Una poltrona per 18 ma ma il Grande favorito è senza dubbio lui. Sindaco uscente, già segretario nazionale dei Democratici di sinistra, già Guardasigilli in più governi di centro-sinistra e ora anche presidente nazionale dell’ Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Piero Fassino è la vera star delle prossime elezioni comunali e su di lui a Torino negli ambiti politici avversari si è scatenata la “caccia all’uomo” ma che rischia però in forma sfilacciata di non impensierire più di tanto l’esile e navigata “gazzella” molto amata dal popolo della sinistra italiana. A poco meno di tre settimane dal primo turno delle elezioni comunali infatti sono stati ufficializzati i 18 candidati a sindaco di Torino sostenuti da 38 liste. La corsa al consiglio comunale e alle circoscrizioni vede 8 mila candidati per le poltrone in consiglio comunale e nelle circoscrizioni del capoluogo piemontese e già in ambienti giornalistici ci si è messi in guardia su possibili firme false “visto che almeno un torinese su 17 dovrebbe aver sottoscritto qualcosa”. Come si diceva il candidato nunero uno è l’attuale sindaco Piero Fassino sostenuto dalla coalizione formata da Pd, Moderati, lista civica Fassino e Progetto Torino. La più probabile avversaria che lo potrà portare al turno di ballottaggio è Chiara Appendino, candidata del Movimento 5 Stelle, mentre Torino in Comune, Ambiente Torino e Pensionati e Invalidi si schiera con l’ex leader metalmeccanico Giorgio Airaudo. Il centrodestra è diviso in tre gruppi: ci sono Osvaldo Napoli, parlamentare, ex sindaco e già vicepresidente di Anci, sostenuto da Forza Italia e dalle liste “Salviamo l’Oftalmico” e “Un sogno per Torino”, Alberto Morano, appoggiato da Lega Nord, Fratelli d’Italia e da una sua lista civica, e Roberto Rosso, appoggiato da una coalizione con Udc, lista Rosso, Unione pensionati, Lega Padana, Pli, Moderati in rivoluzione e Alleanza democratica. Mauro Racca è l’uomo di Casa Pound, Roberto Salerno quello dell’Msi e Roberto Usseglio quello di Forza Nuova. Poi ci sono Anna Battista della lista Basta, Guglielmo Delpero di Siamo Torino,Piercarlo Devoti di La Piazza, Vitantonio Colucci de Il popolo della famiglia, Marco Rizzo per il Partito comunista, Alessio Ariotto per il Partito comunista dei lavoratori e Mario Levi dell’Idv. C’è anche Lorenzo Varaldo della lista Abrogazione. Fra le liste anche No Euro – Lista del Grillo, Forza Toro, Lista 4 Zampe, AutomobiLista e Disoccupati-precari-esodati con il candidato Gianluca Nocetti.
Elezioni Torino: In 17 a contendere la fascia Tricolore al sindaco uscente Piero Fassino
A poco meno di tre settimane dal primo turno delle elezioni comunali infatti sono stati ufficializzati i 18 candidati a sindaco di Torino sostenuti da 38 liste. La corsa al consiglio comunale e alle circoscrizioni vede 8 mila candidati per le poltrone in consiglio comunale e nelle circoscrizioni del capoluogo piemontese

potrebbe essere una corsa ad ostacoli ma sconsolatamente ci rendiamo conto che non è una barzelletta, è solo una corsa ad usufruire di privilegi di cui nessuno o quasi è degno. Come siamo messi male
Solo per capire e senza alcuna dietrologia cara Maria Rita…di quali privilegi godrebbe il sindaco di una grande città come Torino? Io sono stato sindaco di un comune dell’hinterland milanese di 12 mila abitanti e più che privilegi ho scontato tanti mal di pancia, arrabbiature e problemi difficilissimi da risolvere ogni giorno tra l’indifferenza e gli ostacoli messi apposta da dirigenti e dipendenti comunali che facevano imbestialire i cittadini contro sindaco e giunta…..