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Emma Bonino e il radicalismo che ho conosciuto

Emma Bonino ci ha lasciati. La mia amica Valeria Taradash scrive “una notizia difficile da commentare” e sono d’accordo con lei. Nemmeno io so esattamente cosa provo, perché mi tornano alla mente ricordi, alcuni belli, altri amari. Anche perché, i radicali, mi avevano deluso da tempo. Ho conosciuto Emma Bonino, nel 1999, personalmente, in occasione della fondazione della Lista Emma Bonino, a Monastier di Treviso.

di Luca Bagatin | 12 Settembre 2026

Emma Bonino ci ha lasciati. La mia amica Valeria Taradash scrive “una notizia difficile da commentare” e sono d’accordo con lei.

Nemmeno io so esattamente cosa provo, perché mi tornano alla mente ricordi, alcuni belli, altri amari. Anche perché, i radicali, mi avevano deluso da tempo.

Ho conosciuto Emma Bonino, nel 1999, personalmente, in occasione della fondazione della Lista Emma Bonino, a Monastier di Treviso.

All’epoca le dedicai anche una poesia politica di elogio.

Una poesia che recitava così: “Emma Bonino, una dei tanti radicali scalzi che popolavano negli anni ‘70 le piazze delle città per affermare i diritti di tutti, anche dei più derelitti di questo mondo, contro un regime violento, burocratico, partitocratico e clericale, che aveva in gloria solo la gestione del Potere: la poltrona sicura di Ministro, Cardinale o Presidente. Emma Bonino: una donna, un simbolo dell’Europa e per l’Europa, a dispetto di chi ha cercato e cerca di oscurarla con ogni mezzo. Emma Bonino: oggi di nuovo alla ribalta come degna Commissaria europea, sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici, come ieri, più di ieri. Loro, i Potenti, forse ti saranno avversi, ma è certo che la gente è con te e con le tue battaglie di libertà e legalità. Un augurio di cuore! Una speranza dal profondo! Magari una piacevole utopia: Emma for President”. 
A Pordenone ho condotto, assieme a Paola Scaramuzza, la campagna Emma for President e poi Emma for Europe, che permise alla Lista Emma Bonino di ottenere il 14,5% in città. La città in cui ottenne in assoluto, in Italia, il risultato migliore.

Quella mia scelta creò non poco imbarazzo nei Verdi, dei quali, all’epoca, a Pordenone, ero responsabile giovanile. E ne rappresentavo l’anima liberale.

Pensavo che quelle battaglie, liberali e liberiste, non fossero in contraddizione con l’anima ambientalista. All’epoca mi ispiravo, infatti, all’area liberale e libertaria che, in Europa, era rappresentata dall’europarlamentare dei Verdi francesi Daniel Cohn-Bendit.
Ero giovane. Molto giovane. Troppo giovane. Soprattutto intellettualmente. E, come molti giovani, idealista e avevo approfondito davvero troppo poco del mondo. Praticamente nulla.
Ammetto infatti che, nel corso degli anni, ho perduto quella simpatia e stima nei confronti dei radicali, di Emma Bonino e ho preso le distanze da Cohn-Bendit.

Crescendo, studiando, approfondendo e dialogando con persone e realtà diverse, ho abbandonato il liberal-radicalismo di gioventù e ho scoperto il socialismo, che ritengo essere sistema tanto razionale e pragmatico, quanto più umano. Un socialismo che, a seconda del luogo nel quale viene edificato (Europa, Asia, Africa, America Latina), ha declinazioni differenti. Ed è giusto che sia così. Perché, a differenza di quel che credono e credevano i radicali, ogni popolo è diverso dall’altro. E ha una sua Storia, cultura e tradizione da valorizzare e rispettare.

Non esistono Paesi di serie A e di serie B. Spesso non esistono democrazie e dittature, in senso assoluto. Esistono unicamente percorsi differenti. Che meritano di essere approfonditi.
Guardando indietro, penso che l’unica vera radicale dei vecchi tempi fosse Adele Faccio.

Di Adele Faccio ho spesso parlato sia con Valeria Taradash, che le fece da segretaria, sia con Ilona Staller, che le fu molto amica nel 1987.
Negli anni sono rimasto in contatto con Marco Pannella, ma non con Emma Bonino e il suo gruppo, che, a mio avviso, avevano intrapreso quella deriva liberal capitalista, edonista e imperialista, che già Pier Paolo Pasolini, negli Anni ’70, pur amico dei radicali, andava denunciando.

Ad ogni modo mi spiace che Emma abbia lasciato questa terra, ma spiace ancora di più che da decenni se ne siano andate le battaglie autentiche del Partito Radicale.

Il mio allontanamento dai radicali, infatti, non è nato dal rifiuto delle loro battaglie originarie, ma proprio dalla convinzione che quelle battaglie siano state progressivamente abbandonate.

Quelle battaglie iniziate negli Anni ’50 con Mario Pannunzio e Ernesto Rossi e, solo molti anni dopo, raccolte in eredità da Pannella.
Battaglie – che parlavano anche di autogestione socialista e che convinsero persino il Presidente socialista rivoluzionario del Burkina Faso, Thomas Sankara, ad iscriversi al Partito Radicale – che i radicali di oggi (o almeno quelli che si dicono tali), hanno da decenni dimenticato.

Ma nemmeno se ne rendono conto, nella loro totale mutazione antropologica: da partito dei diritti sociali e civili a partito del liberal capitalismo assoluto e della censura nei confronti di chi non la pensa come loro.

Mi guardo indietro e vedo come il mondo di ieri e quello di oggi siano molto cambiati.

Una volta di più, penso che nessuno di noi possa cambiare il mondo, ma ciascuno di noi possa, almeno, riuscire a cambiare sé stesso. Cercando di andare oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni, oltre il politicamente e banalmente corretto.

Forse è questo che mi hanno insegnato i radicali. Ma poi loro… si sono in qualche modo persi per strada.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

Pubblicato in : Editoriale, SocialismoTag: emma bonino, lista emma bonino, marco pannella, pannella

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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