Tre personaggi al centro della scena: Alfano, Letta, Renzi guarda caso, tutti e tre democristiani, eredi sbiaditi delle vecchie correnti dello scudo crociato.

Tutto questo accade mentre la Banca d’Italia certifica l’aggravarsi della recessione con i consumi che crollano sempre di più, con previsione di aumento di disoccupati anche nel 2014, con la stretta creditizia che si aggrava, con gli investimenti e appalti pubblici che crollano di 95 miliardi e con l’Istat che informa che ormai i poveri sono oltre 14 milioni. Tutti i parametri negativi sono in crescita e consiglierei gli aspiranti presidenti del Consiglio e ministri che in un Paese dove 9,5 milioni di persone sono nella fascia della povertà relativa e 4,8 in quella della povertà assoluta pensare di buttare giù l’unico governo possibile e andare alle elezioni è degno di meritarsi un decreto per un ricovero nei vecchi manicomi che sono stati chiusi ormai da tempo. Caro Matteo, se sei stanco del tuo partito, come dici nell’intervista di alcuni giorni fa su La Stampa, hai due strade:
A) candidarti alla sua segreteria per tentare di cambiarlo nell’arco di qualche anno
B) uscirne per fondare insieme ad altri un nuovo soggetto politico alternativo al Pd e al Pdl. Un Movimento riformista, socialista, liberaldemocratico, ambientalista.
Dici su facebook e sulla tua intervista che stai molto riflettendo, riflettere fa bene ma ti consiglierei, fraternamente, di pensare alla costruzione di un movimento politico completamente fuori dagli schemi tradizionali della prima e della seconda Repubblica. Un movimento che si ponga fuori dal “pensiero unico” e dalla concezione tedesca della signora Merkel che applica il rigore in tempo di recessione con il risultato che questo ha prodotto più debito della stessa crisi. Non puoi andare a chiedere consiglio a chi ha portato l’intero Continente in recessione, con lei fai bene a parlare di calcio e della Fiorentina. Per quanto riguarda il nostro Paese, indica quattro o cinque cose da fare senza trascurare il capitolo fondamentale delle semplificazioni e quello dell’abbassamento della pressione fiscale per le aziende e per le fasce più basse di reddito. Per fare questo non puoi non sottolineare che è sbagliato in questo momento rispettare il vincolo del 3% sul debito. Dovrai inoltre dirti favorevole per un dibattito sul modello di Europa che vogliamo costruire e sull’euro, visto che questo è tornato di nuovo a 1,31 sul dollaro e si è rivalutato sullo yen giapponese e sul rm’b cinese. Insomma serve un movimento che parli di nuovo modello di sviluppo, di riforma della finanza e del sistema monetario internazionale e di revisione dei cambi monetari. Un gruppo di persone che sappiano indicare la via per la terza rivoluzione industriale, per come affrontare la crisi energetica e quella climatica. Infine dare un contributo per promuovere un New Deal a livello europeo e globale come strumento reale per uscire dalla crisi. Questo è quello che devi fare e certamente non puoi limitarti a dire che ti vergogni del tuo partito “dove pensano solo alle poltrone”. Stai attento perché tu appari sempre più come chi, mentre loro pensano alle poltrone, pensa solo ad una poltrona: quella di Palazzo Chigi. A Roma si dice: “il bove che dice cornuto all’asino”.

Finalmente qualcosa di lucido su Renzi.