“Il ritiro di un grande gruppo delle telecomunicazioni statunitensi come At&t dall’asta per Telecom, è il segno di un inequivocabile insuccesso per il nostro mercato. Il fatto che poi questa ritirata venga attribuita soprattutto all’operato del governo italiano, è un ulteriore elemento di discredito che si sarebbe dovuto evitare”.
Lo afferma una nota della segreteria nazionale del PRI, a proposito delle convulse e confuse vicende del colosso italiano della telefonia.
“Vorremmo dire sommessamente ai liberalizzatori e ai presunti liberali del governo –prosegue la nota- che hanno fallito la loro prova più importante. Invocavano il mercato, predicavano la non ingerenza del governo, e intanto spiegavano per filo e per segno a chi si doveva vendere, come si doveva vendere, e per quale ragione, la Telecom.
Ci rivolgiamo in particolare, e con dispiacere, al ministro Bersani. Tanto valeva che a questo punto Telecom se la comprasse lui o chi per lui. E qui c’è il problema vero, e anche grave, visto che il capitalismo italiano ha già dato in questa vicenda, e non ha fatto una buona prova di sé. Non l’ha fatta “il capitano coraggioso”, Colaninno, e non l’ha fatta Tronchetti. L’idea che ora ci si riprovi con una cordata sostenuta dalle stesse banche che sostennero Tronchetti e Colaninno, che già siedono nel Cda di Telecom, e che vengono pure considerate responsabili delle perdite dell’azienda, non consola. Ci sarebbe Mediaset, ed in effetti Berlusconi è l’unico imprenditore italiano che ha davvero i soldi per entrare e rilevare Telecom. Apriti cielo: metà della maggioranza di governo grida allo scandalo.
Si dica che non c’è niente da fare nemmeno per gli imprenditori italiani. La si dia a Beppe Grillo, Telecom. Perché se la politica pretende di dettare le regole del mercato in corso d’opera, come ha fatto e sta facendo il governo, qualsiasi industriale, estero o nazionale che sia, rischia il naufragio. “WSJ”, che ha l’autorevolezza per farlo, scrive che il destino di Telecom, appare per lo meno “nebuloso ed incerto”. Così ci appare anche quello dell’Italia”.
Per Telecom si prepara un destino nebuloso e incerto
Vorremmo dire sommessamente ai liberalizzatori e ai presunti liberali del governo –afferma il PRI- che hanno fallito la loro prova più importante.

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