gli argomenti sono tre, così ti scrivo una lettera unica e poi …..fai tu….
L’incontro con Lorenzo Conti, mi ha profondamente colpito.
Intorno le fotografie. Ottime da un punto di vista artistco, ma sopratutto ritratti di persone perbene. Grandi intelletuali, artisti geniali e, sopratutto, persone incapaci di nuocere.
Non c’è stata violenza nelle loro vite dedicate allo studio, alla ricerca, all’espressione della più alta capacità umana: l’arte nelle sue varie sfaccettature.
E, mentre quardavo quei volti di galantuomini ascoltavo le parole di un figlio che cerca invano i mandanti dell’assasinio di suo padre, mentre un governo copre, a vari livelli le violenze fisiche e morali, rendendosene complice.
E sono precipitata nell’abisso dell’indignazione senza speranza.
Mi sono consolata pensando a una cara amica che non è più fra noi.
Liberale convinta, di animo generoso e leale, Maria Grazia Bargagli Stoffi era grande amica della famiglia Conti. Mi ha parlato a lungo e con dispiacere dei suoi rapporti con Lando Conti così bruscamente interrotti. Sono convinta che se fosse ancora viva non sarebbe mancata alle Giubbe Rosse venerdì pomeriggio. E allora vedi, mio caro amico, se le persone che ci hanno lasciato parlano ancora un linguaggio tanto forte in un messaggio tanto pieno di amore e di coraggio, il percorso intrapreso da “pensalibero” a supporto di Lorenzo Conti e di suo fratello, troverà non pochi ostacoli, fra omertà, silenzi complici e violenze, ma sopravviverà e troverà il suo spazio e la sua voce perchè l’amicizia è un sentimento forte al di fuori e al di sopra del tempo degli uomini.
Il secondo argomento riguarda Chi.Bo. e il suo “pole la donna…” n°9 Lasciamo perdere le canzonette…per piacere…
Eppure all’articoletto hanno inviato commenti persone varie e con frasi serie, dissertando sull’argomento con intelligenza e spessore dimenticando, che il punto di partenza erano le parole delle canzoni.
Non caschiamo nelle trappole Chi. Bo. Le parole delle canzoni non hanno nessuna attinenza con la realtà, sopratutto se parlano d’amore. Devono rispettare la melodia e un ritmo musicale preciso, devono essere sentimentali o di denuncia a seconda dell’autore più o meno impegnato, ma non segnano la vita degli ascoltatori, maschi o femmine che siano. Le canzonette si fischiettano, si canterellano sotto la doccia e ci tengono compagnia mentre guidiamo in autostrada in un giorno noioso. Il loro compito si esaurisce lì.
Se le donne si illudono di essere amate follemente, non è colpa delle canzonette. Se si innamorano con regolarità masochistica delle “adorabili canaglie” non è colpa delle parole del cantautore di successo. Sono cose che succedono…..che sono successe e che ahinoi..succederanno….
Con leggerezza ed ironia possiamo mettere l’accento sul muro di vetro che divide i due sessi da tempi lontani. Noi ci vediamo, ci sentiamo, ma non ci ascoltiamo.
Possiamo parlarne se vuoi, senza drammatizzare, ma cecando di capire:
perchè sul più bello vene fuori il fatidico e un po’ vigliacco “ah! le donne! chi le capisce!!” e tutto finisce lì.
Ma fai uno sforzo, bello mio, provaci almeno…..!!
Il terzo argomento si riassume in una domanda.
Perchè all’annuncio dell’ingresso di Romania e Bulgaria, sopratutto Romania, nell’Unione Europea un brivido gelato mi ha percorso la schiena?
Mi sono molto meravigliata di me stessa perchè non è nella mia indole discriminare, ma…..
Chissà forse riuscirò a portare a livello raziocinante questa strana sensazione, però se qualcuno mi aiuta mi sarà più facile capire. Grazie!
Carola Ferruta

….lo sapevo che prima o poi avrei detto una castroneria….
Ho conosciuto tempo fa donne turche libere e felici, ma, evidentemente erano eccezioni.
Scusami e grazie. Ciao.
Carola, mi dispiace contraddirti, ma la Turchia non è un Paese musulmano laico, finchè la moglie del primo ministro va in televisione in prima serata per lanciare una fatwa sulle mogli adultere, e finchè non si puniscono gli uomini che ritengono di lavare l’onore della famiglia sgozzando le donne vittime di stupro. Cose che in Turchia accadono ogni giorno, così come ancora si condannano gli scrittori che osano parlare del genocidio curdo. E mi fermo qui. Capisco le tue perplessità sui paesi dell’est, perchè in parte sono anche le mie, ma non voglio nè vorrò mai vedere la Turchia in Europa. A parte che non c’è alcuna affinità culturale e storica che possa giustificare questa adesione, un paese talmente indietro dal punto di vista dei diritti civili non può per alcun motivo equipararsi a noi. Che non siamo proprio all’avanguardia – parlo dell’Italia, perchè altri paesi europei lo sono, eccome – ma almeno abbiamo smesso di difendere il delitto d’onore. E riteniamo le donne esseri umani degni dello stesso rispetto e degli stessi diritti degli uomini.
Uhhh!
è arrivata un’altra amica! Benvenuta a Milena.
Anche a me hanno raccomandato di stare alla larga dagli zingari e di non parlare con gli sconosciuti e tutte quelle cose che tutte le mamma dicono a tutte le bambine. Ma non è questo il punto. E’ risaputo che il Popolo Rom, ossia il Popolo degli Uomini, è un popolo nomade di incerta etnia che vive di espedienti e di furbizie, ma non credo che si possano identificare con i Rumeni, se non in parte. Vedi, la Russia non ha chiesto di entrare a far parte dell’Europa. Bulgaria e Romania, così come la Polonia e l’Ungheria erano chiamati “Paesi satelliti” all’epoca della cortina di ferro, ma, mentre L’Ungheria si è ribellata all’oppressione sovietica, così come la Cecoslovacchia, e la Polonia ha contribuito non poco all’abbattimento dei muri ideologici e non, Bulgaria e Romania hanno seguito passivamente lo svolgersi degli accadimenti.
Io avverto, ma è solo una sensazione che ora, come sono stati satelliti della Russia così possano diventare satelliti dell’Europa e che ce li troveremo a rimorchio.
Spero proprio di sbagliarmi.
La Turchia mi sta simpatica. Un Paese Musulmano laico è una perla rara che andrebbe meglio valorizzata. Ma questa è un’altra storia….
Grazie a tutti gli amici che hanno contribuito allo schiarimento delle idee.
A presto!!
Ma non sarà . per caso, che il termine Romania, ancorchè paese di lingua neolatina, ci induce immediatamente a pensare ai Rom e, quindi, zingari, nomadi e, quindi, ladri, financo di bambini?Mia madre era solita dire:”nonparlare con gli estranei, stai attenta, in giro ci sono degli zingari che portano via i bambini….”
Per quanto riguarda la Bulgaria e tutti, in fondo, i paesi dell’est sono abbastanza d’accordo con Franchini facendo parte, almeno io, di quella generazione estremamente timorata della cortina di ferro e, pertanto, molto ignorante.
Ma, così come mi sono ricreduta sulla Russia,spero di poter valutare in modo più obbiettivo e senza condizionamenti infantili,tutte le altre popolazioni, impegnandomi a conoscerle meglio.Per i turchi ho ancora qualche riserva, non potendo fare a meno di pensare subito;”Mamma,li turchi!!!”Milena Samà
….mi corre l’obbligo….
Non ho risposto sull’argomento Romania ecc.
perchè non ho ancora le idee chiare, e ci devo ruminare sopra per un po’. Si, quello che mi ha scritto l’amico Franchini è una lista di supposizioni di una certa validità, ma io vorrei aggiungere quell’etichetta di “paesi poveri”, le ondate di emigrazioni clandestine e la conseguente previsione che il loro ingresso “tiri l’Europa un po’ più in giù”.Mi rendo conto che è un concetto molto vago, ma non so come spiegarmi meglio. Almeno per ora.
Buongiorno ai miei amici, mi piace leggervi!!
Mi hanno avvisato.
Diva Chiara, ma quanto sei …!
Pensa all’ode su me. Sii la mia vate.
Te lo concedo.
Un abbraccio forte. (anche a Carola se lo accetta e dalla quale gradirei sapere i timori su Bulgaria e Romania).
Pace?
Errore, leggi bene lo scritto di Carola, dice “non cadere nella trappola Chi.Bo”, dunque si rivolge a me, ed infatti ci siamo spiegate…
Mi estrometto. Impossibile competere con due donne, compatte (per ora).
Resto con un dubbio atroce. Vi era una donna che scrisse ” non cadere nella trappola di Chi.Bo”?
Vi era una inquieto interrogarsi su Bulgaria e Romania?
Tutto fugge. Anch’io debbo. Specie dalla Diva Chiara (Cantami o Diva del pelide Achille … Canterai per me?).
Con la consueta simpatia,
un provocatore, provocato.
Carola sei forte!!
Buongiorno Chiara,
carina questa corrispondenza, quasi una “chat”…..
Grazie per avermi definito intelligente che è sempre gratificante. A volte mi chiedo se so adoprare giustamente la mia intelligenza e…
ritornando alle canzonette…..”di ogni cosa posso dire di aver fatto a modo mio, ma con che risultato non saprei”….ricordi Ornella vanoni?….Non sono molto indulgente con me stessa, tutto sommato. Una cosa è certa non mi sento “preda” ne tua ne di nessun’altro, ne ora, ne in passato. Sono un amimale sociale e mi piace questo mezzo informatico per allacciare e intrattenere rapporti col mio prossimo, se mi va di farlo.
Nel tuo caso, mi sono divertita ai tuoi “pole la donna…” e ho voluto dirtelo. Qualcuno stigmatizza e ci manda a far la calza. Bah!
Non raccogliere….
Ora aspetto il tuo prossimo articoletto e…
ci sentiamo in rete…..
Una buonissima giornata.
Io non sono “agghiacciante cinica spietata” nè tantomeno Diva…ma soprattutto Carola non è “una nuova preda”. E’una donna intelligente che spero diventi un’amica, ma di certo è già un’attenta lettrice. Franchini, non provocare…
Gentilissima,
grazie per l’invito al sorrisino.
Non posso addentrarmi in soluzioni dell’irrazionale. Non me ne fornisci (posso usare il “tu”) elementi. Poi, cosa varrebbero? Forse, solo, al pensiero di leggersi.
Comunque, la negativa emozione nei confronti della Bulgaria potrebbe provenire o dal silenzio gravato su di essa dalla cortina di ferro -gran tempo della nostra vita- ovvero da un ancestrale individuazione invasiva, devastatrice delle nostre -presunte- origini : gli unni.
Riguardo la Romania, anche qui credo valgano riflessioni o ignoranze sul suo recente passato che paiono coinvolgere l’assetto emotivo e compartemenatle dei cittadini. Oppure, la letterarietà della Transilvania. Oppure, l’angoscia della visita di un parente lontano. Non attesa; che ci riconduce a memorie che non desideriamo ci appartengono o che riscontriamo più vive. Irritando il nostro senso di colpa.
Ma, sono chiacchiere di una mattina.
Con simpatia,
franchini
Intristito o rattristato? caro Franchini.
Le parole sono simili, ma il signoficato completamente diverso.
Gli argomenti che ho trattato nella mia lettera a Claudio non erano allegri, forse il ricordo di Maria Grazia può averti rattristato, ma intristito….è veramente eccessivo, via sù! Sorrisino….?
Aiutami invece a capire perchè mi fa paura l’ingresso della Romania e Bulgaria nell’Europa. Io un’idea ce l’ho, ma mi sembra assurda. Sai le paure come le emozioni sono del tutto irrazionali. Affrontarle aiuta a superarle.
A presto
Gentilissima Carola,
sono intristito. Lei mi ha intristito.
Era, come dire, partita con il piede giusto. Anche per la domanda che si poneva e poneva. Ma (vi è sempre un ma) ha offerto e manifestato il lato debole, implicito nella sua ammonizione. E la Diva Chiara, agghiacciante, cinica, spietata, ha raccolto una nuova preda.
Diffidi! La sfidi! Non soggiaccia!
Con simpatia,
franchini
ps Se mi è concesso mi unisco al ricordo che porta della Sua amica Maria Grazia Bargagli Stoffi
Quando vuoi, Carola, sarà un piacere parlare con te.
Wow!!
Sei rapidissima….
rispetto il tuo punto di vista, anche se non lo condivido in pieno.
Mi ritrovo coi lucciconi all’ultimo “Mimì” al finale della Boheme anche se l’ho sentito mille volte, ma nessuno, nemmeno De Andrè o il Branduardi prima maniera mi ha coinvolto emotivamente.
Credo che ognuno abbia le sue proprie reazioni emotive a frasi in musica, forse anche perchè sentite in circostanze particolari, ma non saprei come possano aiutare la comprensione, proprio perchè intimamente personali e di difficile condivisione.
Una volta o l’altra dobbiamo fare una bella chiaccherata!
Ciao a presto.
Cara Carola, ti rispondo per quanto attiene alla mia parte. Le parole delle canzonette, all’interno della rubrica, sono uno degli aspetti che mi sembrava giusto sottolineare come altro motivo di incomprensione fra sessi. E certamente ci ho giocato su, perchè ho scelto parole e canzoni ad hoc, tralasciandone altre di ben diverso spessore, penso a Paolo Conte, ad esempio.
Non penso nè credo ci si possa innamorare a causa di una canzone, so invece che, in certi momenti di particolare fragilità emotiva, alcune parole di certe canzoni provocano in noi reazioni forti, inevitabili. E ci sembrano descrivere i nostri stati d’animo meglio di quanto potremmo fare noi stessi. Parlo da romantica? Può darsi, una parte di me lo è, ma penso che se tante persone hanno espresso e stanno ancora esprimendo la loro opinione su questo argomento, significa che sanno che una canzone rappresenta qualcosa di più di un motivetto fischiettato sotto la doccia. Nessuna trappola, Carola, solo un’onesta ammissione di coinvolgimento emotivo. Un abbraccio.