Dunque è bastato un passo all’indietro dei Cinque Stelle, ovvero il classico passo del gambero, a mandare in frantumi tutta la baldanza dello schieramento renziano sul DDL sulle Unioni Civili. Il quale schieramento aveva invece puntato tutto su un altro animale, il canguro. Fuori di metafora: i renziani erano sicuri di strozzare ogni discussione tramite un emendamento che viene denominato canguro e che rappresenta un odioso atto di prepotenza parlamentare usato più volte (mica solo dai renziani, si intende). Credevano di essere appoggiati anche dai Cinque stelle che invece si sono sfilati. E così sono andati nel pallone, rimediando una delle loro peggiori figuracce.
Si rifletta bene su cosa è successo e si potrà meglio capire a che punto siamo arrivati.
Renzi, una volta al governo, ha consumato tutto il credito che si era guadagnato con le promesse fatte per arrivare a Palazzo Chigi. Le chiacchiere, come usa dire, stanno a zero. I tentativi di accreditare la ripresa, gli slogan tipo “non siamo un problema ma una risorsa per l’Europa” e l’ossessivo bombardamento mediatico si infrangono contro la cruda verità che un uomo smaliziato come Luttwak riassume in termini che non ammettono repliche: nei due anni di governo Renzi, il debito è cresciuto più di quanto non sia aumentato il PIL. Dunque, si tratta di un fallimento.
Ma più ancora che per l’economia, Renzi è all’angolo perché ha consumato il suo credito politico. In due anni ha “tosato” fino all’inverosimile i partiti di opposizione. Ha imbarcato in maggioranza decine e decine di parlamentari eletti affinchè fossero avversari del suo partito e, quindi, suoi. Ciononostante, ad ogni voto serio rischia di andare sotto. E, sulle Unioni Civili, ha fatto la voce grossa fidandosi dei grillini ed è rimasto scottato. Un tempo proclamava che sarebbe andato al governo solo se avesse avuto l’investitura popolare. Ha tradito la promessa confidando che gli italiani lo avrebbero giustificato in quanto ultima spiaggia, cioè l’unico che avrebbe potuto rimettere le cose a posto. Invece ha perso il tocco magico, la fiducia di cui gode è a terra. La colpa non è solo sua. Ha avuto grandi appoggi di persone che ora si stanno sfilando, in primo luogo Napolitano e Monti. Purtroppo le conseguenze ricadono pesantemente sul Paese. Come ogni volta che prevale l’illusione di poter praticare scorciatoie e sospendere le regole dell’etica democratica.

Caro Tinti,
antipatia per Renzi? Sul piano personale tutto il contrario. Mi sta simpatico e tutte le volte che mi è capitato di incontrarlo non ho mancato di dimostrargli tutta la mia simpatia. Nostalgia per la prima repubblica? Forse si: quantomeno per un aspetto. Era possibile dimostrare dissenso verso chiunque, senza che nessuno si offendesse e senza essere sospettati di antipatia preconcetta. La prima repubblica la ho frequentata molto, come giornalista e come cittadino che si interessava del bene comune. Ho conosciuto persone di grande livello, ma anche enormi difetti. La cosidetta “seconda repubblica” non la ho frequentata per niente. E’ probabile perciò che sia portato a parlare più dei difetti che dei pregi. I primi si vedono da lontano. I secondi, per riconoscerli, ti devi applicare un sacco. In ogni caso: riparliamone quando gli incensatori di oggi saranno diventati i più feroci critici dell’attuale presidente del consiglio. Allora, ne sono certo, apprezzerà la mia moderazione ed il fatto che ne riconoscerò i meriti pur senza rinnegare le critiche.
Buongiorno
ogni volta che leggo un suo articolo sento una grossa antipatia verso il Premier qualunque cosa faccia comunque ritornando alle unioni civile il fatto di stralciare la parte dele adozioni non lo vedo un problema sicuramente e’ sempre un passo avanti la regolamentazione delle stesse.
Lei forse non si ricorda la prima repubblica dove ogni sei mesi si faceva un governo bastava….. eppure mi sembra che ne sia un nostalgico.
saluti
mario