Caro Pieraldo Ciucchi, grazie per il tuo amichevole commento. Quanto al “Tirreno” la conversazione telefonica con Mario Lancisi ha toccato altri temi poi non apparsi sul quotidiano e su altri temi ancora – importanti per la questione socialista – non c’è stato tempo e modo per parlare. Un tema toccato e non ripreso dal giornale è quello della legge elettorale. E’ un nodo essenziale della nostra questione. Senza una nuova legge che non costringa a blocchi eterogenei o politicamente innaturali, la rinascita in forze dei socialisti è difficile perché la legge attuale – se cercano un minimo di risultato positivo – li condanna ad andare sotto braccio con forze egemoniche di natura diversa dalla nostra. Un altro punto è il lavoro dei socialisti nell’ultimo decennio. Se le nomenclature centrali sono criticabili, è meritevole invece lo sforzo periferico dove in vario modo si è tenuta accesa una fiamma socialista e si è organizzato un presidio di resistenza socialista. C’è chi si è cimentato per una presenza nelle istituzioni, c’è chi ha provato a ripensare il senso del socialismo nel XXI secolo. Il lavoro culturale mi sembra, in ogni caso, un lavoro da cui nemmeno in periferia si può prescindere. Senza idee nuove non si va da nessuna parte. Questo è il mio modo di vedere le cose. Non mi basta morire avvolto nella bandiera. Ancora grazie e cordialissimi saluti,
Lelio Lagorio.
Lagorio: difficile con questa legge elettorale la rinascita dei socialisti. Senza idee nuove non si va da nessuna parte.
Lettera dell’on. Lelio Lagorio al segretario dello SDI della Toscana, Pieraldo Ciucchi: indispensabili autonomia e idee nuove; meritevole lo sforzo periferico di tenere accesa la “fiamma socialista”.

Caro compagno Lelio Lagorio,
Sono voce discordante in questa rubrica, ma su questo chiedo un dibattito.
C’è da condividere e comunque rispetto l’afferamazione che senza “una nuova legge che non costringa a blocchi eterogenei o politicamente innaturali, la rinascita in forze dei socialisti è difficile”, ma ritengo che i Socialisti devono ugualmente misurarsi a prescindere dalla legge elettorale.
Anzi essere ingessati in uno scheramento spinge alla competizione dell’identità politica.
E’ una sfida che pongo. Ed è una sfida che ad oggi ha visto perdenti le dirigenze dei partiti – lo SDI ed il N.PSI – che hanno avuto la pretesa rappresentanza del Socialismo italiano dopo il 1993.
Ho una personale analisi: il motivo è che sono stati subalterni all’uno ed all’altro egemone (Berlusconi e D’Alema) dei poli politici.
Per questo ritengo che un soggetto socialista, meglio se in una federazione o intesa laica e liberal/socialista, deve sfoderare l’arma dell’autonomia.
Un cordiale e rispettoso saluto
Gino Di Maro
Socialista
componente direzione Polo laico liberal/socialista
caro Lagorio,
condivido in pieno; il nanismo politico odierno è frutto di carenza ideale e intellettuale; essere trascinati in correnti estranee ci porta alla deriva; non può esserci rinascita del socialismo se non in autonomia.
Francesco Attolico 338.3156505
attolico.dsepuglia@tele2.it
Caro Lagorio,
gli anni confermano la saggezza.
Condivido incondizionatamente “senza idee nuove non si va da nessuna parte”.
Molti, moltissimi, dimenticano che il Socialismo è dialettica, è divenire.
Guai, come è stato e ancora si protrae, vivere nel passato, del passato.
I migliori auguri,
tuo
franchini