Lettera Aperta
Al Signor Presidente della Regione Puglia
On. Nichi Vendola
Via Dalmazia, 70/B
70121 Bari (BA)
Al Signor Presidente della Provincia di Bari
Dott. Vincenzo Divella
Via Spalato, 19
70121 Bari (BA)
Al Signor Sindaco di Bari
Dott. Michele Emiliano
Corso Vittorio Emanuele II, 84
70121 Bari (BA)
Al Signor Presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena
Avv. Giuseppe Mussari
Piazza Salimbeni
53100 Siena
Sono Lorenzo Conti, figlio di Lando, già Sindaco di Firenze, assassinato dalla BR-PCC il 10 febbraio 1986.
Dopo venti anni di sofferto silenzio con il quotidiano impegno a “sopravvivere”, ho iniziato una battaglia in difesa della Democrazia e dello Stato e contro il terrorismo. Ho quindi sottoposto alle più alte cariche Istituzionali del nostro Paese la necessità, e sottolineo la necessità, di tutelare la memoria di coloro che “rinunciarono” alla vita per difendere lo Stato dai terroristi.
Non sono, non siamo, spinti dal desiderio di vendetta ma dal desiderio di giustizia: morale e sociale.
Queste attività, purtroppo, ci hanno esposto in prima persona e…, in questi giorni, ho ricevuto “minacce di morte” da parte delle Brigate Rosse (ancora oggi sono in corso le indagini da parte della Digos).
Mi pare del tutto sottovalutato il fatto che ciò che rappresenta il passato per alcuni terroristi, rappresenta oggi il nostro presente.
In questo quadro “desolante”, sono a scriverVi per chiedere il Vostro aiuto a risolvere una questione assai importante per me e per tutte le vittime del terrorismo.
2 Agosto 1980.
A Bologna la follia terroristica raggiunge il suo apice: la stazione esplode e si porta via 85 innocenti colpevoli solo di essere al posto e nel momento sbagliato….
Tra le vittime vi erano Sonia Burri di 7 anni e Patrizia Messineo di 18 anni, le figlie di Lia Serravalli e la sorella, Silvana di 34 anni, col bimbo che portava in grembo.
Ma, a già tanto dolore, si collega il destino di un’altra vittima: il padre di Lia si buttò dal sesto piano per protesta contro lo Stato che non riesce a dare giustizia e verità. Ancora oggi !
In questi giorni Lia, venuta a conoscenza delle minacce che mi sono state inviate, mi ha contattato per esprimermi tutta la Sua vicinanza con amorevole senso materno (quello niente e nessuno glielo potrà mai portare via).
Nella lunga telefonata sono venuto a conoscenza che Lia ha un altro figlio, Silvano Burri di anni 25, che per Lei attualmente rappresenta un problema. Il Ragazzo, infatti, non riesce a trovare un lavoro stabile e decoroso (allego curriculum).
A questo punto mi nasce spontanea una domanda: quanto deve ancora soffrire la sig.ra Lia e la Sua Famiglia? Non basta tutto quello che hanno passato ?
Ma questo “fantomatico” Stato con le Sue Istituzioni dove era e dove è attualmente ?
Le Istituzioni cosa hanno fatto di concreto per questa famiglia ?
Ecco, in sintesi, Vi scrivo questa lettera per chiederVi di IMPEGNARVI ad assumere Silvano, figlio di Lia, presso gli enti o società che Voi rappresentate !
Questa sarebbe solidarietà !
Basta con le tante belle parole pronunciate, basta con le medaglie commemorative, basta alla Solidarietà di facciata!
La solidarietà la non si esterna, ma la si manifesta con fatti, fatti concreti e tangibili.
Mi auguro che il Vostro senso dello Stato e della Giustizia, ma soprattutto per il Valore della Vostra umanità, possano sfociare nel dotare Silvano di un lavoro decoroso.
Sarebbe bello e auspicabile che il 2 agosto, giorno della memoria, qualcuno di Voi telefonasse alla Sig.ra Lia Serravalli per comunicargli l’avvenuta assunzione del figlio Silvano.
Sicuro del buon esito di questa vicenda, porgo i miei più cordiali saluti.
Lorenzo Conti

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