniti per vincere, perché divisi siamo certi di perdere. Dobbiamo unire tutta la destra e realizzare un progetto di rottura, un vero progetto di alternanza.
Fabio Baroni

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