Si può pensare tutto il male possibile del Partito Democratico. Oppure avere, come noi, una posizione critica ma non pregiudizialmente ostile: diffidare di una fusione pensata e realizzata “a freddo” per superare la crisi evidente di DS e Margherita; rilevare l’assenza di un’anima e di un progetto; denunciare la contraddittorietà delle posizioni dei principali esponenti del nascituro PD in politica estera ed economia, nel campo della laicità dello Stato, sul tema dei diritti civili, etc.
Ma su un punto, credo, è difficile dare torto al PD prossimo venturo: l’aver respinto le candidature, più affini di quanto non sembri, di Pannella e Di Pietro alla segreteria.
Lasciamo ai loro discorsi tutti i corifei del pensiero debole o assente che dilagano con le loro articolasse sui giornaloni e con i loro sproloqui nei salotti televisivi.
Non è vero che “è stata persa un’occasione” per dimostrare la grande apertura del partito alle novità.
Sarebbero Pannella e Di Pietro le novità?
E non ci “azzecca” nulla il richiamo alle “primarie” americane: negli Stati Uniti si tratta di scegliere il candidato alla presidenza, in un contesto nel quale i partiti sono tutt’altra cosa rispetto al nostro Paese. Le cosiddette primarie in corso da noi servono ad eleggere un segretario di partito. L’uomo di punta di una parte, appunto: non l’uomo ideale per rappresentare lo Stato e, quindi, tutto il popolo.
Pannella e Di Pietro, secondo costume che li accomuna, hanno tentato di mandare in vacca lo sforzo dei diessini e dei margheritini di dare vita ad un nuovo partito. E ci sarebbero riusciti se i “costituenti” si fossero lasciati impressionare dalla campagna e dalla grancassa che hanno accompagnato l’iniziativa di Marco e Tonino, stagionati Sussi e Biribissi del nostro panorama politico.
Ai quali è stato ricordato che la politica è cosa seria pur con i suoi errori, con le malefatte e con i cattivi soggetti che la popolano.
E che il vizio di andare a interferire nella altrui sfera di competenza con condizionamenti e pressioni non tollerabili, Sussi e Biribissi se lo devono togliere.
ELOGIO DELL’ESCLUSIONE DI DI PIETRO E PANNELLA
Non è vero che “è stata persa un’occasione” per dimostrare la grande apertura del PD alle novità. Sarebbero Pannella e Di Pietro le novità? E non ci “azzecca” nulla il richiamo alle “primarie” americane.

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