I risultati delle elezioni amministrative in Sicilia, soprattutto a Palermo, pongono in stand-by la situazione del governo Prodi. Al momento, nessuna conseguenza, tutto è sospeso: i regolamenti di conti dentro la maggioranza, gli attacchi di Rifondazione e Comunisti italiani al ministro Padoa Schioppa, improvvisamente accusato di essere il riferimento dei poteri forti (perché Prodi, Rutelli ed una parte dei DS con le loro manovre bancarie e finanziarie?), le divergenze sui temi della laicità. La stessa minoranza non esalta oltre una certa misura il successo elettorale nell’isola.
Entrambi gli schieramenti hanno un buon argomento ciascuno cui attaccarsi o consolarsi. Un argomento speculare. Infatti, se il centro-sinistra può affermare che la Sicilia già era favorevole al centro-destra, il centro-destra può altrettanto legittimamente rilevare che ciò accadeva, in passato, in sintonia con il governo nazionale. Oggi, aver mantenuto sindaci e voti nonostante che a Roma governi il centro-sinistra, è un fatto di rilievo se si considera quale sia sempre stato il peso del potere centrale nella raccolta dei consensi a Palermo e negli altri enti locali ove si è votato.
Ma per scuotere veramente gli equilibri sui quali poggia Prodi e la sua maggioranza, il centro-destra punta alla tornata che ci sarà il 27 e 28 maggio. Un successo consistente, la conquista di alcuni comuni simbolo, come Verona avrebbe effetti di rilievo.
Nel centro-sinistra le tendenze centrifughe sarebbero fatalmente accentuate. Ma non è detto che ciò accada. Nonostante le difficoltà del governo, lo schieramento che lo appoggia ottiene sempre nelle elezioni locali i migliori risultati.
Ed è anche per questo, oltre che per valorizzare il ruolo di “ultima spes” per la durata della legislatura, che Pier Ferdinando Casini ha giocato di sponda con Prodi nel fingere di attribuire al voto di maggio un significato esclusivamente locale.
Elezioni in Sicilia: maggioranza in sospeso
Il centro sinistra rinvia al 28 maggio il regolamento di conti ed il centro-destra il suo affondo. Mentre Casini gioca di sponda con Prodi valorizzando il suo ruolo di ultima spes per la legislatura.

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