Mentre a Firenze i “rottamatori” del PD lanciavano i loro messaggi di rinnovamento con largo impiego di effetti speciali tecnologici, e mentre a Roma all’assemblea dei circoli dello stesso PD
partivano sonore bordate di fischi all’indirizzo del “grande rottamatore”, Matteo Renzi, a Bastia Umbra, al meeting di “Futuro e Libertà”, la platea tributava grandi onori all’appassionato discorso dell’on. Mirko Tremaglia.
Classe 1926, Tremaglia è comunemente ritenuto un galantuomo, anche, se non soprattutto, per la fedeltà alle proprie idee. Che ha testimoniato nel corso di una vita lunga e intensa: combattente per la repubblica di Salò, prigioniero degli Alleati nel campo di Coltano, dirigente del MSI dal ’48, ininterrottamente parlamentare dal ’72, membro di AN e del PDL, due volte ministro ed ora fondatore di Futuro e Libertà. Appena due anni fa, in seguito a dichiarazioni di Gianfranco Fini contro il fascismo, Tremaglia era insorto, negando che Fini potesse continuare ad essere il segretario di AN: «Penso che a questo punto non possa più ricoprire quel ruolo. Ora c’è bisogno di un’intesa tra i gruppi giovanili rappresentati da Giorgia Meloni, e poi La Russa e Alemanno». Ora è tra i fondatori del nuovo partito di Fini cui guarda, con trepida speranza, quella parte del PD che fischia Renzi ed i suoi rottamatori. I quali, non ha torto, continueranno a pensare che qualcosa non va in questo PD.
Fischi per fiaschi
All’assemblea dei circoli del PD convocata da Bersani in contemporanea con l’assemblea dei “rottamatori”, Matteo Renzi è stato fischiato come un avversario. Ma sarebbe meglio che i democratici facessero più attenzione a scegliere i loro “amici”. (n. c.)

vecchi fascisti e vecchi comunisti saranno ancora in lizza per il potere. I clericali intanto incassano gli ultimi benefici dal regime in dissoluzione, pronti a concordarne con chi verrà dopo a fingere di governare il paese. I rottamatori hanno detto qualcosa sulla santa ICI, sull’assistenza religiosa a pagamento, sull’8 per mille allo Stato che ripara le chiese e non Pompei? O qualcos’altro di appena coraggioso contro conflitti di interesse e privilegi laici?