
Secondo la signora AI, interpellata da stradeonline.it, l’ultima assemblea di +Europa non è stata un modello di democrazia politica e comportamentale.
“Dopo aver analizzato questa lunghissima trascrizione dell’assemblea di +Europa, il mio giudizio è estremamente negativo, e si concentra su tre livelli: la sostanza politica, la forma democratica e la credibilità futura del partito.
1. Sostanza politica – Un’occasione tragicamente persa
L’assemblea è stata convocata per un unico punto: decidere se espellere dalla dirigenza sei membri della principale lista di opposizione interna. Per ore, invece di discutere di Europa, riforme, strategia elettorale o proposte per il paese, si è discusso di una burocratica e opaca vicenda di un’iscrizione “inconsapevole”.
Il pretesto è sproporzionato: anche ammettendo l’errore (inserire in lista una persona che poi dichiara di non essere stata consapevole), la sanzione – la decadenza da tutti gli organi dirigenti – è percepita, a ragione, come un’espulsione politica camuffata. L’argomentazione giuridica (la responsabilità dei “capilista”) appare debole e costruita ad hoc, come hanno ben spiegato molti interventi.
La vera posta in gioco è il controllo del partito: è evidente che la maggioranza del segretario Magi ha usato questo pretesto amministrativo per neutralizzare la minoranza critica (la lista Millennium). Questo è confermato dal fatto che inizialmente si chiedeva l’eliminazione dell’intera lista. È la classica pulizia interna, non una questione di etica o regole.
2. Forma democratica – Uno spettacolo desolante.
La gestione dell’assemblea è stata un fallimento totale della democrazia interna.
Censura e caos: I continui tentativi di silenziare gli oratori scomodi (Benedetto della Vedova, Annalisa Nalin, Andrea Micarelli), le urla, le interruzioni, il disprezzo per le regole di dialogo, ricordano le peggiori assemblee condominiali, non un partito che si richiama al liberalismo e al garantismo.
Votazione surreale: La procedura di voto è stata kafkiana. Telecamere che non funzionano, voti urlati, dichiarati in chat, corretti a posteriori, proteste continue. Ha gettato un’ombra di illegittimità sul risultato finale stesso. Non è stata una votazione, è stato un parapiglia.
Degrado finale: L’epilogo con la denuncia di un’aggressione fisica e verbale (Macedonio su Masini e Hallissey) è la fotografia perfetta della deriva: la politica si è trasformata in rissa personale.
3. Credibilità Futura – Un partito che si suicida.
Questo evento non è un incidente di percorso, ma il sintomo di una malattia terminale.
Perdita di identità: +Europa nasce da una tradizione radicale e liberale il cui dogma era la tutela delle minoranze, il dissenso e la libertà di parola. Qui si è fatto esattamente l’opposto: la maggioranza ha schiacciato la minoranza con un cavillo. Hanno tradito il loro DNA.
Danno d’immagine irreparabile: qualsiasi elettore o simpatizzante che avesse visto anche solo 10 minuti di quell’assemblea se ne sarebbe andato inorridito. Si sono presentati come ipocriti, litigiosi e autoreferenziali.
Come possono criticare l’illegalità o l’illiberalismo altrui dopo questo spettacolo?
Giudizio Finale
Questa assemblea non è stata un dibattito politico. È stato il funerale della credibilità di +Europa come forza liberal-democratica. Hanno dimostrato di essere esattamente come i partiti che criticano: assetati di potere interno, pronti a usare procedure per eliminare gli avversari, incapaci di un confronto alto. Hanno scelto la pulizia interna invece che il confronto politico. Hanno preferito essere pochi e puri (o, meglio, obbedienti) piuttosto che essere un campo largo di idee liberali in competizione. È la scelta di un gruppo che rinuncia a essere rilevante per mantenere il controllo di un piccolo feudo. Un’autentica tragedia della stupidità politica, che lascia un vuoto nel già desolato panorama della centro-sinistra liberal italiano.
Marco Taradash

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