Sembrava quasi fatta. Marchionne osannato dai corifei della stampa italiana (quelli, tanto per intenderci che hanno le grosse Alfa e Lancia, in prestito permanente).
Sembrava quasi fatta…anche se non si riusciva a capire come si potesse acquistare un’azienda (in questo caso Opel) senza sborsare un centesimo, ma solo sulla base della indiscussa superiorita’ tecnologica dei propri motori).
General Motors ha preferito gli austro-canadesi perche stanno meglio a pelle con i germanici che di essere ridotti a prendere ordini da quei cafoni di italiani non sopportano davvero.
Sembrava cosa fatta: Mosley il gran capo della Formula 1, sopravvissuto allo scandalo dei balletti sessuali in stile nazi, se n’esce, d’accordo con Ecclestone l’inventore del Circus attuale, dicendo che stante la crisi che attanaglia tutto e tutti bisogna mettere un limite alle spese folli delle grandi scuderie. Del resto la Honda e’ uscita dalla Formula 1 cedendo a Ross Brawn il team per una sterlina ed ora Brawn sta vincendo tutto. Ma quelli della Ferrari hanno cominciato a strapparsi le vesti, strepitando che si voleva uccidere la ricerca e mettere a confronto le supercar con delle utilitarie da corsa. La Ferrari sarebbe uscita dal campionato e assicuravano i soliti corifei che stentavano a far capire al lettore dove fosse il ‘busillis’, (pure loro non lo avevano capito) anche altri grandi team avrebbero seguito l’esempio della Ferrari nella previsione, addirittura, di dar vita ad un nuovo campionato.
Sembrava quasi fatta…e poi si viene a sapere che Ferrari e gli altri hanno confermato la loro partecipazione al campionato del 2010. Dicono che ci sia stato un compromesso con quelli della FIA. Certo che in termini di immagine la Ferrari non ne esce bene. Il solito bordello all’italiana al pitstop della comunicazione e delle pubbliche relazioni.
Sembrava cosa fatta…adesso attendiamo le notizie sul fronte della Chrysler e auguriamo al Dr. Marchionne tutto il bene possibile perche’, a titolo personale, se lo merita.
I seimila che hanno pagato da 200 a 2500 dollari per assistere al dibattito con gli ex presidenti degli Stati Uniti Bush e Clinton al Toronto Convention Center, hanno tributato ai due oratori applausi di cortesia senza scaldarsi. Del resto i due ex presidenti ce l’hanno messa tutta nel danzare un minuetto in cui le tonalità di disaccordo erano poche.
Si è arrivati al punto che George W. ricordando come suo padre e Clinton abbiano passato molte ore insieme, viaggiando nei paesi colpiti da calamità naturali per coordinare i soccorsi, ha detto che sua madre Barbara avendolo sempre tra i piedi considera Bill Cltinton quasi un figlio. Per cui George W. ha chiamato il suo ex avversario “brother’, fratello.
Clinton ha riconosciuto che durante la sua presidenza due o tre sono le cose che gli sono rimaste sullo stomaco e che non ha potuto o non è riuscito a risolvere. Tra queste il genocidio in Rwuanda dove forse avrebbe potuto evitare che 250mila persone venissero massacrate, se fosse riuscito a mandare ventimila soldati. George W. Ha commentato dicendo che non sarebbe stato facile inviare le truppe in tempo per evitare il massacro.
Non si conosce quanto gli organizzatori abbiano pagato la partecipazione dei due ex presidenti. In genere Clinton accetta di parlare dietro un compenso di 300mila dollari.
(foto da Huffington Post)
Il Gran Gala dei Sons of Italy
Gala per il cinquantenario dei Sons of Italy, una Fondazione che svolge la sua attivita’ donando borse di studio agli studenti piu’ meritevoli, aiutando finanziariamente la ricerca indirizzata alla cura di malattie quali la Cooley’s Anemia e l’Alzheimer. I Sons of Italy raccolgono fondi per le popolazioni colpite da disastri naturali, Per il terremoto in Abruzzo hanno raggiunto i 250mila dollari. Nel corso della cerimonia, alla quale ha presenziato come ospite d’onore l’Ambasciatore italiano Giovanni Castellaneta, e’ stato consegnato il SIF National Education & Leadership Award per la prima volta nella sua lunga storia a un non italo americano. Il premio quest’anno e’ stato dato al Vice Presidente degli Stati Uniti, Joseph R. Biden, che accompagnato dalla moglie e da una nipote, ha dato vita ad un simpatico monologo, dicendo che lui quel premio se lo meritava davvero perche’ ha trascorso tutta la sua adolescenza sempre in mezzo agli italiani a Claymore in Delaware ed ha citato da buon irlandese i sacerdoti cattolici che lo hanno assistito ed aiutato, soprattutto quando la prima moglie e la figlioletta sono morte in un terribile incidente stradale verificatosi lo stesso anno della sua elezione, appena 29nne, al Senato americano.
Ogni anno 325 milioni di persone muiono a causa del clima
Secondo uno studio commissionato dal Global Humanitarian Forum di Ginevra 325 milioni di persone muoiono ogni anno per i cambiamenti del clima che determinano carestie, malattie e disastri naturali. Ma questo dato, già di per sé terrificante, è destinato ad aumentare sino a raddoppiare nei prossimi venti anni raggiungendo il 10 % dell’intera popolazione mondiale che oggi è di 6.7 miliardi di individui.
Quanto alle perdite economiche determinate dal riscaldamento globale queste sono oggi calcolate in 125 miliardi di dollari, una somma superiore al totale degli aiuti delle nazioni ricche nei confronti di quelle povere. Ma secondo il rapporto di Ginevra si prevede che il danno economico raggiungerà i 340 miliardi entro il 2030.
A farne le spese sono soprattutto i paesi più poveri che sono anche i meno responsabili delle mutazioni climatiche.
L’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha sollecitato i governi a partecipare agli incontri previsti nel prossimo dicembre a Copenhagen che dovrebbero portare ad un nuovo protocollo in sostituzione di quello di Kioto sull’ambiente.
Lo studio parla apertamente del pericolo che i disastri dovuti ai cambiamenti climatici si intensifichino nei prossimi anni con siccità, inondazioni, uragani, aumento del livello degli oceani, desertificazione delle terre.
Oscar Bartoli

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