
Proprio in queste ore del mattino tre anni fa moriva Silvio Berlusconi. Molti accolsero quella notizia come una sorta di liberazione, con scene di giubilo, altri come la fine di un’epoca. Al di là dei giudizi personali, positivi o negativi, è difficile negare che abbia rappresentato uno dei protagonisti assoluti della politica italiana degli ultimi trent’anni.
Oggi, osservando il livello generale del dibattito politico, la qualità della classe dirigente e lo stato in cui versa il partito che porta ancora la sua impronta, viene spontaneo chiedersi cosa penserebbe di ciò che è diventato il panorama politico italiano. Probabilmente non riconoscerebbe più molte delle dinamiche che aveva contribuito a creare e modellare.
Berlusconi è stato una figura divisiva come poche altre. Ha avuto sostenitori fedelissimi e oppositori irriducibili. Eppure, nel bene e nel male, possedeva una caratteristica che oggi sembra sempre più rara: una visione politica chiara, una leadership riconoscibile e la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Si poteva essere d’accordo o meno con lui, ma era impossibile ignorarlo.
A tre anni dalla sua scomparsa, il confronto non è più tra berlusconiani e antiberlusconiani. Il confronto è tra una stagione politica che, con tutti i suoi limiti, esprimeva personalità forti e riconoscibili, e una fase storica in cui troppo spesso prevalgono l’opportunismo, la gestione dell’esistente e la ricerca del consenso immediato.
Guardando l’attuale situazione politica e la progressiva perdita di identità del suo stesso partito, viene da pensare che, se potesse osservare ciò che accade oggi, probabilmente si starebbe rivoltando nella tomba. Non tanto per nostalgia del passato, quanto per la constatazione che molte delle idee, delle battaglie e della struttura politica che aveva costruito sembrano essersi dissolte nel giro di pochi anni.
Mah…
Piero Terracina

Vero. Silvio Berlusconi era un promotore del multilateralismo e del dialogo con la Russia e critico nei confronti del comico irresponsabile, che ha abolito l’opposizione nel suo Paese e non ha più indetto elezioni, continuando a mandare a combattere il suo popolo.
Coloro i quali oggi sono al governo in Italia, che senza di lui sarebbero semplicemente a spasso, stanno distruggendo quanto egli aveva costruito.
Silvio Berlusconi dovrebbe mancare a tutti i costruttori di pace e dialogo.
Fu l’ultimo esponente della responsabile Prima Repubblica.