
Secondo l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2025, il 27,5% dei cittadini Ue ha dovuto rinunciare alle vacanze.
Questa percentuale è aumentata di 0,5 punti percentuali rispetto al 2024, ma è significativamente inferiore (di 7,7 punti percentuali) rispetto a dieci anni fa, nel 2015.
Le percentuali più elevate di persone che non potevano permettersi una settimana di vacanza all’anno sono state registrate in Romania (61,4%), Grecia (46,6%), Bulgaria e Ungheria (entrambe al 39,1%) e l’Italia (35,7%). Le percentuali scendono al 10,6% in Lussemburgo, il 12,4% in Svezia e il 12,8% nei Paesi Bassi.
A giugno 2026, il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’area dell’euro si è attestato al 6,3%, stabile rispetto a maggio 2026 e a giugno 2025. Il tasso di disoccupazione dell’Ue a giugno 2026 è stato del 6,0%, anch’esso stabile rispetto a maggio 2026 e a giugno 2025.
Eurostat stima che a giugno 2026 i disoccupati nell’Ue siano 13,317 milioni, di cui 11,130 milioni nell’area dell’euro. Rispetto a maggio 2026, la disoccupazione è aumentata di 79.000 unità nell’Ue e di 71.000 unità nell’area dell’euro. Rispetto a giugno 2025, la disoccupazione è aumentata di 112.000 unità nell’Ue e di 43.000 unità nell’area dell’euro.
E’ aumentata anche la disoccupazione giovanile. A giugno 2026, 2,987 milioni di ragazzi sotto i 25 anni erano disoccupati nell’Ue, di cui 2,351 milioni nella zona euro. A giugno 2026, il tasso di disoccupazione giovanile era del 15,5% nell’Ue, in aumento rispetto al 15,4% del mese precedente, e del 14,8% nella zona euro, in calo rispetto al 14,9% di maggio 2026.
Rispetto a maggio 2026, la disoccupazione giovanile è aumentata di 29.000 unità nell’Ue, mentre è rimasta invariata nella zona euro. Rispetto a giugno 2025, la disoccupazione giovanile è aumentata di 53.000 unità nell’Ue ed è diminuita di 8.000 unità nella zona euro.
Cala leggermente il tasso di disoccupazione femminile che si attesta al 6,1%, in calo rispetto al 6,2% di maggio 2026, mentre quello maschile è salito al 5,9%, in aumento rispetto al 5,8% del mese precedente. Nell’area dell’euro, il tasso di disoccupazione femminile è rimasto invariato.
Nel secondo trimestre del 2026, il PIL destagionalizzato è aumentato dello 0,4% nell’area dell’euro e dello 0,5% nell’Ue, rispetto al trimestre precedente.
Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il PIL destagionalizzato è aumentato dell’1,0% nell’area dell’euro e dell’1,2% nell’Ue nel secondo trimestre del 2026, dopo un incremento dello 0,5% nell’area dell’euro e dello 0,8% nell’Ue nel trimestre precedente.
Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati relativi al secondo trimestre del 2026, l’Irlanda (+3,9%) ha registrato l’aumento maggiore rispetto al trimestre precedente, seguita da Lituania (+1,7%) e Svezia (+1,4%). I tassi di crescita più bassi sono stati registrati in Belgio e Austria (entrambi pari allo 0,0%). Il tasso di crescita su base annua è stato positivo per quattordici paesi e negativo per un paese.
Questi dati evidenziano il quadro tipico di una economia in stagflazione dalla quale non si vede un cambiamento nel breve periodo.
Salvatore Rondello

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