Abbiamo già manifestato in altre occasioni la nostra simpatia e la nostra stima per la signora Berlusconi, ma questa volta desideriamo dichiararle tutta la nostra ammirazione per la soave perfida sottile irridente battuta con cui ha liquidato la vicenda delle foto del marito con il suo seguito di donne in Sardegna. Lui fa il coniglio pasquale con le Alici di turno nel parco delle Meraviglie, e lei commenta “Più che un giro nel parco, un giro al museo”(fonte Dagospia) con finissimo riferimento all’età non più adolescenziale dell’uomo ed ai suoi infiniti interventi di restauro che ne fanno un cantiere sempre aperto, come l’Opera del Duomo. Ora, dopo la lettera a Repubblica, che ha segnato la rinascita del genere epistolare più e meglio di una ristampa dello Jacopo Ortis, ma che di fatto non ha portato alcun mutamento positivo nella sua vita coniugale, a quanto pare, bisogna riconoscere che questa donna ha uno stile invidiabile. Perché invece di fare come la Marini che tirava i cellullari in testa a Cecchi Gori, ha scelto la via dell’ironia, sapendo che nessuna dichiarazione di portavoce e nessuna articolessa sdegnata di San Belpietro Martire della libera informazione, potrà mai difendere il presidente operaio dal perfido riferimento ai suoi lavori in corso. Deve essere per questo che Casini ha già preparato il cartello “Chiuso per restauri” da appendere sulla porta della Casa delle Libertà alle prossime elezioni.
Chi.Bo.

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