
Nelle ultime 24 ore un massiccio attacco delle forze armate russe ha colpito Kiev, Kharkiv e diverse altre città ucraine, provocando un bilancio provvisorio di 20 morti e almeno 142 feriti. Secondo le autorità locali e i media sul posto, come riportato da ANSA e il Kyiv Independent, Mosca ha scatenato un’offensiva ad ampio raggio combinando una tempesta di droni e vettori balistici avanzati.
Le difese aeree ucraine sono state messe a dura prova a partire dalle prime ore della notte. L’attacco su Kiev è stato definito dal presidente Volodymyr Zelensky come uno dei più devastanti bombardamenti con missili balistici mai subiti dalla città. L’arsenale impiegato da Mosca ha incluso: 125 droni d’attacco,
25 missili balistici, 10 missili ipersonici Zirkon.
Nella sola capitale si registra una vittima e oltre 16 feriti a causa dei detriti che hanno gravemente danneggiato un condominio residenziale e le aree limitrofe a un centro commerciale.
Se Kiev ha subito l’impatto psicologico e strategico dei missili ipersonici, il prezzo più alto in termini di vite umane è stato pagato nelle altre regioni. A Kharkiv un raid mirato ha centrato in pieno il terminal del servizio postale nazionale, provocando la morte immediata di tre persone e il ferimento di altre venti.
Quasi quaranta attacchi distinti hanno martellato anche la regione di Dnipropetrovsk, dove le autorità locali confermano ulteriori vittime e devastazioni alle infrastrutture civili. La marina ucraina ha inoltre denunciato un attacco missilistico russo che ha colpito una nave mercantile turca, provocando 5 morti.
Il capo dell’amministrazione militare di Kiev e i vertici di governo hanno ribadito che questa nuova escalation evidenzia la drammatica carenza di sistemi di difesa aerea Patriot necessari a blindare i cieli ucraini. Zelensky ha chiesto immediata pressione internazionale su Mosca, sottolineando che i raid giungono come ritorsione ai recenti attacchi di droni ucraini contro i depositi logistici e petroliferi situati in territorio russo.
Guardatela, questa Kiev ferita, e guardateci noi, anestetizzati dal nostro benessere tiepido e codardo. Ventisette missili che squarciano il cielo, cento e passa droni che vomitano fuoco sui condomini, venti vite spezzate mentre andavano a comprare il pane o a spedire una lettera. E noi che facciamo? Contiamo i feriti come fossero fiches su un tavolo da gioco, firmiamo scartoffie nei palazzi di vetro, invochiamo una pace che somiglia drammaticamente alla resa.
Non è solo la carne dell’Ucraina a bruciare sotto i missili ipersonici di Mosca; è la nostra stessa dignità di occidentali che si sbriciola ogni volta che giriamo la testa dall’altra parte. Perché il mostro che lancia quelle bombe non cerca un compromesso: cerca la sottomissione. E finché continueremo a lesinare i Patriot, a calcolare i costi della libertà in base allo spread e a tremare davanti ai ricatti del tiranno, saremo complici. La storia non perdona i deboli, e non perdonerà noi, rimasti a guardare il crepuscolo della civiltà con le mani pulite e l’anima venduta alla paura.
Giuseppe Basilico

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