Ramin Saravi, figura emblematica degli artisti di strada è una persona amata dai fiorentini, dedica il suo talento agli altri con grande sensibilità e dolcezza.
L’amministrazione della città invece di conferirgli il fiorino d’oro gli ha creato delle difficoltà per le sue esibizioni. A causa di lavori e cantierizzazioni che affogano anche l’arte e la cultura, spesso gestite male per mancanza di buon senso e organizzazione.
Sono disponibili 32 spazi nel centro storico e 35 nelle zone periferiche. Essere cittadino italiano, o cittadino comunitario, o cittadino extracomunitario munito di permesso o carta di soggiorno è una delle caratteristiche richieste per guadagnarsi una postazione.
Non solo centro storico. L’arte di strada arriva nelle periferie per animare gli spazi frequentati da cittadini e famiglie. Dal parco dell’Anconella ai giardini di Bellariva, dal lungarno Santa Rosa a Villa Vogel, ma anche il sottopasso delle Cure e la fermata tramvia in via dello Statuto e alle Cascine.
Naturalmente i punti strategici e nevralgici e obiettivi sensibili per il turismo, sono i più ambiti.
A suo tempo sono scesi in strada con le loro “armi” caricate a salve, i visi colorati, o biaccati, strumenti musicali e tavolozze e tele. Hanno protestato contro le decisioni del Comune di Firenze in materia di postazioni e trasferimenti. Sì, perché per alcuni di loro era previsto il trasferimento dagli Uffizi a San Lorenzo per la durata del cinema all’aperto nell’area davanti al museo.
Erano una cinquantina davanti a Palazzo Vecchio che, sotto gli occhi e gli smartphone dei turisti, si sono esibiti in performance estemporanee e numeri musicali.
“Gli artisti di strada chiedevano che nel nuovo regolamento entrassero criteri premiali per l’anzianità di servizio nell’assegnazione delle postazioni, insieme a una valutazione per titoli e un tavolo di confronto permanente con l’amministrazione”.
Vero è che anche qui, purtroppo, vige una guerra fra poveri, perchè non tutti possono avere postazioni privilegiate. Per sempre. Magari a turno? Visto che le postazioni sono state ampliate fino alle periferie, fuori dall’area Unesco.
Ma che c’entrano i falsi mimi?
VISTO che da anni, sul territorio comunale di Firenze, imperversano alcuni soggetti cosiddetti “falsi mimi”, ben noti alle forze dell’ordine ed alle istituzioni cittadine per aver reiteratamente compiuto gesti offensivi contro il decoro e l’immagine della città (tra questi, l’aver fatto i propri bisogni fisiologici a cielo aperto, in pieno centro cittadino; l’aver mostrato nudità a turisti e cittadini colpevoli di essersi lamentati della loro invasività; l’aver sputato e lanciato urina verso chiunque osasse filmare le loro malefatte; l’aver usato i contatori dei palazzi del centro quali ricettacoli di merce di dubbia provenienza, ecc…), oltre che per i numerosi tentativi di truffa perpetrati a danni di turisti e cittadini.
“CONSIDERATO che nei confronti di questi soggetti, stando a quanto riportato dalla stampa cittadina, sarebbero state depositate numerose denunce e che lo stesso sindaco di Firenze ha più volte annunciato la volontà di allontanare questi individui dal territorio della città.
RILEVATO come i loro comportamenti verso le persone che incontrano durante il loro girovagare per il centro di Firenze risultino, spesso, fastidiosi nonché finalizzati alla truffa, così come loro atteggiamenti verso il patrimonio pubblico cittadino risultino fortemente offensivi e lesivi del decoro e dell’immagine di Firenze.
INVITA IL SINDACO
Ad emanare, quanto prima, un’apposita ordinanza per dichiarare i cosiddetti “falsi mimi”, rei dei comportamenti descritti in narrativa, “persone non gradite” sul territorio comunale di Firenze e ad adoperarsi, per quanto di propria competenza, affinché gli stessi possano essere allontanati dalla città.”
Purtroppo la mozione propositiva, presentata da un consigliere di opposizione, non è passata per contrarietà di voto della maggioranza.
Peccato, perchè i cittadini sono concordi, almeno in maggioranza, più o meno silenziosa, nel considerare queste personenon gradite e il comportamento lesivo del decoro e dell’immagine di Firenze.
Carla Ceretelli

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