Il senso dello Stato è come il coraggio di manzoniana memoria: se uno non ce l’ha non se lo può dare.
Come spiegare, altrimenti, la gaffe dell’on. Fassino che ha presentato la propria mozione per il prossimo congresso dei DS chiamando a fare da Testimonial Adriano Sofri?
Non abbiamo niente contro di lui. Non giureremmo sulla sua colpevolezza e nemmeno sulla sua innocenza. Respingiamo (ma lo ha fatto anche lui) tutto ciò che ha detto e fatto fino a metà degli anni ’70. E constatiamo quanto sia nel frattempo cambiata la sua vita. Oggi scrive cose assennate, documentate, spessissimo condivisibili.
Il fatto è che, condannato quale mandante dell’assassinio del commissario Calabresi, si trova fuori per malattia. Non si è conclusa la pratica della grazia (non sappiamo nemmeno se sia formalmente cominciata). Non ha finito di scontare la pena.
Proprio questo ha denunciato Olga D’Antona, la vedova del giuslavorista Massimo D’Antona, ucciso dalle BR.
Piero Fassino non è uno qualsiasi, né il segretario di un partito qualsiasi. E’ il leader del maggiore partito della maggioranza ed ha ricoperto l’incarico di ministro della giustizia.
Lungi da noi l’idea di confinare nelle catacombe chi ha sbagliato e pagato. Ma l’idea di farlo assistere, mentre è fuori per malattia, ad una manifestazione così rilevante, assieme a tanti rappresentanti del popolo, in compagnia delle vedove delle vittime del terrorismo, è francamente sconcertante.
Che poi ciò avvenga ad opera del segretario del partito che ha fatto eleggere Di Pietro al Senato (1997) e non perde occasione di boicottare, in materia di giustizia, provvedimenti liberali, perché potrebbero favorire mascalzoni e corrotti, richiederebbe l’apertura di un altro capitolo nel quale esaminare quanto ci sia ancora nei DS di direttamente riconducibile al vecchio PCI
Fassino Sofri e il senso dello stato
Come spiegare la gaffe dell’on. Fassino che ha presentato la propria mozione per il prossimo congresso dei DS chiamando a fare da Testimonial Adriano Sofri?

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