• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Elogio (senza pretese) del dissenso

Per i soliti fanatici la lotta al virus si è trasformata in derby pro o contro Conte. Guai ad abboccare, come se non ci fosse alternativa tra difesa d’ufficio e opposizione pregiudiziale.

di Nicola Cariglia | 3 Maggio 2020

Sgridano, sculacciano, scomunicano. Con la protervia di chi è sicuro di assolvere ad un compito superiore: snidare e indicare al pubblico ludibrio i disturbatori del manovratore. L’Italia aveva dato il meglio di sé all’inizio della fase 1 del coronavirus (“tutti a casa disciplinatamente”, i nostri “eroi medici, infermieri, OSS, cassieri dei supermercati, volontariato, divise, etc”,). Ma la stessa Italia ora non dimentica di sapere dare anche il peggio nelle circostanze serie e anche drammatiche. E così quella che doveva essere una epica lotta, tutti uniti, contro la pandemia, è vissuta dai soliti fanatici come uno squallido derby pro o contro il governo. Ecco, da questa morsa occorre sfuggire. Guai ad abboccare, come se non ci fosse alternativa tra la difesa d’ufficio di Conte ed una opposizione pregiudiziale, a prescindere dal merito.

Siamo convinti che la linea di demarcazione della legittimità costituzionale sia stata più volte oltrepassata dai decreti del presidente del consiglio dei ministri (DCPM). Ma non significa che attribuiamo a chicchessia disegni golpisti. E’ una situazione straordinaria, eccezionale: parliamone con calma, affinchè ciò che accettiamo oggi non costituisca precedente. E occupiamoci piuttosto delle questioni che hanno diretta attinenza alla lotta al virus. Si può avere dubbi su misure indispensabili per entrare nella fase 2 e che non sembra siano state attuate? Sono state effettuate indagini sierologiche in modo diffuso? E i tamponi in misura sufficiente? Le app per la mappatura e le indagini statistiche per avere dati adeguati ai provvedimenti da adottare? E i lavoratori erano, sono e saranno dotati di adeguate protezioni? E siamo certi che gli strumenti di queste protezioni non siano mancanti o in ritardo come è successo nel primo mese? Chiudere gli occhi non risolve i problemi e chi pone le domande non necessariamente è al soldo di Salvini o Meloni. Che poi, lanciare anatemi, costringe in seguito a penose abiure. Molti di noi per il vizio laico del dubbio, fummo accusati di essere servi di tanti padroni: della CIA per avere preferito la civiltà occidentale all’impero sovietico; dei padroni in genere perché sostenevamo che la ricchezza si distribuisce, ma prima va creata; della borghesia perché ridevamo in faccia agli eroi del ’68 che si presentavano all’appuntamento con la Rivoluzione sullo spider di papà; dei ladri perché non in linea con il golpe mediatico-giudiziario e, poi si è scoperto anche finanziario, dei tempi orribili di Tangentopoli. E ancora, ai tempi della “beata” seconda repubblica, siamo stati, contemporaneamente, al soldo dei comunisti e di Berlusconi, dei Fascioleghisti e di Conte: e non era colpa nostra se tutti, proprio tutti, non brillavano per capacità e nemmeno avevano idee chiare su quisquiglie come democrazia e rispetto della sovranità popolare, tanto che si ingegnavano in mille modi per sfilarla di mano agli elettori.

Naturalmente, c’era sempre una ragione superiore – a detta di questi guerrieri instancabili delle cause perse – che avrebbe dovuto indurci a tacere e lasciare lavorare in pace chi aveva il peso del governo. Ed oggi, addirittura, ci dicono che è in corso una guerra contro la pandemia. E che mai si deve “sparare” contro chi ci guida in guerra. Mai allegoria fu più controproducente. Perché di guerre vere, nel secolo scorso, l’Italia ne ha combattute due. Una più disastrosa dell’altra. E magari (Dio ci perdoni) avessimo sparato davvero a chi ce le ha fatte disastrosamente combattere!

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: berlusconi, consiglio dei ministri, democrazia, governo, italia, medici, meloni, merito, misure, opposizione, presidente del consiglio, provvedimenti, repubblica, secolo scorso, seconda repubblica, sovranità popolare

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    7 Maggio 2020 alle 08:06

    La politica è talmente decaduta a obbedienza o disobbedienza tecno contabile e perbenismo da primi della classe, che anche gli sciacquetti/e del centro sud messi su da Grillo, possono fingersi governanti. Ma bisognerebbe dare corpo all’orrore che tutto ciò suscita. Come sempre nessuno chiama in causa l’inquilino del Quirinale, il passivo Mattarella, che non lavora affatto dietro le quinte, ma è realmente un passivo il cui unico spessore si risolve in discorsetti edificanti, esortazioni buone, e nell’imitazione di Bergoglio, il quale si fece riprendere da solo mentre benediva via Condotti e il Corso. Parimenti Mattarella sale da solo al Vittoriano, molto poetico a vedersi. Ma perché non accompagnato a un metro di stanza almeno dal ministro della difesa, o dal capo di Stato maggiore? Bergoglio? Ma cosa dico? Mattarella come Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco! Mediocrità, mediocrità, mediocrità e fuffa mediatica, nient’altro! Ma per fortuna a Karlsruhe c’è una Corte Costituzionale vera che spengerà le italiche furbizie.

    Rispondi
  2. Giampaolo Mercanzin

    4 Maggio 2020 alle 18:55

    Cariglia: “Chiudere gli occhi non risolve i problemi e chi pone le domande non necessariamente è al soldo di Salvini o Meloni.”
    Io sono tacciato da molti nostri amici di essere leghista.
    pongo spesso quesiti, classici per un laico, che al “profano in cattiva fede” che riguardano la gestione politica di questo ormai trentennio. L’ultima la sperequazione totale nella formazione del governo. La peggiore DC. anche l’avesse pensato, non l’avrebbe mai fatto, De Gasperi diceva di fatti “mai da soli”.
    Lo dico a te che sei di origini meridionali: E’ mai possibile che vi sia un governo che esclude la parte più consistente e produttiva dello Stato? Con dei modesti ed impreparati “ministri” tutti del Centro Sud ad esclusione di Franceschini che pero è emiliano.
    Mica potrò essere tacciato da leghista (che forse neanche sa la provenienza dei ministri). Epperò il politicamente corretto usa questi mezzucci, per screditare chi non si adegua.
    Sono veramente non solo schifato o preoccupato, ma addirittura INORRIDITO!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti