
La comunicazione in Sanità tra miracoli e allarmismi: un tema delicato per una corretta informazione su casi e argomenti molto sensibili. Il giornalista Fabrizio Binacchi, già Tg1 e direttore Rai in diverse regioni, professionista di lungo , e da ultimo membro del Comitato di indirizzo Fondazione “Turati”, è stato chiamato a tenere la “lettura magistrale” al convegno annuale di “ Professione Medica Insalute Aps Ets” dell’Emilia-Romagna, dal titolo Tecnologie e salute: luci e ombre” in programma a Imola il 16 maggio 2026. Binacchi sviluppa il tema del rapporto tra televisione, social, comunicazione e salute che parte da questa domanda: la Tv è stata la prima dottoressa tecnologica? Sin dai primi anni di vita, la televisione italiana ha sviluppato programmi di informazione e formazione sanitaria. Negli anni Settanta e Ottanta programmi quali Check Up e Medicina 33 hanno raggiunto picchi d’ascolto e di consenso. Poi il grande cambiamento. Con la proliferazione dei canali e delle piattaforme si è posto un problema di valutazione e tutela del linguaggio e delle immagini. Troppo spesso tra titoli e fotografie si esagera tra allarmismi e miracoli, tra catastrofismi e celebrazioni di successi non sufficientemente vagliati.
Così i giornalisti e i medici si sono spesso incontrati in corsi di formazione congiunta per contribuire a scegliere un linguaggio corretto ed oggettivo nell’informazione sulla medicina e sulla salute. Codici deontologici e pratiche quotidiane. L’esempio di titoli e immagini in rete e nelle televisioni. Quali limiti e quali regole? Come tradurre la scienza in divulgazione, il linguaggio tecnico in giornalismo?
L’autore è contributor per la formazione obbligatoria Ordine dei Giornalisti nell’informazione di medicina e sanità ed tra i relatori del Master di comunicazione scientifica dell’Università di Parma.
Redazione Pensalibero.it

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