Non credo alle capacità divinatorie delle formule politiche. E’ vero, le parole sono magiche. Ma i mali di cui soffre il sistema politico italiano non scompaiono come macchie d’acqua, tantomeno sono liquidabili con qualche parola d’ordine. Il bipolarismo cosi com’è combinato non giova alle sorti del nostro paese. L’alternanza delle élites al governo del paese c’è, ma funziona male e costa troppo. La governabilità è minata dal forte peso che hanno gli estremismi all’interno delle coalizioni, scarsa è l’omogeneità delle idee, spesso poche, povere, confuse. Sotto il profilo della cultura politica, questo bipolarismo è francamente sconcertante. Un centrodestra, imperniato sulla figura carismatica del suo Leader uscito rafforzato dalle urne, al di là d’ogni previsione, che miscela conservatorismo e liberismo propinati con populismo ad un’opinione pubblica “terrorizzata” dagli scivoloni sulle Tasse fatti dalla sinistra in campagna elettorale. Un centrosinistra frammentato, dominato dagli eredi dell’ex dc e dell’ex pci che nulla lasciano agli alleati se non le “briciole” riducendone il ruolo a testimonianza simbolica, guidato da un leader democristiano senza partito, che appare prigioniero dell’alleanza con la nutrita sinistra massimalista. In un sistema bipolare mite ed efficiente, stante il risultato elettorale, una Grosse Koalition sarebbe dettata dal buon senso: conti pubblici, declino competitivo dell’Italia richiederebbero, infatti, un’assunzione collegiale di responsabilità da parte dell’intera classe dirigente. Priorità andrebbe assegnata al Sistema Italia piuttosto che alla corsara spartizione di Poltrone e Presidenze per far quadrare i conti dell’utopia prodiana. Risparmiandoci analisi frettolose sulla crisi della rappresentatività e della sovranità popolare, si può dire che un sistema politico autenticamente democratico disponga al suo interno di meccanismi che consentano il rica mbio della classe dirigente. Gerontocrazie inossidabili, oligarchie di ferro, spadroneggiano all’interno dei partiti nostrani con svilimento della militanza, in mancanza di mobilità interna. Saranno credibili Partiti unici dei moderati senza Moderazione o Partiti “democratici” senza una Politica Democratica? Ci vuole Chiarezza, credibilità di uomini,d’idee e programmi, che non si scorgono all’orizzonte. Una politica democratica per mediare il consenso, Istituzioni forti per assumere decisioni responsabili. Ma può venire cambiamento da una classe politica autoreferenziale che più volte ha dimostrato un deficit d’etica della responsabilità? Come non c’è socialismo senza ribellione morale all’ingiustizia, non c’è democrazia senza etica della responsabilità. Riproporre acriticamente “cose vecchie” sarebbe una farsa. Cercando di non farsi sedurre da velleitarismi dispendiosi, vanno assecondate forme innovative d’attivismo politico che dal basso “diano fastidio” agli equilibri consolidati delle “oligarchie di ferro”, disturbando le grandi manovre. Essere socialisti significa prendere la democrazia sul serio. L’opzione della partecipazione resta un elemento qualificante per una forza di sinistra, respingiamo per questo l’idea che i “quadri” devono essere necessariamente soci dell’Aspen Institute. Essa va posta come metodo di governo per la promozione di una società aperta, meritocratica, pluralista, con una tendenziale riduzione delle disuguaglianze. In Europa, nostro orizzonte politico, l’impegno deve essere orientato alla costruzione di spazi politici comuni in cui governino Istituzioni pienamente “democratizzate”, indispensabili per rilanciare un modello europeo sociale. La questione della Democrazia è quindi una questione decisiva per le sorti del nostro paese, per quelle dell’intero continente europeo.
Fabio Amiranda

NON SI TRATTA DI OLIGARCHIE, MA DI VECCHIE STRUTTURE BUROCRATICHE INTERNE AL VECCHIO PARTITO COMUNISTA, QUINDI IMPOSSIBILITATE AD APRIRE UN DISCORSO SOCIALISTA, PERCHE’ VIENE A MANCARE LA MATRICE CULTURALE. DI CONSEGUENZA IL PARTITO DEMOCRATICO E’ UN CONTENITORE PER QUALSIASI POLITICA.
NON SI TRATTA DI OLIGARCHIE, MA DI VECCHIE STRUTTURE BUROCRATICHE INTERNE AL VECCHIO PARTITO COMUNISTA, QUINDI IMPOSSIBILITATE AD APRIRE UN DISCORSO SOCIALISTA, PERCHE’ VIENE A MANCARE LA MATRICE CULTURALE. DI CONSEGUENZA IL PARTITO DEMOCRATICO E’ UN CONTENITORE PER QUALSIASI POLITICA.