
Giovane, affabile, discreto, pugno d’acciaio. A 39 anni, Sebastien Lecornu ha ricevuto da Emmanuel Macron l’incarico di formare un nuovo governo, il quinto nei tre anni del secondo mandato del presidente francese. Lecornu dovrà ora aprire un giro di consultazioni con i partiti francesi per trovare un accordo sull’agenda delle priorità dei prossimi mesi, a partire dal bilancio dello Stato e dai conti pubblici. Solo allora presenterà la squadra, ha chiarito l’Eliseo. Ma è già previsto al palazzo di Matignon il passaggio di consegne con il premier uscente Francois Bayrou. Francois Bayrou ha lasciato l’Eliseo dopo aver presentato le sue dimissioni al presidente francese Emmanuel Macron in seguito al voto di sfiducia ieri del Parlamento.
Bayrou è arrivato all’Eliseo alle 13.30 e se n’è andato poco prima delle 14:50 per poi rientrare a Matignon, dove si occuperà degli affari correnti in attesa della nomina del nuovo Primo Ministro.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il ministro delle forze armate Sebastien Lecornu, incaricato nuovo premier. Il nuovo primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha ringraziato con un post su X il presidente Emmanuel Macron, di cui è un fedelissimo, per la sua “fiducia” e il “coraggio” del suo predecessore, François Bayrou. L’esperienza Bayrou si è chiusa dopo solo nove mesi, con la prima crisi provocata da un voto di fiducia chiesto dal premier in carica e non dall’opposizione. Il premier Bayrou aveva chiesto al Parlamento l’approvazione di un piano di risparmi da 44 miliardi, indispensabile per ridurre il deficit e il debito pubblico (attualmente al 5,8% e 113% del Pil). La situazione politica instabile minaccia una recessione economica e un aumento dei costi del debito. La legge di bilancio che propone tagli sociali controversi ha già scatenato forti proteste, altre sono previste per il 10 settembre. Macron ha sostenuto in modo concreto il libero mercato e la riduzione del disavanzo pubblico. Ha usato pubblicamente il termine “liberale” per descrivere se stesso in un’intervista di Le Monde del 2015. Ha aggiunto che si considera “né di destra né di sinistra” e che promuove “una solidarietà collettiva”. Il fallimento di Macron continua con la politica Estera. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto la richiesta del Presidente francese Emmanuel Macron di visitare i territori palestinesi occupati. E’ quanto riferito dall’emittente Kan. Netanyahu ha trasmesso un chiaro messaggio a Macron: “Ritira la decisione di riconoscere uno stato palestinese e allora protrai venire”. Anche il ministro Esteri israeliano Saar, al telefono, con il collega francese Barrot ha avvertito che una visita di Macron “Non ha senso” finché la Francia “Persiste nella sua iniziativa”. I mediatori da Egitto, Qatar e Stati uniti stanno tenendo una riunione per evitare il fallimento dei negoziati su un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’ha riferito l’emittente saudita al Arabiya, citando fonti. In precedenza, l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele aveva richiamato per consultazioni la propria delegazione negoziale a Doha, dopo aver ricevuto una risposta dal movimento palestinese Hamas sull’accordo per risolvere il conflitto a Gaza.L’inviato speciale statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha annunciato il ritiro della delegazione negoziale Usa e che Stati uniti e Israele cercheranno metodi alternativi per liberare gli ostaggi ancora trattenuti a Gaza, poiché Hamas non sembra “agire in buona fede”. Il riconoscimento francese della Palestina “premia il terrorismo e rischia di creare un altro proxy iraniano”. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce ‘Haaretz’ è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu commentando l’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron su il riconoscimento da parte della Francia di uno Stato Palestinese a settembre. Israele, sottolinea Netanyahu, “condanna fermamente la decisione del presidente Macron di riconoscere uno Stato palestinese vicino a Tel Aviv sulla scia del massacro del 7 ottobre”. Tre quarti dei membri delle Nazioni Unite riconoscono lo Stato di Palestina, e la Francia si unirà a loro a settembre, in seguito all’annuncio fatto al presidente Emmanuel Macron. La guerra tra Israele e Hamas, che infuria a Gaza dopo l’attacco del gruppo militante palestinese del 7 ottobre 2023, ha riacceso la spinta globale affinché i palestinesi ottengano uno Stato proprio.
Presidente Emmanuel Macron, ma lei vuole finire la guerra o vincere la guerra a Gaza? Visto che la Francia per indole è guerrafondaia?
Giuseppe Basilico

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