Dalla Protezione civile snocciolano numeri che, come dice Garattini vanno interpretati. E tutti relativi. Grande potenza di numeri ma poca di reale senso della situazione. Stato di avanzamento del contagio, considerando i portatori sani che potrebbero esser bombe virali.
Per non dire delle gaffe una via l’altra del capo. Con doverose continue ritrattazioni e smentite . Della serie, “no io volevo dire, sono stato frainteso. Ci chiediamo se non si possono permettere un esperto in comunicazione.
Se è colpa della burocrazia, dei cattivoni che rubano le mascherine o il materiale di protezione degli operatori sanitari o delle frontiere che bloccano il materiale, non è dato sapere. Certo è che l’azione organizzativa del governo fa acqua da tutte le parti. Non è facile, comprendiamo. Ma ascoltare balbettii sciapi da chi è stato chiamato come commissario straordinario nonché da chi rappresenta l’ISS, fa cadere le braccia. Costoro sostengono che siamo stati presi alla sprovvista. Ma come, dopo due mesi dalle avvisaglie istituzionalmente conclamate in emergenza di 6 mesi, ma già comunque anticipate. Non si possono davvero sentire, simili elucubrazioni . Io non ci sto. Locatelli, il presidente dell’istituto superiore di sanità. Sentirlo parlare è una tortura, dato che si limita a ripetere ciò che ormai tutti sanno da tempo e che, salvo alcuni imbecilli, onorano.Insiste dunque sull’ invito al contenimento ormai ingoiato e digerito diligentemente dalla stragrande maggioranza degli italiani. A parte i soliti imbecilli che andrebbero puniti in modo esemplare. A Firenze, la mia citta, ma anche in altre, si assiste all’affollamento dei mercatini rionali. Mentre si disquisisce se portare il bambino a fare due passi in adeguato distanziamento sociale.E mentre nei supermarket il controllo è rigoroso.
Comunque, andiamo oltre, prego, e adelante!
E poi la diatriba se conta di più la salute o l’economia. Che cosa pensavano lor signori, che lasciando tutti a casa con esortazioni ossessive, ancorché giuste, la gente avesse da parte risorse economiche? In un paese in cui si ripeteva abbastanza e altrettanto ossessivamente che tanti non arrivavano, già, alla fine del mese? E questo è stato il colpo di grazia aggiungendo alle difficoltà economiche di tanti la paura della morte e della sofferenza.
Per la prima volta abbiamo sentito parlare di paniere solidale “chi può dia, chi non piò prenda”. E di spesa sospesa. E questo francamente se da una parte solleva, dall’altra demoralizza. Per non dire delle attività produttive che cadranno come pere marce. Così come cadono dal pero i soloni del Governo.
Il virus sarà apparso senza preavviso, ma la situazione economica no, davvero.
E, comunque, se e quando il preavviso è stato dato non è stato abbastanza considerato. Ma completamente sottovalutato. Sperando in un fato benevolo e favorevole. Ma purtroppo così non è stato e abbiamo assistito all’aggressione di una pandemia globale.
Dunque, grande comprensione per i sanitari che rischiano la pelle quotidianamente pur brancolando nel buio nella speranza della panacea di tutti mali attraverso il lavoro indefesso dei laboratori di ricerca. Il vaccino, che i permetterà di convivere con il mostro ma di controllarlo, come per tanti altri patogeni che condividiamo da sempre. E grazie agli uomini della protezione civile in prima linea, e al volontariato in tutte le sue forme.
Ma scarsa comprensione per le istituzioni che stanno sugli scranni più o meno alti e che si riuniscono H 24 per decidere a spizzichi e bocconi senza riuscire a vedere più in là del loro naso. E viaggiano nella nebbia fitta dell’incompetenza e della leggerezza. Navigando a vista. Certo, la direzione non è certa, ma una volta scelta la rotta, bisogna anche prevedere dove si può approdare. E ipotizzare vari porti sicuri, seppure a seconda della contingenza.
Avanti dunque con gli Studi clinici, per AIFA. Con approcci di terapia farmacologica a un gruppo di pazienti molto alto. Randomizzazione per i pazienti domiciliari. E via discorrendo work in progress.
Ma per dirla con Gino Strada che non gode delle mie simpatie, ma non ho pregiudizi, “la preparazione all’emergenza non si fa durante l’emergenza” #Oggistocongino.
Carla Ceretelli

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