Le sfide si fanno sempre più pressanti, l’Europa non riesce a dare risposte, la sfiducia dei cittadini aumenta. Sul tappeto le grandi questioni: la crisi economica, la necessità di ripensare il sistema di welfare, l’emergenza immigrazione, la sfida del terrorismo islamico. Tutti problemi che avrebbero richiesto l’unità e la coesione dei Paesi membri e che al contrario hanno registrato forti e profonde divisioni. Ognuno è andato, e sta andando, per la sua strada. La conseguenza è che le incomprensioni aumentano e in molti degli Stati membri crescono le posizioni anti-europee. L’idea funzionalista che è stata alla base della costruzione europea (trasferire compiti e funzioni di settori a prevalente carattere tecnico nella convinzione che questo avrebbe comportato un sempre più esteso passaggio di competenze dagli organismi nazionali a quelli sovranazionali) ha ormai mostrato tutti i suoi limiti. Non siamo una vera e propria Unione di tipo federale e non siamo nemmeno una Confederazione dove gli Stati aderenti mantengono intatte le loro prerogative. Siamo rimasti in mezzo al guado incapaci di tornare indietro, anche la Grecia messa alle strette non ha avuto il coraggio di andarsene, ma nemmeno di andare avanti. E’ la situazione peggiore dalla quale si può uscire solo in un modo e in una direzione: rilanciando alla grande il processo di integrazione, riscoprendo un’idea di Europa che non può che essere quella che viene dalla storia e dando vita ad una vera e propria Federazione sul modello americano. L’Europa deve competere ad armi pari, con Usa, Cina ed India che già oggi, ma ancora di più fra 20/30 anni, sono le grandi potenze planetarie. Per affrontare e risolvere le grandi questioni sul tappeto, e principalmente i problemi connessi all’immigrazione e alla sicurezza, servono grandi dimensioni e grandi capacità economiche e tecnologiche. Dalla globalizzazione non si torna indietro. La rapida crescita della popolazione nei Paesi sottosviluppati innescherà profondi cambiamenti in un’Europa che, per ragioni geografiche, è il naturale punto di approdo di tanti uomini e donne alla ricerca di un futuro migliore. Pensare di affrontare tutto questo chiudendo qualche frontiera o adottando politiche di respingimento è semplicemente illusorio. I processi vanno governati ma vanno governati nel senso di regolamentare l’accoglienza. Anche su questo punto però bisogna essere chiari. L’accoglienza deve avvenire ribadendo con forza quelli che sono i nostri valori, la difesa dei diritti, la tolleranza,la dignità e l’uguaglianza delle persone. Questi sono i valori fondanti dell’Europa. E questi sono i valori che abbiamo ereditato dal cristianesimo. Negarlo, come è stato fatto in passato e come si continua a fare anche oggi per un malinteso senso di rispetto verso i nuovi venuti, significa solo creare i presupposti per una difficile convivenza e un futuro molto incerto.
Europa in mezzo al guado
L’Europa è a una svolta. L’idea che ha guidato il processo di integrazione si è dimostrata sbagliata. Solo con una vera unione politica potranno essere affrontati i grandi problemi di oggi e di domani.

Eccellente articolo che conferma quanto sia stato tradito l’ideale di Altiero Spinelli descritto nel MANIFESTO DI VENTOTENE. Invece di creare una Federazione Europea hanno preferito l’Unione Burocratica… Invece di valorizzare il merito continuano a fomentare la militanza, il corporativismo, sostenendo soprattutto un’agricoltura che volta le spalle alle nuove tecnologie, per piacere agli ambientalisti che in cambio ricevano sussidi, pure loro. Operiamo in diretta e sleale concorrenza con i Paesi vicini a maggior vocazioni di colture standard, invece di stimolare l’innovazione. Poi ci lamentiamo se i disperati del continente nero invadono le nostre coste, per fuggire dalla miseria…
O l’Europa diventa una vera Nazione, amica e non serva di Usa e Russia, eleggendo i suoi rappresentanti e governanti (ora non li elegge nessuno), eliminare burocrazia, tecnocrazia, una BCE dello Stato europeo, non privata, un Europa forte come lo era nel 1914, oppure ritorniamo aglI Stati nazionali alla nostra Patria Italia. Invece di importare gente che non condivide i nostri valori e la nostra Civiltà greco.romana.giudaico.cristiana, incentiviamo le nascite. Ricordo che l’ideologia islamica tenta di conquistarci da 1400 annie ci sta riuscendo con la penetrazione dei Fratelli Musulmani. Cristiano Magdi Allam, Pim Fortuyn, Jorg Haider, Oriana Fallaci ci hanno dettato la via, non suicidiamoci.
Sulla copertina de ” Il mazzinianesimo nel mondo ” edito dalla Domus di pisa, appre scritto sul primo volume: ” Gli stati Uniti d’Europa saranno la splendida realtà di domani” firmato Victor Hugo. Quella è la strada giusta. Possiamo correggere i nostri sbagli e trovare l’unità dei popoli d’Europa per affrontare le nuove grandi sfide. Bravo Giancarlo.