“Sono io, Mattarella. Una banda di incompetenti, mascalzoni e nullafacenti ha soffocato la libertà, ha tradito la democrazia, ha fatto di voi dei paria dell’Europa . Se siete ancora esseri umani, aprite gli occhi..”
Come ho già scritto poco tempo fa, mi aspetto prima o poi di ascoltare la parafrasi di quanto disse Kerenskji dopo il colpo di Stato bolscevico, da parte del nostro Presidente della Repubblica.
Non c’è niente di divertente nella farsa messa in scena dai carioca nell’approvare la “finanziaria del popolo”. Le tarantelle di Di Maio, dal balcone ai cruciverba su fatto e disfatto e la improntitudine da bullo del Giambellino con la quale Matteo Salvini spreca l’ennesimo “finalmente al lavoro vero” dopo sei mesi passati a fotografare il suo bolo alimentare spacciato come attitudine popolare non sono solamente l’immagine triste di una Italia che si fa governare da incapaci di tutto arroganti e presuntuosi, sono il segnale del prevalere dell’Italia peggiore e deteriore, quella dei privilegi dei bottegai e dello sgomitare dei fuoricorso e dei perdigiorno, di chi salta la fila “e allora quello la’?”, di chi paga le tasse è un po’ un pirlotto.
Questa banda di sciagurati in meno di sei mesi ha distrutto la credibilità internazionale dell’Italia in Europa e nel mondo, riportando in auge l’immagine dell’italiano furbacchione e peracottaro che come il salumiere grasso di Bari espone il cartello “Nicola digiuna domani” per dire che è a dieta anche se sta finendo le provviste dell’inverno in un sol giorno; con la sceneggiata da capitan Fracassa verso i commissari Ue hanno già letteralmente buttato senza alcun costrutto oltre 4 miliardi di oneri finanziari sul debito, avendo ormai una credibilità sul mercato finanziario forse nemmeno più superiore a quella dell’Argentina; ci ha collocati fuori da qualsivoglia ipotesi geopolitica, in un mondo che è ormai nel pieno, non più alla vigilia, di cambiamenti di equilibri mondiali che varranno per il prossimo secolo, non per i prossimi anni.
Come spiegato più volte da Grillo e Casaleggio, con un mese di dibattito e di votazioni su una legge palesemente falsa e con tre ore di votazione su quella vera il cui testo di 192 pagine era sconosciuto non solo ai parlamentari ed ai membri del governo, ma perfino agli stessi premier, vicepremier e attendenti vari, il 21 dicembre 2018 i carioca hanno fatto “meglio” del Duce al primo passaggio parlamentare del 16 novembre 1922 : hanno fatto dell’ “aula sorda e grigia” ( rievocata da Beppe Grillo nell’estate del 2012) un bivacco dei loro manipoli. La mia convinzione è che abbiano assestato il colpo finale all’istituto della democrazia parlamentare rappresentativa già duramente provato dai governi della tardo seconda Repubblica, sostituendolo con una sorta di “Convenzione” priva di legittimità, preda di abili mentitori e spudorati bugiardi.
La nota che riportiamo di seguito del sindaco di Milano Beppe Sala denuncia come questo governo completi l’opera iniziata da Monti e portata alle estreme conseguenze da Matteo Renzi, la disarticolazione del sistema delle autonomie locali, con i Comuni italiani che non riusciranno a fare i bilanci preventivi nemmeno a consuntivo e che saranno additati al pubblico ludibrio come responsabili del degrado che già risale lungo tutta la penisola, lungo ponti e viadotti e strade piene di buche e di rifiuti. Il tutto mentre secondo il più classico dei sistemi feudali e medievali, il Governo elargisce ai Comuni “amici” come quello guidato dall’impresentabile Virginia Raggi, alcune decine di milioni di euro e perfino l’intervento dell’esercito in funzione di stradino per “coprire le buche” che tutto il resto d’Italia deve coprire da sé ed in attesa di trovare un rimedio ( il più probabile, l’intervento dei pompieri di Viggiù..) al fatto che gli autobus della capitale bruciano al ritmo di uno alla settimana per mancanza di qualsiasi manutenzione o rinnovamento..
Ma è sul piano del governo quotidiano che hanno realizzato il peggio del loro programma, avendo solo una attenuante : lo avevano detto e scritto a chiare lettere, sebbene con grammatica precaria, anche in questo caso.
Le misure-bandiera quota 100 e reddito di cittadinanza, con appostata una cifra insufficiente perfino ad iniziare a parlarne e nessuna data né misura attuativa scritta per permettere a Di Maio e Salvini di sparare cifre e date a caso ad uso della propaganda, continuano ad essere cibo per gonzi oggi come erano le promesse di distribuzione di grano gratuito alla plebe alla vigilia delle elezioni dei consoli nella Repubblica Romana. Nella inevitabile lotta che seguirà per il passaggio dal sistema consolare a quello della dittatura in nome del popolo la “colpa” delle mancate realizzazioni saranno scaricate sul partner soccombente e sul nemico esterno, l’ Europa sempre cattiva e matrigna.
Ma nel frattempo si è proseguito a decapitare l’intero sistema della scienza e della conoscenza: allontanati senza alcun motivo plausibile l’intero consiglio della sanità, i commissari alla ricerca ed all’innovazione – tutti personaggi di valore scientifico internazionale assoluto ed indiscusso – per sostituirlo con consulenti ignoti e senza alcuna verifica pubblica, nella maggior parte senza alcun titolo o credibilità, che dalle segreterie dei ministeri o da altri improvvisati e non ufficiali organismi stanno procedendo ad emettere norme e regolamenti che se attuati, riporterebbero l’Italia ai tempi degli alchimisti.
Nel sistema scolastico si sono abolite con un tratto di penna tutte le poche norme introdotte per recuperare efficienza: abolita la possibilità di chiamata dei docenti, eliminata la regionalizzazione delle cattedre ( ma come si fa a dire allo stesso tempo si all’autonomia di Veneto e Lombardia in questa materia e si alle più ottuse e retrive richieste dei sindacati della scuola ? ), annunciata ed avviata l’eliminazione del test Invalsi e dei sistemi di valutazione delle Università perché “troppo penalizzanti per il Sud” ( !!!! ), annunciato il tempo pieno ovunque ma al tempo stesso bloccate le assunzioni per concorso, mentre si da via libera alle proroghe per i precari, abolizione consigliata dei “compiti delle vacanze” per cercare di tener buoni gli studenti ( ? ). La scuola ritorna ufficialmente a disinteressarsi della formazione dei giovani alla civiltà ed al lavoro e si focalizza nuovamente sugli insegnanti, sul diritto al posto di lavoro vicino casa annunciato ed ovviamente non dato e sull’eternalizzazione dei precari ( un po’ si stabilizzano senza concorso, molti di più si creano grazie al blocco delle assunzioni).
L’intervento sulla sanità è per equiparare gli operatori sanitari “non iscritti agli ordini” ( quindi abusivi, per intenderci) che abbiano lavorato “3 anni anche non continuativi negli ultimi 10 anni” agli operatori diplomati, laureati e vincitori di concorso . Messaggio chiaro : se vuoi non seguire le regole, mettiti in fila ed in gruppo, una sanatoria arriverà.
In attesa della sanatoria fiscale – che arriverà, a gennaio e febbraio quando sarà necessario trovare coperture urgenti su tutto – è comunque arrivata la flat tax per partite Iva con fatturato fino a 65 mila euro spacciata per “semplificazione” : il risultato sarà che circa 400 mila lavoratori a contratto a tempo determinato che hanno un reddito tra i 25 mila euro anno ( attuale soglia della flat tax ) ed i 65 mila e/a si troveranno a pagare tra i 10 mila ed i 16 mila euro di tasse in più rispetto alle partite Iva di pari reddito e inevitabilmente cambieranno regime di lavoro, aprendo un ulteriore piccolo “buco” non previsto nelle casse Inps ed aumentando il tasso di precariato.
Trovo particolarmente e tristemente significativo quanto fatto in materia di concessioni pubbliche : invece di intervenire con raziocinio, in maniera articolata e differenziata per territorio e situazioni, per rimediare ad una delle peggiori interpretazioni neoliberiste da ex comunisti, quello delle “lenzuolate” di Bersani, si è semplicemente deciso di eternizzare i vergognosi privilegi dei taxisti, degli ambulanti e dei concessionari balneari, rinviando di QUINDICI ANNI le gare pubbliche per quelle concessioni e aprendo la strada ad una certissima procedura d’infrazione che, esattamente come nel caso quote latte, porterà i contribuenti italiani a pagare miliardi di euro ( nel caso quote latte furono 3,5 miliardi, grazie a Berlusconi e Bossi) per non voler imporre regole eque e di interesse pubblico a qualche migliaio di “clientes” elettorali.
Per le imprese e per il lavoro dipendente, per il recupero di produttività, per la ricerca e l’innovazione, per la formazione dei lavoratori che mancano, a decine di migliaia, al nostro sistema produttivo, non c’è una riga, un provvedimento, una idea. Un governo composto da professionisti di provincia di quarta fascia, di fuori corso, di steward allo stadio o di addetti all’introduzione dati in sostituzione maternità che diventano responsabili dei servizi segreti e dell’editoria ( è il caso del sottosegretario Crimi ), sta portandoci alla rovina.
Franco D’Alfonso

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