Con la bacchetta di Esa-Pekka Salonen si conclude l’attività artistica del Teatro del Maggio Musicale dell’anno 2018, in un doppio appuntamento che vedrà impegnati orchestra e coro con un programma comprendente musiche di Ravel, Stravinskij e dello stesso Esa-Pekka Salonen (30 dicembre ore 20 e il 31 alle 17).
Il direttore finlandese, che quest’anno ha festeggiato le 60 primavere, può essere considerato una delle migliori bacchette in circolazione, come attesta il suo incarico di direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra da un decennio e la sua attività quasi quarantennale, essendo iniziata quando non aveva ancora vent’anni. Futuro direttore musicale della San Francisco Symphony Orchestra dal 2020, Esa-Pekka Salonen, oltre che alla direzione orchestrale, si dedica assiduamente anche alla composizione; infatti, nel concerto al Teatro del Maggio verrà eseguito in prima italiana Pollux, brano scritto nel 2018 per i musicisti della Los Angeles Philharmonic Orchestra. Così ne scrive lo stesso autore: «Pollux ha un carattere ritualistico, basato su un ritmo mantra che ho sentito durante una cena in un ristorante di Parigi. Una band post-grunge ha suonato sulla traccia di sottofondo, e ho annotato la linea di basso su un tovagliolo di carta non sapendo esattamente cosa fosse e chi fossero i musicisti. Non riuscivo a togliermelo dalla testa, e ho deciso di usarne una versione fortemente modificata in Pollux . Il pattern è stato distillato a puro ritmo e rallentato a meno di un quarto di velocità dell’originale». Ne è venuto fuori un pezzo lento e piuttosto scuro sul piano espressivo.
Completano il programma Daphnis et Chloé di Ravel, balletto in un atto per orchestra e coro senza parole, eseguito per la prima volta a Parigi nel 1912; brano di grande suggestione da un punto di vista timbrico (numerosi sono gli strumenti a percussione “esotici”), Daphnis et Chloé, nella sua eleganza e atmosfera lussureggiante, si pone in netto contrasto con l’altro pezzo in programma, La sacre du printemps di Stravinskij, che, alla sua prima esecuzione parigina del 1913, scatenò reazioni contrastanti nel pubblico presente e divenne una pietra miliare nella storia della musica. Qui, infatti, il clima espressivo si caratterizza per la sua violenza percussiva e per un linguaggio musicale sospeso fra arcaismo e innovazione.
Da notare che a commissionare le musiche di entrambi i balletti fu lo stesso Sergey Diaghilev, geniale impresario teatrale, fondatore e direttore dei mitici Ballets russes nella capitale francese.
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Luca Summer

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