Gianfranco Fini rischia di restare solo all’inteno di AN, i colonnelli del partito di via della scrofa, stanno voltando le spalle al loro leader, che coraggiosamente ha optato per una scelta di coscienza in materia refrendaria. Il ministro degli esteri, ha ribadito la sua ferma volontà di seguire ciò che a lui pare più opportuno fare il 12 e il 13 giugno, seguendo la proprio coscienza non i dettami partitici; che obiettivamente sembrano davvero fuori luogo quando si parla di temi cosi importanti come la quelli della vita.
Fini, ha sottolineato che rispetta naturalmente le opinioni altrui ma che non cambierà idea, e che giudica l’astensione al referendum “Pienamente legittima, ma non educativa nei confronti del corpo elettorale”.
Il titolare della farnesina, cosi facendo non solo ha agito secondo coscienza, ma ha anche tentato di frenare la CdL, che si sta spostando sempre più verso la deriva neo centrista e attenta a non guastare i rapporti con la Santa Sede.
Il leader di AN, comunque tiene a precisare che dietro a tutto ciò non c’è nessuna strategia politica, bensì una scelta dettata dalla volontà di portare avanti l’idea che con la ricerca sulle staminali si possono curare tante malattie, da quelle del cuore ai tumori.
Non meno facile appare la posizione del Ministro per le Pari Opportunità, che ha ribadito che in caso di non raggiungimento del quorum, la legge probabilmente non sarebbe affatto ridiscussa in aula visto il clima surriscaldato di questi giorni.
La Prestigiacomo, nonostante abbia dichiarato che Berlusconi era al corrente della sua posizione, deve subire l’isolamento di gran parte di Forza Italia. Infatti sedici senatori del partito, hanno scritto una lettera al premier, manifestando lo scontento per come il ministro per le pari opportunità non rappresenti la maggioranza del partito. Ma il ministro è deciso a difendere le sue idee, ribadendo che porterà avanti con passione la battaglia in difesa della vita.
Angelo Marinazzo

Lascia un commento