Capirai che notizia: il neo presidente della repubblica, nel discorso di insediamento, ha garantito che non sarà di parte. I giornali si sono buttati a capofitto sulla notizia. Veramente ghiotta ed esplosiva. Ve lo immaginate l’inquilino del Quirinale che si insedia all’insegna del motto “sarò presidente di una sola parte, e l’altra vada a quel paese”?
Silenzio assoluto, invece su un altro aspetto del discorso di Napolitano, quello che a noi ha fatto più impressione. Linguaggio e concetti vecchi, logori, riemersi da sotto la polvere.
Ciò che già era ampiamente antico alla fine della “prima” repubblica, torna in auge alla fine della “seconda”. Tutto all’insegna del politically correct più scontato.
Del resto, è stato riesumato un burocrate tutto interno al partito ispirato dall’ideologia che vanta la storia più densa di errori e delitti di tutto il novecento europeo.
Il merito maggiore che gli viene riconosciuto è aver criticato il massacro di Budapest del 1956 quasi subito, cioè ad appena quaranta anni di distanza. Per quanto riguarda, invece, la brutale repressione di Praga (1968) il nostro presidente fu tempestivo e lapidario nella condanna, assieme a tutto il gruppo dirigente del PCI di allora “ sapete, si tratta di compagni che sbagliano, anzi, ci spingiamo a dire, un tragico errore.
Ma non c’è da meravigliarsi di questa fragranza di vecchio. Napolitano viene da un partito che, errori e cambi di nome a parte, non è riuscito a creare mai una autentica cesura nei gruppi dirigenti, salvo la naturale evoluzione generazionale. E la sua ascesa al Colle è l’ennesimo tributo al sempre uguale e non mai scalfito groviglio di poteri economici, politici ed editoriali che si oppone con tenacia a qualsiasi reale cambiamento in senso liberale e riformista.
UNA BELLA NOTIZIA
Laszlom Solyom, Presidente della Repubblica ungherese, in un telegramma d’auguri, ha invitato il nuovo capo dello Stato Giorgio Napolitano a partecipare a ottobre “alla commemorazione principale a Budapest per il cinquantenario della rivoluzione e delle lotte democratiche del 1956.”
La stampa ungherese nei giorni scorsi ha sottolineato la provenienza dalle file del Partito comunista italiano del neo inquilino del Quirinale, ricordando però anche la posizione che Napolitano prese ai tempi dei fatti d’Ungheria, cioè a favore dell’invazione sovietica.
Aforisma
Quale che sia la superiorità intellettuale di un uomo, non può mai assumere una supremazia pratica e utile sugli altri, senza l’aiuto di qualche artificio o schermo, che in sé sarà sempre più o meno basso e meschino.
Melville, Moby Dick
A cura di Battista l’archivista

Articolo azzeccato, a cui non voglio fare lunghi e complessi commenti, ma semplicemente rispondere con le parole del grande TOTO’, colui che meglio di ogni altro italiano ha saputo evidenziare i tratti più caratteristici della natura umana: “A proposito di politica ….. ci sarebbe qualcosa da mangiare?”
ci si aspetta da voi una bel pò di fragranza di nuovo