Ancora non è nato e già perde pezzi. Il partito democratico dovrà fare a meno dei repubblicani europei. Dunque, si assottiglia ancora di più la presenza dell’area laica e riformista nel partito che rischia di essere solo la sommatoria di “pezzi” dei DS e della Margherita.
Il Consiglio nazionale dell’Mre ha –infatti- deliberato di non partecipare alle primarie di ottobre per la costruzione del Partito democratico dopo 12 anni di percorso comune con Ds e Dl nell’Ulivo verso il Pd.
Le motivazioni di questo passo indietro sono state spiegate da Luciana Sbarbati: ” alla vigilia delle primarie ha affermato la segretaria dell’MRE- dobbiamo dire che Ds e Dl hanno contrattato da soli il modo di essere del Pd, senza cenno ai contenuti. Questo modo di essere del Pd, da loro soli costruito, non ci piace. L’Mre e’ un soggetto politico che chiede di
essere trattato come tale sempre. Non ho votato le regole
nell’Assemblea dei 45 perche’ sono fatte ad arte per far sopravvivere
gli apparati di Ds e Dl. Queste regole schiacciano e mortificano il
nuovo. Infatti quanto piu’ e’ debole la politica tanto piu’ forti sono
gli apparati. Lo rammenti bene Veltroni, poiche’ dalla sua capacita’
di offrire e perseguire ora un modello adeguato di Pd, egli gioca il
futuro di questa grande opportunita”’.
La decisione non è un fulmine a ciel sereno. Già da tempo si conosceva il disagio della componente repubblicana che aveva aderito al PD.
Nel frattempo sono ripresi i “contatti” più o meno riservati con i cugini del PRI di Nucara e La Malfa.
Tali contatti potrebbero preludere ad una svolta interessante, soprattutto per il progetto di dare vita ad un nuovo soggetto laico e liberalsocialista del quale, i repubblicani riuniti, potrebbero diventare una componente importante, riequilibrando sul versante laico gli assetti della nuova formazione.
Il Partito Democratico perde pezzi
Se ne vanno i repubblicani europei di Luciana Sbarbati che hanno ripreso i contatti con i cugini del PRI di Nucara e La Malfa: i repubblicani riuniti, potrebbero diventare una componente importante del nuovo soggetto liberalsocialista, riequilibrando sul versante laico gli assetti della nuova formazione.

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