Si è svolto in questi giorni a Firenze il primo di quattro incontri organizzati dal Comitato Fiorentino per il Risorgimento, presieduto da Adalberto Scarlino, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia ricordando il contributo che, oltre al gran barone Bettino Ricasoli, altri fiorentini forse meno noti ma ugualmente importanti dettero all’annessione del Granducato di Toscana al nascente Regno d’Italia. In questo primo incontro, è stato ricordato Ferdinando Bartolommei, un liberale amico di Cavour, che riuscì nel non facile compito di mediare fra le diverse posizioni dell’ala cattolica del movimento risorgimentale fiorentino e quella invece più oltranzista, con l’obbiettivo di giungere ad una annessione pacifica tramite consultazione popolare, come poi realmente accadde. L’ultima diretta discendente di Ferdinando Bartolommei, la marchesa Mariella Mari Pallavicino, ha presentato in questa occasione la riedizione di un libro dedicato al suo trisavolo che era stato stampato a Firenze nel 1889 e portava in prima edizione la prefazione di Piero Puccioni, allora Direttore de La Nazione, quotidiano fortemente voluto da Ricasoli ancor prima che l’unità d’Italia fosse realizzata, e che infatti ha già festeggiato i propri 150 ani di vita confermandosi un pilastro della vita dei fiorentini. La riedizione di questo prezioso testo è indubbiamente un regalo importante fatto ai fiorentini e costituisce una lettura affatto fuori dal tempo anche per chi oggi scrive di politica e potrebbe ancora apprendere qualche sana lezione di senso del bene comune leggendo questa pagine.
FERDINANDO BARTOLOMMEI, UN LIBERALE NEL RISORGIMENTO FIORENTINO
L’ultima diretta discendente di Ferdinando Bartolommei, la marchesa Mariella Mari Pallavicino, ha presentato la riedizione di un libro dedicato al suo trisavolo che era stato stampato a Firenze nel 1889 e portava in prima edizione la prefazione di Piero Puccioni, allora Direttore de La Nazione.

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