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Ferrovie da 800. Strade di serie B

Come fa a rompersi una rotaia? Come fa nel 2018 una linea non sopportare il carico elettrico di un locomotore? Pendolari coraggiosi e rassegnati sulla Firenze Pisa e sulla Mantova Milano

di Fabrizio Binacchi | 29 Gennaio 2018

Il tragico incidente ferroviario di Milano Pioltello, con il suo carico di morti e feriti, ci deve portare a riflettere sulla arretratezza di certe linee ferroviarie e sulla gerarchia delle scelte e degli investimenti in sicurezza e manutenzione.

Come fa a rompersi una rotaia? Come fa nel 2018 una linea non sopportare il carico elettrico di un locomotore? Come si fa ad avere tratti di ferrovia con sistemi e forse materiali da altro secolo?

Polemiche inevitabili sulle diverse condizioni dei viaggiatori. Ci sono quelli che corrono sull’alta velocità delle Frecce, che sfrecciano a velocità impensate, e quelli che sono costretti ai collegamenti lumaca dei treni locali regionali dei pendolari. Due Italie, due popolazioni in viaggio che non si toccano e a volte non si vedono nemmeno, laddove le stesse stazioni hanno aree dedicate soltanto all’Alta velocità . Ai vip. Eppure realtà stridenti.

Giustissimi, ovviamente, i grandi investimenti che hanno portato l’Alta velocità anche in Italia con linee e collegamenti che ci uniscono all’Europa, con i quali percorri 200 chilometri in 50 minuti, ma altrettanto sacrosanto il grande continuo lamento delle decine centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno impiegano tre ore per fare 100 chilometri. O meno. E non sono mai sicuri di arrivare in tempo, e non sono mai sicuri su quei treni che diventano teatro di scorrerie per bande di balordi e di gang più o meno giovanili.

Un panorama desolante da nord a sud, e anche la centro. Ci vogliono pendolari coraggiosi sulla Mantova Milano che è spesso sulle pagine dei giornali per ritardi, blocchi e disguidi. Sono pendolari coraggiosi anche quelli che vanno da Firenze a Pisa per difficoltà, ritardi ed episodi di aggressione.

Sono pendolari eroici quelli della Roma-Lido. Succede di tutto. Sono pendolari ormai rassegnati  e sfiduciati in giro per l’Italia dalla Puglia (23 morti nel luglio 2016 sulla Andria Corato) alla Campania dal Lazio alle Marche per le decine di linee che non sono all’altezza della civiltà dei trasporti. Spesso il treno che collega Roma a Latina, ricorda una collega del’Ansa, si ferma a Monte San Biagio per difficoltà di alimentazione.

La ferrovia è un sistema complesso che ha  bisogno di osservazione e manutenzione continue dicono i tecnici. E non ci vuole molto a capirlo anche per chi non è tecnico. Le statistiche della sicurezza ferroviaria pongono l’Italia tra i Paesi più sicuri ai livelli di Germania e Svizzera, ma non mancano disservizi, sovraffollamenti, discrasie tra coincidenze e servizi come ricorda l’osservatorio scientifico di Legambiente Lombardia.

I pendolari sanno che è una vita dura fare i pendolari, ma la vita dura diventa quasi tortura in certi tratti e in certe linee per un affollamento disumano e per il disservizio continuo. Ferrovie da 800 con l’affollamento del 2018.

Simile panorama per le strade: ci sono le grandi arterie curate e pettinate sin sul ciglio e in banchina e ci sono strade locali, provinciali e comunali che sembrano terra di nessuno. Strade di serie A, strade di serie B, straducole dimenticate di serie D eppure necessarie e indispensabili per il traffico locale. Provinciali e comunali con buche rattoppate mille volte e con erosioni laterali che rimangono erose perché gli enti non hanno più soldi per intervenire.  Buche che possono inghiottire mezza gomma e creare condizioni di greve pericolo. Due Italie anche per le strade.

Dopo il dolore e il pianto occorre pianificare il riscatto. Delle strade, delle rotaie e della dignità dei viaggiatori. La mobilità è un diritto, la mobilità sicura è un dovere che le istituzioni debbono garantire. Senza alibi, senza se e senza ma.

Fabrizio Binacchi

 

Pubblicato in : EditorialeTag: alimentazione, firenze, germania, giornali, italia, lombardia, mantova, milano, pisa, puglia, riscatto, roma, soldi, trasporti, treno

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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