Finalmente la notizia che tutti aspettavamo. In Francia,passata la delusione per il mondiale di calcio perso contro l’Italia, qualcuno si dice disposto a “perdonare” Marco Materazzi (decisivo oltre ogni limite nella vittoria azzurra, per aver provocato rigori, segnato reti, litigato con sua Maestà Zinedine Zidane fino a farlo infuriare ed espellere dal campo). A proporre di perdonare il difensore della Nazionale azzurra e dell’Inter è nientedimeno che l’autorevole France Football, il bisettimanale organizzatore del Pallone d’ oro, che invita i francesi , che non hanno ancora dimenticato la finale della Coppa del Mondo e le sue parole che hanno fatto “scoppiare” Zidane, a “fare la pace con Materazzi”.
Ci sono cinque motivi, secondo il periodico, per i quali “si può amare il grande Marco”: “ha fatto un mondiale eccezionale”, “ha una buona tecnica”, “ha il dono della franchezza”; “é un uomo di cuore”; “ama la Francia”.
Naturalmente nessuno propone, in Francia, di perdonare anche Zidane, per il semplice motivo che agli occhi dei transalpini anche il colpo di testa a Materazzi altro non è che parte del suo “genio” calcistico.
E invece, se Zidane si scusasse con Materazzi abbassando per una volta la sua cresta da gallo ci guadagnerebbe diventando più simpatico e umano. E questo sarebbe un sesto motivo che si aggiungerebbe ai cinque elencati da France Football per indurre i francesi ad amarlo.

Quella di Zidane e Materazzi è lacronaca di due miliardari in calzoncini che incassano fior di quattrini grazie ai loro piedi ed all’osceno giro di interessi alimentato dalle masse di….fanatici del calcio.Materazzi,poi, dovrebbe esssere almeno…vietato ai minori di diciotto anni,anzi di ventuno,anzi di sessantacinque!E sarebbe carino che qualcuno ricordasse che il mondiale è stato vinto da una squadra inquinata dalla corruzione,festeggiata,non a caso,ricordiamo anche questo,con manifestazioni di rara volgarità e stupidità.Quella contro il monopolio e il latrocinio del calcio dovrebbe essere una battaglia dei laici, dei liberali in primo luogo.Amen!Adalberto Scarlino.