“Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”. Una battuta infelice che ora suona come un vero smacco per l’ex segretario dei Democratici di Sinistra che otto anni fa aveva bollato così le prime sparate contro i politici del comico genovese sul web. Doveva essere una passeggiata quella dell'”esile watusso” contro i 17 “pigmei” di destra, di centro e di sinistra ma invece per il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e sindaco di Torino ci vorranno i tempi supplementari per scalare per la seconda volta la Mole Antonelliana. Dopo 15 anni, infatti, torna al ballottaggio anche il capoluogo piemontese. E come un tragico scherzo del destino e della politica “che non è mai una scienza esatta e talvolta gioca brutti scherzi” il Movimento 5 stelle è riuscito, con la sua candidata Chiara Appendino, a mettere in discussione nonostante i circa 10 punti di vantaggio la conferma dell’ex Guardasigilli ed ex segretario nazionale della Quercia Piero Fassino e della sua coalizione di centrosinistra. Il quorum del 50% più un voto è infatti rimasto lontano per il primo cittadino uscente. Fassino nel 2011 aveva stravinto la contesa con il candidato del centrodestra, Michele Coppola (56,66% contro 27,30%), come aveva fatto cinque anni prima Sergio Chiamparino su Rocco Buttiglione (66,6% a 29,4%). “Andiamo con fiducia al ballottaggio, dove ripartiremo dal 41,83% – è stato il primo commento di Fassino -. Ci rivolgeremo ancora ai torinesi chiedendo il voto come abbiamo fatto qui: per Torino, per non interrompere il percorso di innovazione che ha consentito alla città di resistere alla crisi e di agganciare la ripresa”. Chiara Appendino (30,92%) è pronta alla sfida: “E’ un risultato storico, bellissimo: erano 15 anni che questa città non andava al ballottaggio”. In vista del ballottaggio: “non ci saranno poltrone in cambio di voti”, ha precisato la candidata pentastellata. Un altro dato balza agli occhi sotto la Mole: il crollo dell’affluenza, ferma al 57,19%. Un tonfo del 9% rispetto alle precedenti Comunali, addirittura del 25% rispetto a quindici anni prima: da 637 mila votanti (ma con 771 mila aventi diritto) si è passati a meno di 398 mila (su 695 mila potenziali elettori). La sfida tra Fassino ed Appendino, quindi, andrà avanti ancora per due settimane, con grande curiosità per le indicazioni di voto dai partiti ormai fuori dalla competizione; molto lontano il centrodestra frammentato: a scrutinio chiuso il risultato migliore è del notaio Alberto Morano, candidato di Lega Nord e Fratelli d’Italia con l’ 8,39%. Poco sopra al 5% Osvaldo Napoli, scelto da Forza Italia, e Roberto Rosso, ex azzurro e candidato di una lista civica per un raggruppamento di centrodestra. Inferiore alle attese la performance di Giorgio Airaudo, ex segretario Fiom, il candidato di Sel-Sinistra Italiana, che nel consiglio comunale uscente era in maggioranza con il Partito Democratico.
Fassino, il “tormentone di Grillo” lo condanna al ballotaggio sotto la Mole Antonelliana
Dopo 15 anni, infatti, torna al ballottaggio anche il capoluogo piemontese. E come un tragico scherzo del destino e della politica il Movimento 5 stelle è riuscito, con la sua candidata Chiara Appendino, a mettere in discussione nonostante i circa 10 punti di vantaggio la conferma dell’ex Guardasigilli ed ex segretario nazionale della Quercia e della sua coalizione di centrosinistra.

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