Il PD, guidato da Franceschini e Bersani, è destinato a perdere affidabilità e identità politica e storica.
Bersani, in un momento di crisi profonda per l’intera Europa, non avverte il dovere morale, prima ancora che politico, d’impegnarsi seriamente a collaborare con il Governo per salvare il Paese e le classi più esposte alle conseguenze negative del fenomeno della crisi mondiale.
E’ assolutamente inconcepibile che quale responsabile del maggior partito dell’opposizione si riduca a dire che il “governo ha fallito” e che “per due anni ha raccontato favole”. Bersani è poco attento quando, lamenta di non aver letto le carte della manovra perché non ancora pervenute al PD e contestualmente afferma che la manovra è iniqua.
Il Segretario del PD, purtroppo per lui, è costretto ad assumere lo stesso comportamento tenuto dai falchi del partito, che disattendono i suggerimenti dello stesso Capo dello Stato preoccupato sinceramente dei rischi che corre l’intera nazione.
Franceschini, per citarne un nome, che affidabilità può avere anche dalla base elettorale del PD quando, credendo di fare lo spiritoso chiede ai suoi: “Ma chi era quello seduto accanto a Tremonti?” durante la conferenza stampa per la spiegazione della manovra economica in discussione.
Franceschini è tutto preso a dimostrare che è l’unico del PD a tenere testa a Berlusconi con insulti e falsità più disparate. Evidentemente la sua preparazione politica e ideologica non gli consente di affrontare problemi economici o di ristrutturazione dei diversi settori pubblici e privati del Paese. Franceschini è della scuola di Beppe Grillo e alunno bravo dell’ex magistrato Antonio Di Pietro e dell’altro ex giudice De Magistris, che pretende, non si sa per quale diritto divino, di formare, lui e solo lui, il governo DE MAGISTRIS.
Franceschini afferma, sapendo di mentire, di essere pronto, con tutto il PD a confrontarsi in Parlamento con la maggioranza, però, a colpi di migliaia di emendamenti già pronti nonostante non conoscesse la proposta del Governo sulla manovra finanziaria per ridurre il debito pubblico com’è obbligato a fare ogni governo dell’unione europea.
Bersani, da parte sua, critica la manovra perché lascia intravedere un condono edilizio per le case che non sono state neppure accatastate. Bene, ma tranne la sterile critica politica, cosa propone di serio per tale problema? Abbia il coraggio Bersani di proporre l’invio di gru a spese dello Stato per abbattere le case non regolari e mandare a dormire sulle spiagge i milioni di cittadini che abitano in quelle case.
Ogni proposta diversa dal condono edilizio farebbe ridere i polli per la sua inapplicabilità.
Lo stesso discorso vale per il fenomeno dell’evasione fiscale. Che cosa propongono Bersani, il falco reale Franceschini, Di Pietro per eliminare alla base il gravoso problema dell’evasione. Il condono fiscale un piccolo risultato l’ha ottenuto. Le minacce intraducibili della sinistra rovinerebbero solo coloro che ora vi abitano e con un mutuo ancora da scontare.
Franceschini, per aver fatto per un mese il caporale maggiore del PD s’è illuso di avere tutti i requisiti per diventare il leader assoluto di tutta la sinistra italiana. Non si accorge che è tallonato da Vendola che vanta di aver conquistato i titoli sul campo piegando anche i nemici interni del PD. Franceschini evita di parlare degli scandali della sanità, dell’enorme sciupio di denaro pubblico per le consulenze che potrebbero sfociare in scambio di voto, della caduta dei consensi, rispetto ai bei tempi di “Mani Pulite”.
Il Popolo ha aperto gli occhi su tutto e su tutti. Con le battute non si va avanti. Michele Santoro ha fatto scuola.
Ha ragione il Capo dello Stato a esortare tutti a non distruggere quanto di unito è rimasto dell’Italia, che corre il rischio di scomparire dalla scena politica.
Adesso è anche il Popolo (con la P maiuscola) a imporre ai rispettivi parlamentari a sostenere la linea di difesa della nazione e della democrazia dello Stato repubblicano come suggerisce il Capo dello Stato.
Domenico Civitano

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