Samuel Beckett
(cosa farei senza questo mondo…)
cosa farei senza questo mondo privo di sembianze non curioso
di dove l’essere resista tranne che nell’istante dove ciascun istante
catapulta nel vuoto l’ignoranza di essere vissuto
privo di questa onda dove alla fine
il corpo sommerso è insieme all’ombra
cosa farei senza questo silenzio dove muoiono i mormorii
le pitture le frenesie verso il soccorso verso l’amore
senza questo cielo che ascende
al di sopra della sua polvere-zavorra
che farei senza ciò che ho fatto ieri e ciò che ieri l’altro ho fatto
sbucando fuori dalla mia luce morta in cerca di un altro
che come me s’aggira in un moto a spirale via da ciò che vive
in un convulso spazio
tra le voci prive di voce
che affollano il mio nascondimento
nel morto d’una notte
Nel morto d’una notte
nella morta immobilità
sollevò lo sguardo
dal suo libro
da quell’oscurità
fissando un’altra oscurità
finché lontano
come fievole fiamma s’indebolì
il suo sguardo
nella morta immobilità
finché lontano
il suo libro come per
una mano non sua
una mano non sua
debolmente si chiuse
bene o male
bene e male.
Samuel Barclay Beckett (Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989) è stato scrittore, drammaturgo, poeta tra i più significativi e influenti del XX secolo.
Insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1969 la sua opera più famosa è la pièce teatrale “Aspettando Godot”.
(i testi sono tratti da Collected Poems in English and French, 1977 – traduzione di Erminia Passannanti)
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
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