Sgridano, sculacciano, scomunicano. Con la protervia di chi è sicuro di assolvere ad un compito superiore: snidare e indicare al pubblico ludibrio i disturbatori del manovratore. L’Italia aveva dato il meglio di sé all’inizio della fase 1 del coronavirus (“tutti a casa disciplinatamente”, i nostri “eroi medici, infermieri, OSS, cassieri dei supermercati, volontariato, divise, etc”,). Ma la stessa Italia ora non dimentica di sapere dare anche il peggio nelle circostanze serie e anche drammatiche. E così quella che doveva essere una epica lotta, tutti uniti, contro la pandemia, è vissuta dai soliti fanatici come uno squallido derby pro o contro il governo. Ecco, da questa morsa occorre sfuggire. Guai ad abboccare, come se non ci fosse alternativa tra la difesa d’ufficio di Conte ed una opposizione pregiudiziale, a prescindere dal merito.
Siamo convinti che la linea di demarcazione della legittimità costituzionale sia stata più volte oltrepassata dai decreti del presidente del consiglio dei ministri (DCPM). Ma non significa che attribuiamo a chicchessia disegni golpisti. E’ una situazione straordinaria, eccezionale: parliamone con calma, affinchè ciò che accettiamo oggi non costituisca precedente. E occupiamoci piuttosto delle questioni che hanno diretta attinenza alla lotta al virus. Si può avere dubbi su misure indispensabili per entrare nella fase 2 e che non sembra siano state attuate? Sono state effettuate indagini sierologiche in modo diffuso? E i tamponi in misura sufficiente? Le app per la mappatura e le indagini statistiche per avere dati adeguati ai provvedimenti da adottare? E i lavoratori erano, sono e saranno dotati di adeguate protezioni? E siamo certi che gli strumenti di queste protezioni non siano mancanti o in ritardo come è successo nel primo mese? Chiudere gli occhi non risolve i problemi e chi pone le domande non necessariamente è al soldo di Salvini o Meloni. Che poi, lanciare anatemi, costringe in seguito a penose abiure. Molti di noi per il vizio laico del dubbio, fummo accusati di essere servi di tanti padroni: della CIA per avere preferito la civiltà occidentale all’impero sovietico; dei padroni in genere perché sostenevamo che la ricchezza si distribuisce, ma prima va creata; della borghesia perché ridevamo in faccia agli eroi del ’68 che si presentavano all’appuntamento con la Rivoluzione sullo spider di papà; dei ladri perché non in linea con il golpe mediatico-giudiziario e, poi si è scoperto anche finanziario, dei tempi orribili di Tangentopoli. E ancora, ai tempi della “beata” seconda repubblica, siamo stati, contemporaneamente, al soldo dei comunisti e di Berlusconi, dei Fascioleghisti e di Conte: e non era colpa nostra se tutti, proprio tutti, non brillavano per capacità e nemmeno avevano idee chiare su quisquiglie come democrazia e rispetto della sovranità popolare, tanto che si ingegnavano in mille modi per sfilarla di mano agli elettori.
Naturalmente, c’era sempre una ragione superiore – a detta di questi guerrieri instancabili delle cause perse – che avrebbe dovuto indurci a tacere e lasciare lavorare in pace chi aveva il peso del governo. Ed oggi, addirittura, ci dicono che è in corso una guerra contro la pandemia. E che mai si deve “sparare” contro chi ci guida in guerra. Mai allegoria fu più controproducente. Perché di guerre vere, nel secolo scorso, l’Italia ne ha combattute due. Una più disastrosa dell’altra. E magari (Dio ci perdoni) avessimo sparato davvero a chi ce le ha fatte disastrosamente combattere!
Nicola Cariglia

La politica è talmente decaduta a obbedienza o disobbedienza tecno contabile e perbenismo da primi della classe, che anche gli sciacquetti/e del centro sud messi su da Grillo, possono fingersi governanti. Ma bisognerebbe dare corpo all’orrore che tutto ciò suscita. Come sempre nessuno chiama in causa l’inquilino del Quirinale, il passivo Mattarella, che non lavora affatto dietro le quinte, ma è realmente un passivo il cui unico spessore si risolve in discorsetti edificanti, esortazioni buone, e nell’imitazione di Bergoglio, il quale si fece riprendere da solo mentre benediva via Condotti e il Corso. Parimenti Mattarella sale da solo al Vittoriano, molto poetico a vedersi. Ma perché non accompagnato a un metro di stanza almeno dal ministro della difesa, o dal capo di Stato maggiore? Bergoglio? Ma cosa dico? Mattarella come Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco! Mediocrità, mediocrità, mediocrità e fuffa mediatica, nient’altro! Ma per fortuna a Karlsruhe c’è una Corte Costituzionale vera che spengerà le italiche furbizie.
Cariglia: “Chiudere gli occhi non risolve i problemi e chi pone le domande non necessariamente è al soldo di Salvini o Meloni.”
Io sono tacciato da molti nostri amici di essere leghista.
pongo spesso quesiti, classici per un laico, che al “profano in cattiva fede” che riguardano la gestione politica di questo ormai trentennio. L’ultima la sperequazione totale nella formazione del governo. La peggiore DC. anche l’avesse pensato, non l’avrebbe mai fatto, De Gasperi diceva di fatti “mai da soli”.
Lo dico a te che sei di origini meridionali: E’ mai possibile che vi sia un governo che esclude la parte più consistente e produttiva dello Stato? Con dei modesti ed impreparati “ministri” tutti del Centro Sud ad esclusione di Franceschini che pero è emiliano.
Mica potrò essere tacciato da leghista (che forse neanche sa la provenienza dei ministri). Epperò il politicamente corretto usa questi mezzucci, per screditare chi non si adegua.
Sono veramente non solo schifato o preoccupato, ma addirittura INORRIDITO!