Viktor Orban ha mostrato ancora una volta all’Europa e al mondo, il vero volto e la vera natura del suo IV Governo. Il suo partito FIDESZ-Unione Civica Ungherese (che fu finanziato dal 1992 al 1999 da George Soros, toh chi si rivede…) ha vinto nuovamente le elezioni del 2018 e, ad ogni giro, l’ormai quasi-dittatore ungherese, si sposta irresistibilmente sempre più a destra. Come dire si parte col civismo, l’antipolitica, il centrismo, e si finisce irrimediabilmente con forme radicali di conservatorismo revanchista, di sovranismo in senso lato, e con la restaurazione di un non ben precisato “ordine” intanto nazionale, poi si vedrà. Con l’avvertenza che bisognerebbe sempre indagare dietro le quinte, per capire da chi questo ordine, viene in realtà impartito. E viene da chiedersi: Europa dove sei? Già nel 1999 Orban si fece notare nel panorama internazionale per la “Legge sullo status” che assomigliava parecchio, pur se in forme diverse, all’Anschluss hitleriano del 1938. In sostanza il governo ungherese forniva aiuti alle minoranze magiare presenti nei paesi confinanti, che determinarono un’interferenza politica senza precedenti dal dopoguerra. Legge che durante il suo secondo mandato (2010-2014) si è trasformata in cittadinanza automatica ungherese per i richiedenti. Una situazione che si è ripetuta recentemente e che ha finito per riguardare anche l’Italia, con le dichiarazioni del Cancelliere austriaco Kurz, che vorrebbe offrire il passaporto austriaco alle popolazioni altoatesine. Come vediamo, certi virus nazionalisti quando riaffiorano, poi fanno anche alla svelta a riprodursi. Europa dove sei? Altro segnale di “grande apertura democratica” dei governi Orban, è stata quella di porre il CSM ungherese, direttamente sotto il controllo del governo, di limitare i poteri della Corte Costituzionale, così come l’autonomia delle Università e mettendo di fatto, la mordacchia alla Televisione pubblica, limitando fortemente quella privata. E’ stata modificata la Costituzione (usando al solito l’eufemistico “riforma”) in nome di un conservatorismo nazionalista che ricorda molto da vicino il tristemente noto “Dio, patria e famiglia” adottato quasi un secolo fa, dal fascismo italiano. Si è parlato molto a livello mediatico del muro “anti-migrazioni” da erigire al confine serbo, circostanza che rimanda alle imprese trumpiane e che fa scoprire (casomai non ce ne fossimo ancora accorti) delle strettissime correlazioni tra i diversi (ma speculari) livelli di nuovo ordine mondiale, sulla scena globale presente. Europa dove sei? Il 20 dicembre 2018, altra perla da governo illuminato: in una sorta di “Jobs Act” all’ungherese, si è imposta una nuova frontiera dello schiavismo, che avevamo dato intempestivamente in Occidente, per debellato, dando facoltà alle imprese di esigere fino a 400 ore annuali di straordinari, e di pagare i lavoratori nei tre anni successivi alla prestazione effettuata. Cancellati in un sol colpo i sindacati e due secoli di conquiste civili, sociali ed economiche! Europa dove sei? Il 28/12/2018 infine, di buon mattino, come si fanno gli arresti e i rastrellamenti nei paesi sotto regime, il grande “statista” amico di Salvini, Putin e Netanyau, ha tolto di mezzo la statua che gli ungheresi dedicarano a Imre Nagy, eroe e martire della rivolta anti-sovietica del 1956, facendola spostare dalla piazza del Parlamento ad una non meglio precisata piazza della periferia di Budapest. Nagy non è soltanto un eroe ungherese, ma grazie al suo esempio di difensore della libertà del suo popolo, pur sapendo di soccombere di fronte alla forza bruta dell’avversario, è un eroe europeo e mondiale della civiltà contro la barbarie. Per questo motivo dobbiamo ancora una volta domandarci dov’è l’Europa e dov’è la sua politica. Dove sono i partiti democratici e i loro esponenti e che cosa aspettano ad organizzare manifestazioni in tutte la capitali europee per dire un poderoso NO alla rinascita di pratiche antidemocratiche, illiberali e oltraggiose dei fondamentali diritti umani che come focolai di una pandemia che credevamo debellata, si stanno riaffacciando pericolosamente qua e là per il nostro continente? Prima che sia troppo tardi. Europa dove sei?
Alessandro Silvestri

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