Ancor prima delle europee, le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione
fiorentina, rappresentano un punto di svolta e non solo per i socialisti, ma
per l’intera area laica che nel capoluogo toscano ha ancora una notevole
vitalità.
Di fronte a tutti i problemi e i limiti che l’ircocervo del XXI secolo ha
dimostrato, politici ancor prima che giudiziari, i liberali, i repubblicani, i
socialdemocratici, i radicali e tutti coloro che guardano con interesse e
speranza al superamento del sistema bloccato, falsamente imperniato sul
bipolarismo da un lato e all’unica risposta possibile, cioè quella della via
europea dall’altro, tutti a partire proprio dai socialisti, hanno il dovere di
superare ogni possibile personalismo o divergenza d’altra natura.
Questo consentirebbe tra l’altro, di dare quella spinta di controtendenza che
a partire dall’appello lanciato a Bertinoro, proseguito con la Costituente
Socialista, e arrivato alla nascita del gracile PS, ha visto via via ancora una
volta, tramontare il sogno del rilancio di quel socialismo largo, aperto alle
nuove istanze della società, alla nebulosa creatasi dal big bang della
sinistra, alla ricomposizione infine della lunga diaspora che più che investire
quello che fu il glorioso PSI e tutti i partiti che hanno costruito l’Italia
repubblicana, ha interessato gran parte dell’elettorato progressista, come
abbiamo avuto modo di constatare anche nella recente consultazione abruzzese.
Voglio quindi rivolgere un appello ai principali protagonisti di questa nuova
possibile primavera di democrazia, affinché ricevano un’ulteriore
sollecitazione all’unità.
Cari Valdo Spini, Riccardo Nencini, Pieraldo Ciucchi, la concreta possibilità
di ritornare ad essere incisivi attraverso quella finestra aperta a tutto il
Paese che Firenze rappresenterà, non può essere assolutamente gettata per
questioni che non siano squisitamente politiche. Ragioni “altre” oltre ad
allontanare definitivamente un elettorato desideroso di cambiamento ma nel
solco della tradizione di centro-sinistra, decreterebbero il fallimento
inappellabile del PS e della sua dirigenza. Ora più che mai, di fronte ad
aperture già annunciate come quella dei 101 di Nicola Cariglia, e a possibili
convergenze con chi guarda al PSE, ma in Italia non ha ancora compiuto una
scelta coerente, avete il dovere di non deluderci.
La proposta lanciata a livello nazionale proprio da Nencini, va velocemente
concretizzata.
Il PS rompa quindi gli indugi e appoggi apertamente una candidatura valida e
legittima come quella dell’ex vice-segretario del PSI, che a Firenze può
contare su un sostegno davvero ampio e trasversale, i tempi per definire
progetti e modalità, pur non essendo larghissimi, ci sono ancora.
Arrivare all’inevitabile ballottaggio con il miglior risultato possibile,
consentirà di poter finalmente tornare ad incidere concretamente sulle scelte
vitali per la comunità fiorentina ed indicare una via di respiro nazionale.
La posta in gioco è troppo alta per offrire ancora risposte provinciali a
questioni di più ampia portata.
Grazie per l’attenzione.
Alessandro Silvestri.

Se è così, perchè Spini continua a far parte della Direzione Nazionale del PS?
E’ una mancanza quanto meno di …
Caro Di Maro, io invece mi chiedo cosa ci facciamo noi socialisti in questo partito di similpelle (imitazione coccodrillo…) :-(
Caro Alessandro,
c’è un tantino di confusione nella costruzione del prossimo centro/sinistra e nel PS ed è arrivato il momento di chiarire qualche punto.
Da come leggo il Tuo intervento, la candidatura di Spini è in contrasto con il PS.
Se è così, perchè Spini continua a far parte della Direzione Nazionale del PS?
Caro P. Cartoni, non posso che condividere la tua riflessione, solo aggiungo che avendo vissuto in presa diretta i tre lunghi anni che hanno portato dalla RNP alla Costituente Socialista, perdendo secondo me molte cose buone per strada (e non mi riferisco solo al quasi 1% elettorale…).
Ora dopo tante defezioni (valide e meno valide) mi pareva che anche a Firenze non fosse stato il caso di spingere pure lo Spini fuori da questa specie di SDI ristretto che è diventato il PS di Nencini…altrimenti come non pensare che il vero motto dei vari Ciucchi ecc ecc, non sia davvero quel tanto deprecabile quanto inutile “meno siamo, meglio stiamo”?
Un segretario nazionale di partito non si candida a sindaco della sua città (che pur non è la sua…) e mi pareva logico che assodata questa premessa, quella di Spini fosse la miglior scelta possibile e non solo in campo puramente socialista.
PS) Lo dico da non particolare fan del carattere e delle modalità politiche del personaggio.
Pur partendo da una rosa di nomi , il ragionamento /appello finisce per concludere ( pro un solo candidato ): se avanzo ,seguitemi !
A me sembra sia proprio doveroso constatare che “la posta in gioco è troppo alta per offrire ancora risposte provinciali a
questioni di più ampia portata”…Punto.