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Fontanile onora il generale Claudio Graziano e l’eroe Francesco Mignone

di Aldo A. Mola | 11 Giugno 2018

Per una delle congiunzioni astrali che propiziano le più belle pagine d’Italia nel Centenario della Grande Guerra, Alessandra Balbo, sindaco di Fontanile, in provincia di Asti, ha allestito un evento memorabile: la rievocazione del maggiore Francesco Mignone e di tutti i caduti del suo piccolo incantevole borgo, dalla storia segmentata  e dominata dalla possente cupola della chiesa di San Giovanni Battista, opera di Francesco e Giuseppe Gualandi, consacrata nel 1934: una tra le opere più imponenti dei due artisti bolognesi.

Al patrocinio e al contributo di una quarantina di istituzioni, enti e imprese (Presidenza del Consiglio, Ministero della Difesa, sino al citato Premio Acqui Storia), la due giorni di Fontanile è incardinata su molti eventi di spicco. Anzitutto il conferimento della cittadinanza onoraria al generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Convegno su “Il valore della Memoria”, una Mostra, il carosello della Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense”, la proiezione di “Fango e Gloria”, apprezzato docufilm di Leonardo Tiberi, la Fanfara dei Bersaglieri, uno spettacolo musicale sui temi della Grande guerra.

La cittadinanza al generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa e designato presidente del Comitato militare dell’Unione Europea, va alla persona, al territorio, all’Italia. Tributa onore a chi ha comandato innumerevoli esercitazioni (Danimarca, Norvegia) e delicate missioni militari all’estero (Mozambico, 1992; Afghanistan, 2006; Libano, 2007-2010), fu Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e, dal 2014, è Capo della Difesa.

Torinese di nascita, con radici profonde nel Vecchio Piemonte (alla vigilia della cerimonia di Fontanile egli verrà festeggiato nella sua “piccola patria”, Villanova d’Asti), il gen. Graziano appartiene a una terra che alle Forze Armate ha dato per secoli uomini di prim’ordine. Per stare ai soli vertici dello Stato Maggiore Generale vanno ricordati Pietro Badoglio, di Grazzano (i cui abitanti respingono sdegnati le proposte di cancellarne il nome dal suo comune nativo), Ugo Cavallero, di Casale Monferrato, il torinese Vittorio Ambrosio e il saviglianese Claudio Trezzani. A questi vanno aggiunti i Capi di Stato Maggiore dell’Esercito, il torinese Tancredi Saletta e i due Cadorna, Luigi, Comandante Supremo nella Grande guerra, e Raffaele, suo figlio, già comandante del Corpo Volontari della Libertà (1944-1945).

 

…e il Maggiore  Francesco Mignone

Il secondo momento ideato dal sindaco di Fontanile, di concerto con il Comando Militare Esercito Piemonte e il fattivo consiglio del col. Antonio Zerrillo, è la presentazione del saggio “Un Eroe del Piave. Storia della Medaglia d’Oro al Valor Militare Francesco Mignone” scritta da Lorenzo Mazzonetto sulla scorta di documenti inediti. Ne emerge l’eroismo purissimo di un militare che sognava la pace e il 10 giugno 1918 dal “Basso Piave” alla madre scriveva: “Sto diventando vecchio e sento bisogno della vita tranquilla” e le suggeriva di trasferirsi nella loro amata  Fontanile. “Là staresti anche più pacifica e forse staresti meglio per i viveri, coi capponi colle uova e le farine di casa”.

Una settimana dopo gli  austro-ungarici (in realtà sloveni e croati comandati da von Boroevic) scatenarono l’ultima offensiva. Per gli italiani la parola d’ordine era la stessa: “Resistere, resistere, resistere”. Fino all’ultimo sangue. Nella battaglia del Solstizio il 17 giugno Mignone cadde dopo tre giorni di lotta, nell’ansa di Lampol a Villa Martini, presso Fossalta del Piave, “fulgida sentinella isolata oltre le nostre linee e simbolo delle più alte virtù militari” come scrive la motivazione della Medaglia d’Oro conferitagli alla memoria il 31 maggio 1923. Suo fratello, Riccardo, era caduto in combattimento nella guerra di Libia. Era stato iniziato massone il 28 settembre 1911 nella loggia “Eritrea” di Asmara, con numero di matricola 36.653.

Di quanto sia giusto andare orgogliosi della nostra storia un secolo dopo la Vittoria nel 4 novembre 1918 a Fontanile parleranno il gen. Luigi Cinaglia e il col. Antonio Gelao, coordinati da Vanni Cornero. L’Italia ripudia la guerra ma ha diritto/dovere di difendere la pace dei suoi cittadini quando ancora mancano due anni al 150 dell’annessione di Roma, che coronò il sogno di Cavour, Garibaldi, Mazzini e del Padre della Patria, Vittorio Emanuele II.

Aldo A. Mola

Pubblicato in : Primo pianoTag: 4 novembre, afghanistan, anni, asti, battaglia, centenario, cerimonia, chiesa, comandante, danimarca, estero, figlio, forze armate, garibaldi, grande guerra, italia, libia, missioni, presidenza del consiglio, riccardo, roma, unione europea, vittorio emanuele ii

Info Aldo A. Mola

Nato a Cuneo nel 1943, Aldo Alessandro Mola è stato preside in alcuni licei dal 1977 al 1998. Nel 1980 riceve la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte. Docente di storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, è, dal 1986 direttore del Centro per la storia della Massoneria, e, dal 1992, contitolare della cattedra “Pierre-Théodore Verhaegen” dell’Université libre de Bruxelles.
È direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dell’Associazione di studi sul saluzzese e del Centro studi e ricerche “Urbano Rattazzi” di Alessandria. Interessante anche il suo ultimo saggio, Mussolini a pieni voti? Da Facta al Duce. Inediti sulla crisi del 1922, da cui si scopre che la «marcia su Roma» dei fascisti in realtà non sarebbe mai avvenuta.
Editorialista del quotidiano Il Giornale del Piemonte e coordinatore editoriale de Il Parlamento italiano 1861-1992, Mola ha organizzato numerosi convegni di studi, specialmente per il Ministero della Difesa (Garibaldi, generale della libertà nel 1982, e la serie Forze Armate e Guerra di Liberazione). Direttore di collane di storia per vari editori, è, dal 1967, autore di saggi. Nel 2004 riceve il Premio alla Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Monarchico, è presidente di quella Consulta dei Senatori del Regno che sostiene Amedeo di Savoia-Aosta nella disputa sulla successione, e da anni sollecita il rientro in Italia delle salme dei sovrani Vittorio Emanuele III, che è tumulata ad Alessandria d’Egitto nella Cattedrale di Santa Caterina, della moglie Elena, sepolta a Montpellier, e di Umberto II e Maria José, seppelliti ad Altacomba, in Alta Savoia.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. mazdegan

    15 Luglio 2018 alle 10:24

    Buon giorno, sono l’autore del libro. Volevo chiedere molto cortesemente se fosse possibile la correzione del e il mio cognome. Il mio cognome va correttamente così scritto: Lorenzo MAZZONETTO, e non MAZZONNETTO. Ringrazio e cordialmente saluto.

    Rispondi
    • Redazione

      16 Luglio 2018 alle 15:13

      Gentile Lorenzo, abbiamo apportato la correzione indicata! Ci scusiamo e contraccambiamo i saluti

      Rispondi

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