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Esecutivo Draghi: alter ego della dea Kali

Il Premier potrebbe essere associato anche al polipo, con i lunghi tentacoli che possano arrivare a ritoccare pensieri e azioni di governo. Sia per il numero delle parti in causa sia per la longa manus di demiurgo.

di Carla Ceretelli | 14 Febbraio 2021

Qualsiasi riferimento alla sanguinaria  figura mitologica è puramente casuale. Non aggressivo e feroce, dunque,  ma battagliero.  Spesso ritenuta una figura negativa o comunque spaventosa, la dea Kali rappresenta la forza femminile in tutta la sua potenza estrema. Ma spesso associata alla mascolinità. Quello che  accomuna sono le 4 braccia,  ma anche di più. Per intervenire,  alla bisogna, nell’operato  dei suoi ministri. Non da padre padrone ma da pater familias. Destruens di errori da buttare ma di cui far tesoro,  per non reiterarli,  salvando il positivo che c’è sempre,  e construens in una visione futurista e riformista ambientalista.  Ma, soprattutto pragmatica. Senza i “faremo diremo”, ma con “abbiamo fatto o stiamo facendo”.  Nato sulle macerie che ormai erano diventate irrecuperabili .

Il Premier potrebbe essere associato  anche al polipo, con i lunghi tentacoli che possano  arrivare a ritoccare  pensieri e  azioni di governo. Sia per il numero delle parti in causa sia per la longa manus di  demiurgo. Non figura mitologica, nè essere divino,  ma forse dotato, ancorchè umanamente,  di capacità creatrice,   generatrice  e/o rigeneratrice.

 Si ha l’impressione, infatti ,  che alcuni ministri siano stati scelti per  una collaborazione fittizia.  E dietro le quinte, a operare,  realmente potrebbe essere  il Presidente. Soltanto un’ ipotesi onirica, naturalmente.

Ma,  come consuetudine italica, ancora prima del giuramento,    tanti  hanno avuto  da ridire, come sempre.  Semplici cittadini, politici, giornalisti . Alto profilo? Non abbastanza secondo alcuni. Non quanto ci si aspettava.

Addirittura qualche intellettuale, certo Montanari,  lo identifica come oligarchico  di destra se non fascista. Tanto per cambiare.

Quanto alle  cahier de doleance, impresse  sui registri delle lamentele  non mancano mai le solite femministe all’arrembaggio e qualche maschietto per  carenza di genere. In un momento così drammatico, dato che  questo governo è nato per la salvezza della nazione, figurati se si può pensare alle quote rosa. Abbiamo bisogno di persone, semplicemente. Le migliori, si è detto. E non resta che pensare  lo siano. E sperarlo, ma  lo sapremo solo vivendo. Lasciandole lavorare.

 In ogni caso una donna svetta. Una eccellenza che  le rappresenta tutte. Il ministro della Giustizia. Marta Maria Carla Cartabia è una costituzionalista, giurista e accademica. Dal 2019 al 2020 è stata presidente della Corte costituzionale, prima donna a occupare tale carica.  Francamente non la conoscevo, se non per il suo ruolo precedente, ma soltanto in superficie. Non la conosco nemmeno ora ma, considerando la sua faccia distesa, il suo sorriso dolce, che odorano di equilibrio  e  competenza, pare che  possa  essere una testimonianza di genere di tutto rispetto. Non  è essere maschi o femmine che conta. Abbiamo avuto un governo Conte dove era presente di tutto, genere maschile, femminile e forse anche neutro. Ma non era presente la competenza, purtroppo. E abbiamo toccato con mano, con le dovute eccezioni che esistono sempre.

Questa donna,  nella sua apparente  dolcezza esprimono e manifestano forza dallo sguardo. E,  poi l’esperienza,  il CV  molto più ricco e  dissimile  da quelli che l’hanno preceduta. E non dico  soltanto del suo omonimo nel ruolo.

Dobbiamo dimenticare signore  e signori di cui preferisco non fare il nome, che più incompetenti non si può. I nuovi ministri? Parecchi sconosciuti ai più. Alcuni  senza infamia e senza lode. Ma , almeno per le loro competenze,  quasi tutti eccellenze. Il neo, se vogliamo evidenziarlo,  sta nella riesumazione di  un  trio di esponenti  del past governo,  che in tutta franchezza avremmo  volentieri abbandonato al loro destino,  alle loro professioni e  occupazioni nelle  usate stanze. Ma è di tutta evidenza che  il Presidente non poteva fare altrimenti, secondo un rinnovato manuale Cencelli. Molto democristiano ma utile specie in questi casi. Quando devi accontentare tutti coloro che,   con molta probabilità,  con le  mani   della dea Kali sicuramente  accompagnerà  molto da vicino  o forse addirittura  guiderà. Senza spargimento di sangue, si spera. La parte difficile comincia adesso.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: corte costituzionale, draghi, governo, impressione, nato, nazione, persone, tesoro

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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