
Ho commemorato Sandro Pertini, nel quindicesimo della sua scomparsa, nel consiglio comunale del 21/02/2005. E in quella sede ho proposto che fosse apposta una targa commemorativa in Via Ghibellina al n. 109, dove fu ospitato dalla famiglia Bertoletti, mentre Sandro organizzava insieme ai dirigenti socialisti e agli agli altri capi partigiani, i preparativi per l’insurrezione dell’ 11 agosto del 1944. Successivamente mi sono preoccupato di fornire alla commissione toponomastica sia l’autorizzazione del condominio per l’apposizione della lapide, che la documentazione storica del fatto avvenuto. Nel settembre del 2005 la commissione toponomastica del comune di Firenze deliberava la proposta, insieme al breve testo della targa, scritto a quattro mani da Carla Voltolina e dall’amico e giornalista Giovanni Errera, curatore del libro-intervista a Sandro Pertini “Quei giorni della liberazione a Firenze”, presentato oggi alla libreria Edison.
Nel febbraio del 2006 il Presidente del Consiglio Comunale inviava, su mia richiesta, un sollecito agli uffici competenti del comune per invitarli ad apporre la targa al più presto. Ma niente è ancora accaduto.
Stamani, durante la presentazione del libro, ho conosciuto l’ingegner Umberto Voltolina – Presidente onorario della Fondazione Sandro Pertini – fratello di Carla, che mi ha raccontato di quanto sua sorella tenesse all’apposizione di questa targa, e mi ha chiesto conto della sua mancata apposizione. Non mi rimane che appellarmi alla sensibilità del Sindaco – al quale domani mattina in occasione delle celebrazioni sulla liberazione di Firenze donerò il libro su Sandro Pertini- perché si incarichi di rimuovere al più presto le inspiegabili difficoltà che non hanno fino ad ora consentito di onorare la memoria del presidente-partigiano, il più amato dagli italiani, cittadino onorario della nostra città.
Alessandro Falciani
Capogruppo SDI
Comune di Firenze

Caro compagno Falciani, sei con una brutta compagnia. Non te ne sei ancora accorto?
Questi dei grandi uomini del Socialismo Libertario ed Autonomista non glie ne frega proprio. L’importante è solo metterli nel dimenticatoio. Sono altri i loro modelli.
Purtroppo tu, come Boselli a questi continui a tenere il sacco.
Te lo dice uno che è stato fondatore dello SDI convinto di riproporre una grande forza socialista progressista libertaria e autonoma e che ha scoperto non interessava a nessuno dei capi. Neanche a Intini, verso il quale nutrivo una fiducia illimitata.
In bocca al lupo per la targa, che vedrai ti metteranno, salvo magari pentirsene poi come hanno fatto a Faenza con Piazza Nenni!