Cesare Battisti, che nome abusato. Un martire socialista
dell’indipendenza nazionale si chiama come un terrorista degli anni di
piombo. Credo che la sinistra non debba lasciare alla destra e a Di
Pietro l’indignazione per il mancato espatrio decretato dal governo
brasiliano. Giusto dunque che il nostro Psi con Riccardo Nencini in
testa abbia manifestato di fronte all’ambasciata brasiliana. E’ vero che
ormai non c’è più un terrorista in carcere, che in tanti godono di
libere uscite, che si tratta di un periodo morto e sepolto. Ma non penso
sia giusto, appunto per questo, che altri abbiano pagato nelle prigioni
italiane anni di condanne, e questo signore sia stato sempre all’estero,
pur essendo stato condannato per quattro omicidi a diversi ergastoli. La
sinistra sia sì sempre garantista (ma lo deve essere sempre anche se
Battisti fosse un fascista dichiarato e credo che lo sarebbe assai di
meno), ma anche giusta e riconoscente verso le vitime del terrorismo e
le loro famiglie. E se fosse possibile dirlo con un altro e ben più
degno Battisti si “emozioni” di fronte a un uomo in sedie a rotelle che
ha perso il padre, vittima di un agguato.
Mauro Del Bue

Vero che i terroristi sono ormai liberi, ma, ammesso che significhi qualche cosa la differenza, Battisti è un delinquente comune, e sottolineo comune, convertitosi all’ideologia per comodo.