Una persona seria, onesta, corretta, dignitosa, appena il rapporto con un amico, con un socio d’affari è cessato, si premura di restituire tutto ciò che detiene in virtù di quell’amicizia. Un comportamento diverso, da detti canoni, significa aver solamente approfittato dell’amicizia per attuare, al momento opportuno, progetti nascosti.
Fini è la rappresentazione classica di tale modo di fare. Egli ha coltivato l’amicizia con Berlusconi, per riservarsi una buona parte di potere necessaria per svolgere una funzione di prestigio nel paese e infine di forza contro gli stessi amici al momento opportuno.
Fini ha dimostrato freddezza sugli ultimi risultati elettorali favorevoli al PDL. Infatti, non ha atteso tempo per incominciare a ostacolare le azioni del governo con atteggiamenti nebulosi e incomprensibili.
La prima posizione di Fini contro Berlusconi è stata quella di non contrastare la Magistratura, di liberare il PDL da chi aveva problemi giudiziari, di non condividere le proposte della Lega sugli immigrati.
Le incomprensioni, nel breve intervallo, si sono trasformate in contraddizioni al punto di uscire dall’alleanza e formare un altro gruppo politico alla Camera.
A questo punto i sospetti su Fini diventano realtà. Per serietà politica Fini avrebbe dovuto dimettersi da Presidente della Camera dei deputati.
Quando taluni onorevoli lo invitano a dimettersi, Egli risponde che non lo farà poiché, rappresenta il vero centro destra di tipo europeo.
Fini conferma la sua tesi quando respinge la richiesta del deputato leghista Reguzzoni per un dibattito in Parlamento sul caso di specie.
Viene spontaneo giudicare negative tutte le manifestazioni di Fini, peraltro fascista, prepotente, giustizialista e nemmeno immune da scheletri nel suo armadio.
Se Fini riuscisse per un momento a confrontarsi con i Presidenti della Camera come, Nilde Iotti, Sandro Pertini e Giorgio Napolitano, per citarne alcuni, arrossirebbe per la vergogna di aver ridotto a questo basso livello la terza carica dello Stato e precluso lo sviluppo economico e culturale del popolo italiano.
Fini ha tradito la fiducia popolare per le sue smisurate ambizioni o per servire i poteri forti a combattere Berlusconi? Casini e Rutelli non potrebbero condizionarlo a tal punto. Un sospetto sui poteri forti nasce quando si esamina la questione riguardante la proprietà dell’appartamento a Montecarlo archiviata senza che Fini fosse stato ascoltato dai magistrati inquirenti. E la Magistratura è un potere forte e anche impegnata a condannare Berlusconi per fatti ritenuti illeciti.
Per farla finita, Fini deve ammettere di essere stato sconfitto da Berlusconi e deve convincersi che il popolo non potrà dimenticare che è stato tradito e lasciato a combattere da solo la devastante crisi economica.
Domenico Civitano

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