Qualsiasi riferimento alla sanguinaria figura mitologica è puramente casuale. Non aggressivo e feroce, dunque, ma battagliero. Spesso ritenuta una figura negativa o comunque spaventosa, la dea Kali rappresenta la forza femminile in tutta la sua potenza estrema. Ma spesso associata alla mascolinità. Quello che accomuna sono le 4 braccia, ma anche di più. Per intervenire, alla bisogna, nell’operato dei suoi ministri. Non da padre padrone ma da pater familias. Destruens di errori da buttare ma di cui far tesoro, per non reiterarli, salvando il positivo che c’è sempre, e construens in una visione futurista e riformista ambientalista. Ma, soprattutto pragmatica. Senza i “faremo diremo”, ma con “abbiamo fatto o stiamo facendo”. Nato sulle macerie che ormai erano diventate irrecuperabili .
Il Premier potrebbe essere associato anche al polipo, con i lunghi tentacoli che possano arrivare a ritoccare pensieri e azioni di governo. Sia per il numero delle parti in causa sia per la longa manus di demiurgo. Non figura mitologica, nè essere divino, ma forse dotato, ancorchè umanamente, di capacità creatrice, generatrice e/o rigeneratrice.
Si ha l’impressione, infatti , che alcuni ministri siano stati scelti per una collaborazione fittizia. E dietro le quinte, a operare, realmente potrebbe essere il Presidente. Soltanto un’ ipotesi onirica, naturalmente.
Ma, come consuetudine italica, ancora prima del giuramento, tanti hanno avuto da ridire, come sempre. Semplici cittadini, politici, giornalisti . Alto profilo? Non abbastanza secondo alcuni. Non quanto ci si aspettava.
Addirittura qualche intellettuale, certo Montanari, lo identifica come oligarchico di destra se non fascista. Tanto per cambiare.
Quanto alle cahier de doleance, impresse sui registri delle lamentele non mancano mai le solite femministe all’arrembaggio e qualche maschietto per carenza di genere. In un momento così drammatico, dato che questo governo è nato per la salvezza della nazione, figurati se si può pensare alle quote rosa. Abbiamo bisogno di persone, semplicemente. Le migliori, si è detto. E non resta che pensare lo siano. E sperarlo, ma lo sapremo solo vivendo. Lasciandole lavorare.
In ogni caso una donna svetta. Una eccellenza che le rappresenta tutte. Il ministro della Giustizia. Marta Maria Carla Cartabia è una costituzionalista, giurista e accademica. Dal 2019 al 2020 è stata presidente della Corte costituzionale, prima donna a occupare tale carica. Francamente non la conoscevo, se non per il suo ruolo precedente, ma soltanto in superficie. Non la conosco nemmeno ora ma, considerando la sua faccia distesa, il suo sorriso dolce, che odorano di equilibrio e competenza, pare che possa essere una testimonianza di genere di tutto rispetto. Non è essere maschi o femmine che conta. Abbiamo avuto un governo Conte dove era presente di tutto, genere maschile, femminile e forse anche neutro. Ma non era presente la competenza, purtroppo. E abbiamo toccato con mano, con le dovute eccezioni che esistono sempre.
Questa donna, nella sua apparente dolcezza esprimono e manifestano forza dallo sguardo. E, poi l’esperienza, il CV molto più ricco e dissimile da quelli che l’hanno preceduta. E non dico soltanto del suo omonimo nel ruolo.
Dobbiamo dimenticare signore e signori di cui preferisco non fare il nome, che più incompetenti non si può. I nuovi ministri? Parecchi sconosciuti ai più. Alcuni senza infamia e senza lode. Ma , almeno per le loro competenze, quasi tutti eccellenze. Il neo, se vogliamo evidenziarlo, sta nella riesumazione di un trio di esponenti del past governo, che in tutta franchezza avremmo volentieri abbandonato al loro destino, alle loro professioni e occupazioni nelle usate stanze. Ma è di tutta evidenza che il Presidente non poteva fare altrimenti, secondo un rinnovato manuale Cencelli. Molto democristiano ma utile specie in questi casi. Quando devi accontentare tutti coloro che, con molta probabilità, con le mani della dea Kali sicuramente accompagnerà molto da vicino o forse addirittura guiderà. Senza spargimento di sangue, si spera. La parte difficile comincia adesso.
Carla Ceretelli

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